mercoledì 29 giugno 2011

Paturnie

300 giorni all’anno mi piaccio. Mi piaccio nei limiti del possibile, è ovvio, mica mi presento al concorso di Miss Italia nel mondo! Però capisco che c’è di peggio.

300 giorni all’anno mi piace anche la mia vita. Ok, probabilmente c’è di meglio, ma c’è anche mooooolto di peggio.

Ma rimangono 65 giorni di paturnie. Della serie "non so cosa ho, ma ho qualcosa".

Tipo:

Uffa, non ce la faccio
Che palle
Ho fame
Non mi va niente, ho lo stomaco chiuso
Che giornata di merda
Bah, dai, tutto sommato ci dormo sopra, poi mi passa
Piangerei...
Ma va, che non ho il mascara waterproof !
Mi sta bene questo vestito? Mi pare di essere mille chili di più
Oggi sono una frana.
Mi va di sentire musica rock...
No, mi sento nostalgica, mi sparo i canti gregoriani !
Partirei...
Ma che ca**o dico, se non mi alzerei nemmeno dal letto, dove voglio andare?
Non vedo l’ora di stare con il mio amorino piccolo
Che stress, mi servirebbe una vacanza da sola, lontana da tutti
No, io senza mio figlio non vado nemmeno al bagno
Si, certo, però bella la vita quando ero single (da leggere “senza figlio”)
Non vedo l’ora di essere in palestra
No, oggi sono troppo giù per andare per allenarmi
Vestita così faccio cagare
Ma se si girano tutti! Si, ma dalla parte opposta
No, io questo lavoro non lo reggo più !!!
Ma dove lo ritrovo poi un lavoro così figo ???

Insomma, non so voi, ma io una volta ogni tanto mi sento una merda. Oddio, 10 anni orsono, quindi 10 anni in meno di analisi, mi sentivo una merda 30 giorni al mese, con una punta di tolleranza verso me stessa una volta ogni tanto.

Ora va moooolto meglio.

In quelle 65 giornate di lenta agonia valuto diverse possibilità di fuga dalla mia vita:

  • Comprare una borsa nuova
  • Comprare un paio di scarpe
  • Comprare un anello
  • Comprare una borsa, un paio di scarpe, un anello
  • Ma che so scema, e i soldi dove li trovo?
  • Sposare il direttore della mia banca
  • Sposare un miliardario
  • Sposare uno che mi ascolti quando piango
  • Ma che so scema? E chi li sopporta l’omini?
  • Scappare dopo aver scritto al telefono azzurro per chiedere scusa per abbandono di minore
  • Scappare dopo aver scritto all’ENPA per chiedere scusa per abbandono di gatte obese (ops, diversamente magre)
  • Scappare dopo aver contattato “Chi l’ha visto” chiedendo che non rompano le palle
  • Scappare con mio figlio senza lasciare traccia
  • Ok, scappare con mio figlio e la tata
  • Ca**o si fa difficile, se mi devo portare tutti dietro rimango qui
  • Aprire un negozio di fiori secchi
  • ma che so scema, li odi
  • Tornare a Siena a vivere dalla mi mamma
  • ma che so scema? Quella mi massacra di rotture di testicoli
  • Tornare a Siena a vivere dal mi babbo
  • ma che so scema? Quello mi massacra di rotture di testicoli
  • Andare in vacanza
  • Si, ma con chi e con quali soldi?
  • ma che so scema?
  • Raddoppiare l’analisi
  • Smettere l’analisi
  • ma che so scema?
  • Trombare di più
  • Non trombare più
  • si bonanotte, poi fatti suora e non se ne parla più
  • Richiamare tutti gli ex e chiedere “perché ca**o siete ex?”
  • ma che so scema? Baciati i gomiti e vai avanti
  • Mangiare 5 chili di gelato
  • ma che sei scema? L’unica cosa bella che hai è il fisico
  • Mangiare 5 chili di pizza
  • ma che sei scema? Ti vuoi tutta ciccia e brufoli?
  • Ubriacarsi
  • Ma che sei scema? Sei astemia
  • Ubriacarsi di chinotto
  • ma sei idiota, ti sembra una soluzione?
  • Mangiare schifezze della Lidl fino a scoppiare?
  • ti commenti da sola, cretina

Alla fine, resa esausta da tanto malessere, provata da tanto male di vivere, chiamo laRospa (la mia mamma, ginecologa ora in pensione) che regolarmente mi chiede: “Ma c’hai le mestruazioni?” – “Si perché? che c’entra scusa?” – “Cazzo Giulia – siamo tutte delle principesse in famiglia - lo sai che con le mestruazioni un ti si regge !!! So anni che te lo dico. Richiamami quando so finite, vai.”

martedì 28 giugno 2011

Orrore&Raccapriccio

Lungi da me ergermi ad Arbiter Elegantiarum (mi disegnano così, ma non sono cattiva), ma in giro si vedono delle cose che mi fanno rabbrividire ed esclamare il mio ormai noto (e forse da brevettare) "orrore e raccapriccio" con una frequenza tale che sembra sia in loop nel mio cervello.

Alcune premesse sono fondamentali:

Non mi reputo una figa, anzi! Chi mi conosce bene sa che sono cintura nera di complessi. Però il ho buon gusto di vestirmi quasi sempre di scuro, di coprire i difetti (e ce ne sono, fidatevi) e di mettere in risalto le cose passabili, e non è poco.

Non vado in giro a squadrare le persone, ma ho il complesso dell'estetista: vedo le persone e le voglio migliorare, a partire dalla sottoscritta.

Non passeggio come un appendino di abiti firmati, anzi, sono la regina di Zara, dei mercatini e dei negozietti piccoli e alternativi.

Non credo che per avere buon gusto e vestirsi dignitosamente sia necessario essere multimilionari ! Coco Chanel diceva che il lusso è il contrario della volgarità, non della povertà.

Non giudico MAI (ok, quasi mai) una persona dalle apparenze, ma, come amo dire, se tu mi provochi visivamente, io reagisco!

