martedì 12 luglio 2011

Tolleranza zero

Io sono una stronza.

Non stronza nel senso di cattiva o invidiosa. Oppure sanamente egoista, cioè una che si para il culo in questo mondo di squali e stronzi veri. Io sono stronza nell’accezione più comune di una che fa le cose da stronza, cioè male. Non ve lo so spiegare bene, ma se continuate a leggere capirete. Insomma qualcosa farete anche voi, no, o devo fare tutto tutto io?  - come dice sempre il PN)

(Ecco perché sono stronza: perché potevo dirvelo bene, ma ve l’ho detto male)

Questo mio essere stronza si va a sommare al mio essere acida e al mio avere un carattere di merda (e  parlare come una contessina inglese, by the way). Il fatto che tutti mi trovino dolce, simpatica e adorabile è un mistero profondo e insondabile, secondo solo a quello tanto declamato “della fede “ (massimo rispetto), e all’altro mistero, quello inglese, cioè che Carlo abbia preferito Camilla a Diana.

Ci sarebbero veramente anche altri misteri tipo:

come fa a piacere ancora Gucci

perché ci vuole ancora la waiting list da Hermes quando  sappiamo tutte che è una bufala

perché gli uomini continuano a preferire le (finte) bionde … (non parlo di te, biondina)

perché sono zitella (forse perché acida, stronza e dal pessimo carattere? Ma allora è il cosiddetto cane che si morde la coda)

Ma affrontiamone uno per volta, fa caldo e sono stufa.

Riassumendo: io sono acida, stronza e ho un carattere di merda.
 Faccio anche la PR, professione molto poco adatta a una persona acida, stronza e dal carattere guanoso, come dico sempre, per cui questo mi rende anche un’idiota totale e poco lungimirante. Il fatto che io sia anche bravina – dicono i più - rende il tutto veramente incomprensibile.

Ma non complichiamoci la vita. Un mistero alla volta.

Ho poco tempo. Vivo continuamente e serenamente di corsa, dove serenamente è detto con ironia, molta ironia. Come più volte detto, sono una ragazza madre, molto madre e poco ragazza, il che significa che cresco mio figlio ( il PN, riassuntino per chi si fosse collegato solo oggi) da sola, con l’aiuto di Santa Isabel da Loja, Ecuador. E basta.
I miei genitori vivono a Siena, un fratello, Santo Sandro, a NY, uno a Milano, Santo Duccio che lavora come un mulo, anche se non ho mai capito che cacchio faccia, cmq è un Bocconiano, qualcosa di figo lo farà sicuramente, e una sorella, Santa Silvia, che ancora studia a Siena. Questa pletora di fratelli è bravissima col PN, ma capite bene che geograficamente parlando non è proprio alla mano. Santo Duccio mi aiuta nel we, insieme a Santa Claudia, la sua fidanzata.
Tutti sono stati beatificati e santificati solo per l’orrido fatto di dover aver a che fare con la sottoscritta, che ne è l’incompresa e vituperata sorella maggiore.

Premessa fatta per farvi capire che tra un figlio e tre lavori diversi (pr, personal shopper e consulente di un’azienda che produce collagene, il benedetto collagene) e ora anche blogger, non ho proprio i minuti da scialacquare. Come amo dire, sono solita dividere le giornate in 48 slot da 30 minuti l’uno e giro sempre con un’agenda elettronica (che altro non è che un vecchio Nokia che non riesco ad’abbandonare al proprio destino) che mi bippa in continuazione le cose da fare. Io la mando regolarmente a fare in culo, ma capite bene però che se lei bippa, qualcuno le avrà pur chiesto di farlo !!!

A causa quindi di quanto avviene nella mia vita, io ho tolleranza ZERO verso tutti, un po’come le offerte della TIM¸ io ho lo scazzo alla risposta verso tutti:

non amo perdere tempo, per cui se l’interlocutore si dilunga divento viola, inizio a farfugliare qualcosa e sparisco. Generalmente fingo un problema all’asilo per darmela a gambe levate. Ora che l’ho detto a tutti i miei 25 lettori di manzoniana memoria dovrò forzatamente (viva Cetto La Qualunque) cambiare scusa.

Non amo nemmeno ascoltare tutta tutta la telefonata di qualcuno, per cui a metà sostengo di aver capito e prometto di richiamare. Cosa che non faccio MAI

Non rispetto molto le regole stradali quando sbicicletto allegramente per la città e sono ricercata in più quartieri di Milano

Faccio le facce. Esattamente come quelle per cui Maria Luisa Busi è stata licenziata dal TG1. Io faccio le facce se sento delle cagate pazzesche, se mi annoio, se l’interlocutore mi sta offendendo l’intelligenza, se banalmente mentre sono lì vorrei (o dovrei) essere là.

Non faccio finire di parlare nemmeno i miei clienti, che sono quelli che mi consentono di essere RMPRMM
(ragazzamadrepocoragazzamoltomadre).
A metà dico OK e me ne vado a fare quello che mi è stato chiesto. Generalmente vengo richiamata e insultata, ma ultimamente sento dei grandi sospiri di rassegnazione. Probabilmente se non fossi RMPRMM  mi avrebbero già cacciata a calcioni nel famoso culo (famoso perché pare sia la cosa più bella del mio essere Giulia Bernini, mah, sarà, a me sembra uno scaldabagno di quelli bianchi, vecchi e brutti).

Insomma, io non ho tempo, tantomeno tempo da perdere. Lo so, è bruttissimo da dire, ma non è cattiveria. E’ solo la stronzaggine di cui prima. Le altre forse sono più brave, più diplomatiche e più carine. Io non ho più tempo di essere ANCHE tutte queste cose e me ne dispiaccio sinceramente. Io devo lavorare e mantenere un figlio e far si che sia felice anche se la nostra famiglia è “diversa” (ma poi cosa è la norma? direbbe la mia analista).

Io sono una stronza. Amen.

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