Io credo, filosoficamente, che ognuno di noi sia, consapevolmente o meno, come una tela bianca di un quadro, e poi decida, giorno per giorno, di diventare l'opera d'arte di sé stesso. Nessuno ci obbliga a essere griffati, o superfighi, ma ricordiamoci sempre che il nostro modo di presentarci e apparire manda un messaggio, che lo si voglia o meno.

Ciò detto:

Valutate bene l'ora e il luogo: non a caso si dice “fuori luogo” di una persona che ha esagerato con il look in un modo o l’altro. Nel dubbio, comunque, less is more, mi raccomando!

Non siate ridicole e, ammesso che non siate costrette per problemi logistici, non andate vestite da sera ad accompagnare vostro figlio a scuola o al parco. Dovete giocare, non sfilare (e anche se siete zitelle come me e al parco avete puntato qualche bel divorziato, non è con il tacco 12 che lo conquisterete, piuttosto scegliete un paio di jeans che vi doni, una scarpa che non vi mortifichi e truccatevi con il vecchio motto: c’è ma non si vede! Andate al parco, non a ballare sul cubo, per cui niente glitter, per favore !!!

Evitate come la peste l’utilizzo immotivato della tuta di cotone (quella in acetato è vietata anche se siete rimaste da sole sulla faccia della terra, Dio vi vede dall’alto e se non ci credete, ci sarà sempre qualche pettegola sopravvissuta che vi sputtana nelle vita successiva!!!). La tuta si indossa in palestra e/o in casa, ma solamente se non dovete ricevere nessuno!

Non indossate i tacchi se non sapete camminarci e se sembrate la De Filippi che balla.

Non vi vestite attillate se dovete perdere 5 chili sulla pancia (anzi, fosse per me, attillate MAI dopo i 30)

Guardatevi dagli accessori fuori stagione tipo stivale in estate o infradito in inverno.
Capitolo infradito: vi prego parliamone un attimo. Quelle in pelle ok, ma quelle di plastica, DIO SIA BENEDETTO, indossatele solo al mare o sotto la doccia, grazie! Ma vi sembrano belle? Onestamente, il vostro piedino pittato la dentro (la fuori) vi piace? Boh… non vi capirò mai.

Non vi truccate come una macchina rubata alle 8 di mattino (e ve lo dice una che struccata non va nemmeno in cantina!!!)

Non vi riempite di gioielli come una statua votiva della Madonna: l'etichetta vorrebbe che si indossassero solamente due anelli, come dice il nome, sul dito anulare. Per favore, tutti quegli anelli sul pollice e sull'indice lasciamoli alle ragazze dei centri sociali (max rispetto, ma un po’ di coerenza nella vita non guasta: se siete una figlia dei fiori ok, se sedete in un consiglio di amministrazione opterei per un ingioiellamento un filino più sobrio.

Poi orecchini O collana, decidetevi, oppure entrambi in pendant ma SOBRI. Un braccialetto, max due dello stesso tipo, un orologio. BASTA: di più è troppo, il resto è noia. Non vi conciate come foste appartenenti a chissà quale tribù africana, perché non ci crede nessuno. Io no, perlomeno.

Digressione personale: tendenzialmente io abbino gli accessori con gli abiti in modo tale da rispettare un certo look, da essere coerente, ma non voglio esagerare, io non faccio testo. Sono oltre la moda. Sono nella fissazione. Se sono vestita classica non metto un monile africano, e, se sono in jeans, magari lascio un po’ di diamantame a casa e opto per l’argento, che è più casual, magari con un filo di perle. Se già sono vestita da nonna Abelarda evito le perle, altrimenti faccio tanto pubblicità del dado Star. Io sto attenta anche al tipo di materiale, cercando di non mescolare mai i colori dell'oro (indosso oro rosa o oro bianco, il giallo MAI, lo detesto).

Ma sono un filino vecchia. Noiosa, talvolta. Quindi non faccio testo.

Fate attenzione al colore e alla coerenza scarpe/borsa. Non fate paciughi, bitte! Fino a poco tempo fa abbinavo il colore delle scarpe con quello della borsa e delle cinture... Ultimamente ho ceduto perché mi davano della giurassica e la cosa si stava facendo insolente… ora oso addirittura essere vestita di un colore (massimo due) con scarpe nere e borsa vistosa! Attenzione, laGiulina è anche innovazione!

Ricordate, nel limite del possibile, che siete delle signore, e non una maschera di Arlecchino a Carnevale! Vestitevi di un colore, massimo due, vi prego, non vi buttate dentro l'armadio uscendone come dalla centrifuga della lavatrice, gli anni ’70 sono finiti!

E per favore !!! Ci sono delle regole precise per selezionare il tipo di scarpa: con gli abiti lunghi estivi (non intendo quelli da sera, intendo gli abiti di cotone e/o lino per andare in spiaggia) non sparate il tacco 12 o gli stivali, il buon gusto suggerirebbe il sandalo basso o le ballerine.

Con le minigonne gli ugg fateli mettere solo alle modelle.

Con i pantaloni a sigaretta attente ai tacchi, non tutti i modelli si sposano bene.

Con i pantaloni palazzo occhio alle ballerine.

Lasciate le minigonne alle giovanissime e, se ritenete di poterle indossare anche over 40, analizzate bene le vostre estremità inferiori e fatevi la ceretta!!! Sembra che io dica banalità, ma là fuori è una giungla e io non voglio passare per Cita, bensì per Jane!

Fate attenzione anche alle dimensioni della borsa: non si va a una serata di gala con una borsa da giorno (leggi quelle robe enormi che vanno tanto di moda, che io adoro e che sono perfette per le mamme come me, che escono di casa alle 8 facendovi ritorno alle 20, dopo la palestra).
Per lo stesso motivo e' schiocchino andare via un we con una clutch di Balenciaga e stop...

Ecco direi di collegare bene i neuroni del cervello prima di prepararsi per la giornata. Magari non è necessario fare un foglio excel come la sottoscritta, ma un minimo di organizzazione e di lungimiranza non guasta mai!

Riflettete poi sull'immagine che volete mandare con le vostre mani e, in estate, con i vostri piedi. Non dico che dobbiate per forza avere lo smalto Rouge Noir o le ultime novità Khaki di Chanel (che a me fa kakare davvero), però evitiamo di andare in giro come se fossimo ancora alle medie, con lo smalto fluo orrore o, addirittura, con le unghie non tagliate e NON PULITE!!! Non è necessario lavorare nel mondo del lusso per capire che se si indossano i sandali le unghie dei piedi devono essere curate! E non dico di correre dall'onicotecnica ogni lunedì, curatele da sole! La scusa che non avete tempo non vale. Il tempo per la cura di sè stesse va sempre trovato, e le giustificazioni non sono più permesse.

Medicate, donne, meditate!

Insomma ragazze (perché noi siamo ragazze fino ai 90, lo sapete?) non e' fondamentale essere  mannequin vestite di tutto punto o scimmiottare Jacqueline Kennedy sulla piazzetta di Capri, basta un filino di buon senso unito non tanto al buon gusto (che sarebbe tuttavia raccomandabile), ma alla consapevolezza di ciò che siete e di quale messaggio volete mandare.

Mi offro per consulti online.

Sono o non sono la vostra pr - ps preferita? ( pr personal shopper)

Alla prossima, LaGiulina

domenica 26 giugno 2011

Idiosincrasie

... eravamo rimasti al fatto che ho un carattere di merda. E nelle ultime 24 ore non è cambiato niente e niente cambierà.

Posso solo peggiorare.

Come tanti di noi, ma più della media, ho delle idiosincrasie. Che elencherò solamente con lo scopo di farvi ridere di me, di voi. Ma non ho la presunzione (ne' sinceramente mi interessa) che voi mi capiate. Però capirete come si vive male, ogni tanto, essendo Giulia Bernini. Non ho nemmeno la presunzione di lavorarci sopra, alle mie idiosincrasie. Me le tengo. Tra noi esiste un rapporto di amore e, appunto, odio.

·        odio chi fuma
·        odio chi mi fuma davanti
·        odio essere contraddetta
·        odio essere interrotta
·        odio gli stupidi e chi mi fa le domande stupide (una delle quali è, per esempio: tu sei vegetariana, e tuo figlio? Vorrei rispondere: lo lascio morire vegano, ma mi trattengo perché temo che non capirebbero l’ironia)
e a questo proposito
·        odio la carne e chi me la mangia davanti
·        odio chi non sa essere ironico
·        odio chi non capisce la mia ironia
·        odio gli ubriaconi, soprattutto se mi ci ritrovo fidanzata
·        odio le telefonate in genere
·        odio ancora di più quelle in orari da cafoni
·        odio i cafoni e i poco seri sul lavoro
·        odio chi ha la presunzione di farmi cambiare idea
·        odio chi sostiene che sono di sinistra
·        odo chi continua a fare distinzione tra destra e sinistra
·        odio chi sostiene che fare volontariato sia di sinistra e che quindi è assurdo che lo faccia io
·        odio le mamme stupide
·        odio i padri assenti
·        odio i fidanzati gelosi
·        odio chi ha la fiatella
·        odio gli estremismi e gli estremisti
·        odio il dialetto romano (perderò un paio dei miei 25 lettori di manzoniana memoria ma me ne frego)
·        odio chi non risponde agli sms di lavoro e non
·        odio chi mi inviata a pranzo e a cena  e poi non si ricorda di disdire
·        odio chi va subito al dunque
·        odio chi non mi rispetta
·        odio chi mi parla mentre scrivo mail
·        odio chi mi parla mentre faccio calcoli
·        odio chi mi apostrofa con rozzezza per la strada
·        odio le persone volgari
·        odio le persone viscide (ma non tu, Antonio)
·        odio le persone false e ipocrite
·        odio i primi della classe con atteggiamento da primi della classe
·        odio i tuttologi
·        odio i maschilisti
·        odio le femministe
·        odio chi sostiene che sono una privilegiata perché ho una tata
·        odio chi non si mette mai nei miei panni (per esempio quando sparano cazzate sul privilegio di avere una tata)
·        odio chi la mattina mi dice BUONGIORNO con la chiara allusione al fatto che non sono proprio mattiniera
·        odio chi non tiene a mente che sono una consulente esterna
·        odio chi mi assume come pr e mi chiede di assistere alle riunione del condominio
·        odio chi non capisce cosa mi compete o no
·        odio chi si veste di merda (diciamolo)
·        odio chi si veste di merda e fa battute su come mi vesto io
·        odio le donne invidiose
·        odio ancora di più gli uomini invidiosi
·        odio che non rispetta i ruoli
·       
·        odio il fatto che potrei andare avanti per ore
·        odio essere Giulia Bernini (ma solo raramente)

sabato 25 giugno 2011

Lo scazzo alla risposta

Iriza.

Quando ero piccina, quella rospa della mi mamma mi chiamava Iriza, la sorellastra cattiva e acida di Candy Candy. La rospa sosteneva che io rispondessi con tono acido a tutto e tutti. E se lei si è meritata da me il soprannome di rospa, potete immaginarvi come risponde lei. Le voglio bene, la adoro, è l’unica che mi ha dato una mano vera da quando sono ragazza madre, molto madre e poco ragazza (tutti mi hanno dato una grossa mano, ma lei mi paga la tata e il mutuo della casa, devo aggiungere altro?), però ha un carattere di merda che la metà basta.

Comunque, sono Iriza e ho lo scazzo alla risposta. (I miei amici “non di sinistra” apprezzeranno il mio non uso della k al posto della c, usanza chiaramente sinistrorsa  - e deprecabile - dei ciovani di oggi).

E siccome il lupo non ca*a agnelli, anche io ho anche un bel carattere di m***a. So che leggete il mio blog per la finezza e l’eleganza che lo contraddice. Dicevamo: ho un pessimo carattere, detesto le novità e, a parte essere buffa come un c**o, sono cinica, sarcastica e poco diplomatica. Ed è per questo che ho scelto di fare la PR: perché una vita senza sfide non è degna di essere vissuta.

Odio le telefonate. Le detesto. Al primo squillo dopo le 21 e prima delle 10 la reazione è sempre la stessa: “chi ca**o è che rompe i maroni?”, oppure c’è la variante fine “uhmmmmmmmmm” se sono in pubblico.

Ci sono delle cose delle persone che non capisco: che cosa si deve dire a una persona che lavora, come me, nella moda, alle 8 di mattina? Un ca**o. Non sono un medico, non salvo vite umane, lavoro dalle 10 alle 23 quasi tutti i giorni che Dio mette in terra, vi prego, alle 8 di mattina non ce la posso fare…

Oppure: ci sono delle persone che mi cercano via mail o via sms perché hanno bisogno di me professionalmente. Io rispondo chiedendo maggiori spiegazioni, e queste spariscono. Boh, contente loro.

Oppure ci sono quelli che ti chiamano 37 volte nella stessa settimana o poi spariscono per 6 mesi.

Oppure quelli che ti cercano per una proposta professionale, tu li incontri e in realtà loro vogliono che TU li faccia lavorare. Se avessi avuto un lavoro da offrirvi vi avrei cercato io, vi pare?

Oppure persone che vogliono che io promuova i loro prodotti o i loro servizi, ma se mi permetto di promuoverli talmente bene da vendere qualcosa, spariscono e il prodotto che ho piazzato non si trova più. C’è tanta, troppa, gente strana a questo mondo.

Per queste persone ho una sola espressione: maledetti cialtroni (se ho la sm aggiungo anche) di me**a!

Ecco perché ho lo scazzo alla risposta (senza K) ed ecco perché invito sempre i perditempo ad astenersi (dal rompere i maroni alla sottoscritta).

La stessa cosa potrebbe essere detta anche a proposito di potenziali fidanzati, ma questo è un capitolo a parte.

Sono fusa, la settimana è stata pregnante (spero non troppo)

Collagene ittico e a nanna. Buonanotte al secchio (che ca**o vorrà dire, non l’ho mai capito)

giovedì 23 giugno 2011

Cromosoma X - cromosoma Y


Sinceramente parlando e scrivendo, non capisco la maggioranza delle donne, quelle che "senza un uomo non valgo niente"... Oddio, ufficialmente sono estinte come i dinosauri che tanto ama mio figlio, ma ufficiosamente sono lì: una moltitudine di potenziale sprecato che aspetta un cromosoma y per dare un senso alla propria vita.

Ma dico: sono pazze? A parte il fatto che vorrei conoscere chi ha deciso che in coppia si tocchino le vette più alte della felicità, ma anche fosse, sarebbe comunque salutare vivere, mentre si aspetta di essere parte di una coppia.

I più credono che le delusioni mi abbiano indurito. Può essere. Magari è cinica la mia visione delle relazioni interpersonali o della natura umana. O dell'educazione sentimentale, e non, ricevuta dai maschi italiani che mi porta (non sto scherzando) a stare molto, molto attenta ai messaggi e ai valori che trasmetto a mio figlio. (Ma qui sarebbe necessario fare una digressione troppo ampia e troppo seria per quello che in realtà era il mio scopo sul blog di questa sera)

Ma credetemi, anche quando l'ennesimo minus habens, ops, scusate, uomo - avevo scritto "ragazzo", perché chiamare "uomini" i miei ex è una parola un po' forte (cari ragazzi, cari ex che mi leggete, tranne pochissime eccezioni che si contano sulle dita di una mano monca, e che non sarebbe fine elencare qui, dai, diciamolo, non e' che vi siate proprio comportati da UOMINI tuttomaiuscolo con me, ammettetelo, dai, che fa bene a me e a voi) - mi deludeva e l'ennesima storia finiva, e avrei dato un rene perché ciò non accadesse, non ho MAI MAI MAI avuto dubbi su una grandissima verità che scriverò in maniera visibilissima:

le donne, se non sono proprio idiotissime, rappresentano il sesso forterrimo, altro che forte, e devono vivere a prescindere dal sesso debole. A prescindere da un uomo, a prescindere da una società che le ingabbia in stereotipi vieti e ormai sbiaditi dal tempo.

Donne, cazzo,  tirate fuori le palle!!!

Dio come mi ruga dover dire "tirate fuori le palle"!!! Ma lo vedete che non esiste un corrispettivo femminile per definire una in gamba???

Insomma il concetto e' SVEGLIATEVI!!!

Non vi voglio togliere l'illusione di trovare l'uomo ideale (ah ah ah): se per voi e' una priorità costruirvi una vita di coppia, una famiglia, per carità divina, non sarò certo io a dirvi che perdete tempo (anche se lo penso, molto genericamente parlando)

Però trovo ridicolo che tutta l'energia di una donna venga concentrata solo in quel senso! Comunque, tutto questo e' veramente molto personale e soggettivo per cui lungi da me voler fare proselite. Con il tempo, ma soprattutto con la maternità, ho imparato a parlare solo delle realtà che tocco con mano. Non ho la pretesa di essere una tuttologa e di voler dire la mia su tutto. Voglio e posso parlare solo per ciò che mi riguarda in prima persona.

Io aborro l'istituzione del matrimonio. Odio l'idea di dover dire "per sempre" a qualcosa, a qualcuno. Poi magari lo potrà essere, per sempre, ma non lo voglio giurare a priori. Detesto anche condividere spazi personali, detesto dover rendere conto a qualcuno del mio tempo, del mio guardaroba, delle mie giornate, delle mie abitudini, delle mie scelte, fosse pure per l'essere vegetariana (ho avuto degli uomini che scassavano anche su quello, compreso il mi babbo). Faccio addirittura fatica a pensare che si e' in due nella gestione di un figlio (oddio, non proprio tutte tutte) ;)

Sono quindi la persona peggiore per parlare di amore di coppia, anche se sono fortemente convinta di avere invece molto da dire a proposito dell'amore in genere. Ma anche se avessi accanto a me l'uomo più rispettabile del mondo, sarei comunque concentrata sul mio essere donna a prescindere!

Quello che intendo dire, nella solita maniera confusa e raffazzonata, non ha niente a che vedere nemmeno con il  femminismo, dato che aborro anche quello... (ma c'e' qualcosa che NON aborro?). Voglio parlare del valore di una DonnaDmaiuscola a prescindere dall'essere moglie e madre... ecchepalle altrimenti!

Trovo ridicole quelle che 'io mi sposo il miliardario", come se il miliardario volesse sposare voi bbbbelle... Per avere soldi da un uomo esiste un vero ruolo in questa società: devo proprio ricordarvi la cronaca politica di questo periodo?

Trovo insulse (non me ne vogliate) quelle che "io aspetto il Principe Azzurro"...mamma mia, che giurassiche!

Trovo irritanti quelle che "sto con uno sposato, tanto la lascia" ah ah ah! Povere illuse… Ma iniziate a volervi bene, Dio bonino!

Trovo patologiche quelle che "tanto lui cambierà per me" ah ah ah ah

Trovo viete quelle che "noi staremo insieme per sempre, sai, mica siamo come tutti gli altri" …poverine


Ah che orticaria che mi viene....

Non mi fraintendete, mica sono stata immune da errori io! Anche io ho creduto che quello che non chiamava mai avesse solo tanto lavoro da fare, ma che mi adorasse; che quello sposato capisse che ero quella giusta; che quello anaffettivo cambiasse per me; che lo stitico d’anima guarisse con il mio amore. Mi schianto dalle risate da sola, al ricordo delle cazzate di cui ero oggettivamente convinta, in buonissima, stupidissima fede.

Ma per favore !!!

Una mattina mi sono svegliata e mi sono detta (testuali, francesi parole): ecchecazzomenefregaamemavaffanculo !

Ok, ne è passata tanta di acqua sotto i ponti, ok di portate in faccia me ne sono arrivate, ma poi una si fortifica, cresce, evolve, matura.

Errare humanum est, perseverare diabolicum

Meditate ragazze meditate. Là fuori c'è un mondo, è proprio necessario viverci controllando sempre se appare il "suo" numero sul display del telefonino?

Vivete, vivete, vivete e assaporate ogni momento. Solo amandovi veramente sarete pronte ad amare. E se lui non arriva, o se lei non arriva, avrete comunque vissuto una vita (accusativo alla greca, so troppo Figa,) soddisfacente e piena di amore (per la migliore persona che Dio poteva mettere sulla vostra strada: controllate un po’ allo specchio  ;)

martedì 21 giugno 2011

Come sopravvivere alla festa del PN

Faccio la PR. O meglio sono una PR. Nasco PR. Probabilmente già nella nursery dell'ospedale di Siena, nel pleistocene, creavo sinergie, organizzavo eventi, facendo impennare la copertura media della struttura stessa con lanci di notizie sul pezzo e comunicati stampa istituzionali presentati ad hoc.


Ma ogni fottuto evento che organizzo mi crea stress, gastrite e un maledetto brufolo sul mento.
A ogni evento che organizzo giuro di cambiare lavoro. Questa storia va avanti dal '98, da quando cioè il primo evento che ho contribuito a organizzare a Londra con De Beers in collaborazione con Versace mi ha visto al tavolo con Simon Le Bon, Hugh Grant e Pierce Brosnan, che ha una moglie grassa (Ok, datemi pure della stronza, classista e discriminatoria, ma se sei la moglie dell'uomo più bello della terra potresti avere anche la decenza di rimanere una 42. Non chiedo mica una 38!!!)


Comunque sia, nessun evento mi ha creato più ansia dell'organizzazione del 4° compleanno del PN, perchè qui mi giocavo la faccia come mamma e come mamma pr. Sono cazzi ! Scusate il francesismo del termine marketing, ma io spesso uso prestiti linguistici.


Innanzitutto vorrei chiarire che il PN è nato il 18 luglio del 2007 e chiunque abbia un figlio sa quanto sia orrido organizzare una festa di compleanno se in città siete rimasti voi, vostro figlio e tre extracomunitari. Simpatici, certo, magari verrebbero anche al McDonald, ma vostro figlio probabilmente non la considererebbe una festa propriamente riuscita.


Detto questo, avevo due opzioni: gliela faccio prima delle vacanze (ma magari porta sfiga) o gliela faccio dopo l'estate (dopo che mi ha massacrato i testicoli che non ho per tutte le vacanze)?
Ok, sono convinta, la faccio SUBITO.


La scelta è caduta sul McDonald. Poco salutare, lo so, ma per il PN il Mepbonal (come dice lui) è l'Eden! Dice che è PIENO di giochi (dove l'abbia visti non lo so)
Una volta scelta la location con la mamma di un altro bambino che compie gli anni in questo periodo, Gioele, il migliore amico di Lorenxo, optiamo per la sede di Paolo Sarpi, più vicina alla scuola materna e alle case di tutti gli amichetti di entrambi i nani.
Scelgo il giorno, l'orario, il tema della festa, il tipo di torta, gli inviti... che suddivido in due: inviti per gli amici di Lorenzo e inviti per la scuola che entrambi i bimbi frequentano.


Abbiamo deciso il tutto a metà maggio, ho inviato il Save the Date (quelle brave fanno così) e ho sopportato mio figlio che per 29 giorni di fila mi ha chiesto "Mammaaaaaa, è oggi la festa, veroooooo?"


Sul più bello Gioele cade vittima della varicella. Orrore, ansia, stress, raccapriccio. Che fo? (mi sono chiesta in perfetto italiano). La festa gliela fo lo stesso. E via avanti a tutta birra, ops Red Bull!


Finalmente il tanto atteso giorno è arrivato! Oggi!
Stamattina mio figlio ha stabilito il dress code per tutti, gettando mezzo quartiere nel panico: VERDE! Colore che notoriamente ho sempre odiato, tranne la breve pausa della mia festa dei 18 anni, in cui, in nettissima controtendenza ma anticipando la moda e gettando le basi per ciò che sarei diventata poi (e lo ricordo: una pr del mondo della moda, probabilmente una delle donne meglio vestite di Milano - ironico, è ironico - e una personal shopper affermatissima, con un'unica cliente, me stessa) indossavo un abito LUNGO VERDE PETROLIO da me disegnato e dalla mia prozia realizzato: chiffonissima, in mezzo a tutte quelle babbione vestite di rosa bleah.


Vabbè, ma non perdiamoci: in pausa pranzo con 94 euro faccio mio uno psichedelico vestito verde e rosa, poi torno a casa a vestire il nano che era già perfettissimo grazie a Santa Tata Isa. Alle 17 via al Mep - come dice lui - per gli ultimi dettagli ...


In ordine le paure sono state:
  1. e se non viene nessuno (atavica paura di ogni PR sana di mente)?
  2. e se vengono in troppi e non mi basta il catering, ops la torta e gli Happy Meals (seconda atavica paura della solita rispettatissima PR)?
  3. e se mio figlio si fionda sui regali senza nemmeno guardare in faccia il piccolo ospite e il genitore a cui è toccata la festa?
  4. e se mio figlio picchia tutti?
  5. e se tutti picchiano mio figlio?
  6. e se mio figlio piange tutto il tempo?
  7. e se piangono tutti tranne mio figlio?
  8. e se le mamme si rompono?
  9. e se i bambini si rompono?
  10. e se tutti si rompono e la festa viene 'na merda?
Ecco quindi l'approccio PR: faccia sorridente da emiparesi, gastrite a mille e con lo stato d'animo più sereno via alle danze!!!


Tre ore dopo posso dire che:
  1. mio figlio è stato bravissimo
  2. non ha chiesto i regali, anche se ci si è un filino avventato, ma con la nonchalance che gli avevo suggerito con opportuna simulazione più volte ripetuta nei giorni scorsi
  3. i bimbi non se ne volevano più andare (la dirigenza del Mep ci ha buttato fuori a calci)
  4. le mamme hanno fatto comunella e si sono piaciute
  5. io ho mangiato come una fogna le patatine fritte di tutti
  6. le torte sono bastate e mi sono pure fatta dare una doggy bag
  7. siamo rimasti tutti anche a cena
TUTTO FIGO NONOSTANTE MIO FIGLIO ALLE 20 ABBIA DETTO LE SEGUENTI PAROLE "Ciao a tutti, io me vo (mischiando lingua della tata più quella della mamma) a casa mia a giocare co regali, non vi bacio, che so stanco, ma faccio ciao con la mano, dai mamma paga e andiamo"


e ho detto tutto!


Notte, collagene e via. Morfeo aspettamiiii

L'approccio Bernini

Il nano dorme e io no. Mi sembra un ottimo motivo per scrivere ancora!

Ma prima di spiegare il titolo di questo blog, mi preme ringraziare tutti gli amici che perdono tempo a leggere le mie nefandezze! Grazie... non so dove troviate tempo e voglia, ma grazie! Saranno circa 20 anni che mi viene chiesto di scrivere libri, ma mi sono sempre rifiutata per il semplice motivo che io so e voglio scrivere solo di quello che capita a me, che - giuro - non è proprio sempre del tutto normale normale, e trovo che già esistano troppi libri scritti alla cazzomannaggia (Grazie Trio) per cui figuriamoci se inquino la letteratura italiana con il mio! Sapete che se chiedete in giro, il 90% degli italiani ha un libro nel cassetto che vuole far pubblicare? Ma per favore! Non siamo mica tutti Pennac, o Steinbeck, o Camilleri o Romagnoli o Salinas o ...  insomma abbbelli sveglia!

Comunque, per il blog mi preoccupo meno: è gratuito e non mi sento in colpa se perdete tempo!


A proposito, grazie mille per i suggerimenti che mi date: so che lo fate per me e nei limiti del possibile li seguirò, ma essendomi preoccupata anche troppo negli ultimi 40 anni di quello che la gente pensa di me e di quello che faccio, temo che in questo caso farò solo quello che mi sento, ma grazie mille cmq!


Per Giorgio: questo blog ha argomenti misti, non posso fare dei bullet points!

Per Maryline: ricordati che se qualcuno scappa alle 18 da una conferenza millantando riunioni varie o del lavoro da sbrigare, va a GAG (se si tratta di una donna) o a Squash (se si tratta di un uomo)

Per Paolo C.: ti dedico il blog gratuitamente, prima di diventare famosa, poi sarà a pagamento e mi dispiace lucrare sugli amici!

Per Giovanna G.: la lunghezza dell'intervento dipende solo dall'orario in cui il PN frana sul divano, oggi è franato tardi, quindi blog corto :)


Comunque l'argomento di stasera verrà sviscerato brevemente:

l'approccio Bernini è SEMPRE sbagliato. A priori. A prescindere. A posteriori. E tutte le cagate che dicono quelli bravi.

Non lo suggerite alle amiche e non sperate che le vostre figlie e i vostri figli gay (eheheh) lo abbiano.

L'approccio Bernini riesce solo a me.

E' necessaria tanta pazienza per essere Giulia Bernini e una sana dose di insana follia (beh, follia sana è un ossimoro per cui...) per utilizzare l'approccio Bernini.

A me va di culo nel 50% dei casi, ma fidatevi: se fate la pr non potete essere così poco diplomatica e poco furba come sono io;

se siete mamme è opportuno che nella vita di vostro figlio ci sia un padre;

se siete malate di shopping non potete guadagnare poco come me o abitare in una casa della Barbie come la mia;

se state ore davanti allo specchio non potete non essere free lance;

se volete avere un bel fisico non potete essere azionisti della Lidl come sono io...


Insomma, io faccio tutto al contrario, o come dice il mi babbo: "te unne fai una giusta ! "


Però mi sto simpatica e ho esattamente la vita che volevo quando a 20 anni giocavo al gioco: "che donna vuole essere la Giulina?" (non se se questo gioco esiste veramente, però l'ho fatto dai 17 ai 27 anni tutti i giorni, 24 ore al giorno, 60 minuti all'ora, du coglioni)...

Cmq laGiulina voleva essere esattamente quello che è ora, con l'aggiunta di una taglia di tette in più, una stanza in più e un millino di euro al mese in più (facciamo due). Tutto qui. Il resto ce l'ho.


E sinceramente non so se ho tutto quello che volevo o se, banalmente, sono solamente molto felice di quello che ho.


Collagene e buonanotte al secchio. 
La(vostra)Giulina

sabato 18 giugno 2011

Tu chiamale se vuoi OSSESSIONI...

Per onestà intellettuale ed etica mi preme eliminare qualsiasi dubbio possa essere rimasto a chi mi conosce poco.


Io non sono normale.


Parecchi lo sanno già, altri lo sospettano, ma qualcuno potrebbe essere tratto in inganno dal fatto che sono una grande lavoratrice e che, generalmente, qualunque cosa faccia, la faccio mediamente bene. Sono anche molto modesta, ma questo è un altro argomento (per i più duri, ERA IRONICO).


Io non sono affatto normale, ma non mi dispiace poi molto. Sono piena di manie, ossessioni, fissazioni che io reputo simpatiche. Ma avendo 40 anni ed essendo zittellissima, deduco che le mie compagne di vita non siano poi così gradevoli, se nessuno mi si pija! Ho degli amici che sostengono che io non noti i corteggiatori perchè troppo presa dalla mia vita e da mio figlio... Sarà, fatto sta che sotto a casa mia la fila non c'è ... boh... Ma non è di questo che volevo parlare.


Vorrei mettere per iscritto le mie manie, perchè forse il nero su bianco (e nel caso del mio fighissimo blog, il grigio - che va su tutto -  su nero, che chic, mi faccio paura da sola) mi aiuterà a farle mie e a metabolizzarle... e forse un giorno a sbarazzarmene. Ma anche no.


Io colleziono.


Una volta collezionavo fidanzati  - eheheheh, suona bene e fa tanto mantide religiosa, ma purtroppo non è (più) vero! Orrore e Raccapriccio.


Io amo borse, scarpe, creme, orecchini, braccialetti, orologi, anelli... e fino a qui sono nel quorum. Trovatemi una donna non omosessuale che non abbia le mie stesse compulsioni e vi regalo una delle mie creme al collagene microbiologicamente attivo! Ok, escludiamo pure mia mamma: la adoro, ma quella ancora crede che Berlusconi sia innocente, per cui è un caso a parte, ne convenite anche voi, vero?


Amo talmente tanto queste cose che la mia passione è diventata un lavoro. Ma la vera mania nasce dal metodo patologico di sistemare, archiviare e gestire le stesse!


Le creme sono tutte esposte nel mobiletto del bagno, rigorosamente divise tra quelle estive e quelle invernali (lo sapevate, vero, che non si usanno le stesse? Noooo??? Pivelle!!! Un giorno o l'altro m farete morire di crepacuore) e in ordine di utilizzo, in modo da dedicare al trucco solamente 15 ore al giorno e non 16... Ora per fortuna sono la consulente di un'azienda svizzera , la Collagen Bioactive SA, che distribuisce prodotti cosmeceutici Colway a base di collagene, assolutamente naturali e non testati su cavie animali, per cui lentamente sto finendo tutte le vecchie cose per le quali ho speso (ops, ho investito) miliardi, in modo da utilizzare solo quelle che rappresento. Potrei forse sorvolare sul metodo stesso di finire gli "avanzi", ma che senso ha avere un blog se menti sapendo di mentire? Ho fatto ovviamente un business plan dell'utilizzo delle creme su un simpaticissimo e pratico modulo di excel, me lo sono stampato, appeso in bagno e lo consulto con dedizione e affetto.
 Il make up sta nel mobiletto sotto il lavandino (tutti i mobiletti del mio bagno sono stati appositamente disegnati da me per l'uopo e fatti a mano da zio Robi, come mio figlio chiama il mio tanto adorato falegname di fiducia) nella valigetta di metallo che di solito usano gli elettricisti, quella che si apre a ventaglio... e ta ta: almeno li ho tutti sotto mano e tutti mi pitto come 'na macchina rubata!


E che dire delle scarpe!? Tutte rigorosamente griffate, divise per stagione e per marca, ogni paio nella scatola originale, e una foto campeggia sulla stessa in modo da non smadonnare troppo la mattina quando le cerco. Sono divise ulteriormente tra basse e alte, tra giorno o sera, tra pioggia o sole. Ogni domenica, se sono a casa, butto uno sguardo dentro la cabina armadio e urlo a mio figlio: "Amoree, la mamma gioca un po' con le scarpe, ti scoccia?" e lui risponde "No, mamma, vengo anche io!!!" (e su questo punto ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, e lo aprirò nella sede più opportuno, magari davanti al mio avvocato!!!)


Ma non è finita qui: i vestiti sono divisi per tipologia, ovviamente. Gonne con gonne, camicie con camicie, abiti lunghi, giacche, cappotti, biancheria intima etc etc, ma anche per colore (e vabbè dai, lo dico, anche per spessore di tessuto.... su dai, voi non lo fate?)


Le borse sono tutte nel ripiano dell'armadio, ma avendone più di cento, la domenica sono tutte buone buone, zitte zitte, ma alla fine di una settimana di lavoro (mio e loro) spuntano da ogni parte. Ogni tanto butto una bomba nell'armadio, faccio piazza pulita e rinizio a metterle nell'ordine in cui pretendo che stiano, ma quelle hanno vita propria e mi fottono ogni volta, quindi è una guerra persa. Sono divise per stagione, e per colore. Certo, penserete che abito in un maniero, ma se vi dico che ogni giorno calpesto solo 55 metri quadrati, converrete con me che sono un genio del male dell'archiviazione, cintura nera di excel e ho una laurea ad honorem in shopping compulsivo.


Le collane comprate a giro per il mondo stanno tutte su un manichino Singer nell'antibagno, perchè voglio averle sempre sott'occhio, altrimenti mi metto sempre le stesse e allora che senso ha aver buttato via... ops investito tutti quel soldi ?? (sono finte, non vi accanite contro il manichino, cari belli).


Gli anelli stanno sulle mani, non le mie, ovviamente, lì ci stanno due per volta, intendo quelle manine superkitsch che compri per reggere gli anelli... come cacchio si chiameranno ??!!! Quelli veri, diamantosi, stanno in cassaforte ed è inutile che i ladri che leggono il mio blog si attrezzino, perchè tanto la cassaforte è in banca, sciocchini! Ogni giorno vado in banca e faccio il cambio a seconda degli appuntamenti che ho. Mica scema la ragazza! Non normale, forse, ma no scema scema!


Ma avendo iniziato a collezionare anelli dal liceo potete facilmente intuire quanti io ne abbia veramente, anche se magari non li poto più. Quindi ho comprato delle scatoline di plastica, di quelle con tanti scomparti che usano i pescatori per le esche, e ogni anello è nel suo monoloculino...


Vogliamo poi parlare della biancheria? Del frigo? Delle penne? Degli occhiali da sole? Di quante volte pulisco l'iphone e l'ipad, di quante volte sbaciucchio mio figlio? Di quante volte mi rimetto il burro cacao, lavo le mani e metto la crema???


NON NE PARLIAMO! Mi sono venuta a noia da sola...ciaoooooo
vado a contare gli anelli... ops scusate, vado a cucinare...

venerdì 17 giugno 2011

o dello scrivere. Puttanate, sostanzialmente.

Ho un blog da due giorni e già me la tiro: ieri sera ho cambiato la veste grafica  - come dicono quelli bravi - del mio, perchè per me scrivere è qualcosa che si fa alla fine della serata, quando tutte le rotture di cabasisi sono finite, il telefono tace, l'essere immondo-però-bellissimo dorme. Non che durante il giorno io non scriva niente, con il lavoro che faccio, però digito come una forsennata su qualsiasi tastiera io trovi, anche quella dei citofoni, facendo altre settemila cose insieme e non lo definirei propriamente rilassante.


Da giovane tenevo un diario, veramente erano plurimi i diari, e mi costringevo a scrivere tutte le sere. Anche l'analista da cui faccio il tagliando settimanale ormai da anni mi aveva consigliato la scrittura e anche la mia super professoressa del liceo sentenziava: "scriva, Bernini, scriva, che lei è buffa come un culo"... Oddio, le parole esatte non erano queste, ma il contenuto si.


Comunque, per scrivere ci vuole calma e tempo e io non ho nessuna delle due cose. Per cui parlo tanto e a vanvera la maggior parte delle volte! Infatti mi dicono anche di fare teatro.


Detto questo stasera sono brevissima perchè la giornata è stata lunga e non scevra di caos, per cui ambisco come una pazza alla posizione orizzontale.
e nel mio caso, ma sono in ottima compagnia, il sonno della ragione genera mostri.


Collagene e via a letto! Notte

LaGiulina ha un blog!

... E tutti in coro: ecchisenefrega! Avete ragione, chissenefrega! Però tutti mi dicono che dovrei averlo, che sarebbe seguitissimo, che potrei regalare pillole di saggezza, detta anche Giuliate... vediamo..
Anche la mia pagina FB è molto seguita, e ho creato anche un gruppo, che si chiama banalmente Il Gruppo di Giulia: siamo per lo più (ecco, ora come si scriverà perlopiù? Immagino che chi tiene un blog debba parlare e scrivere divinamente... ecco PRIMA REGOLA: sul blog della Giulina si scrive in Giulinese, quindi praticamente come pare a me...) ...che dicevo? Ah ok, su FB ho creato il gruppo di Giulia, con 153 membri per ora, quasi tutte donzelle: adoro creare sinergie, mettere in contatto persone, unire potenzialità... un giorno tuto questo mi si rivolterà come un boomerang ma per ora mi diverto (ah, nel blog della Giulina scrivo come parlo, quindi velocissima e senza punteggiatura. Potete storcere il naso, ma questo è il mio blog, per cui se volete lamentarvi, aprite il vostro ok??? ;)


Ok, come prima sera mi sembra pure troppo, il PN (chi mi segue su FB sa che ho un figlio che letteralmente adoro (e che mi sputtana in continuazione) che si chiama Lorenzo e che io chiamao PN (Puffo Nano da quando era nella pancia)  ... mi sono persa di nuovo (temo sarà all'ordine del giorno)...dicevo il PN dorme, io mi sono struccata (orrore) e spalmata il collagene e sono già pigiamata. Con l'occhio a pampineddra mi dirigo con passo malcerto verso il letto. Buona notte a tutti...come si farà ora lo ignoro...


notte dalla Giulina

giovedì 16 giugno 2011

L'orrida sensazione di sentirsi sempre in colpa

Ore 22.37 Lorenzo dorme spalmato sul divano, protetto da due numi tutelari, la mie gatte diversamente magre, Sghiri e Biri, da poco conosciuta anche con il nome Curvy, dato dalla zia Ale in visita. Neanche fosse Prince o Puff Daddy, Piffy Diddy, sa il ... bip quanto nomi ha cambiato quello (nel mio blog posso dire le parolacce? SI, ho appena deciso io. Bello avere un blog, si fa sempre quello che decide la mia personalità numero 1, la dominante).


16 giugno 2011. Festa di fine anno della scuola materna del PN. Se ne parla da mesi, il dress code dei bambini è maglietta verde e pantaloni blu. Le altre mamme mi hanno avvisato: prepara i fazzolettini, Giulia... ore 9.00 accompagno mio figlio tirato a lucido e motivato a sufficienza per la festa. Mi fiondo in ufficio conscia che nel pomeriggio non ci sarò. Lavoro fino alle 13.30 più performantemente del solito, ingurgito la solita pizzetta scaldata nel microonde (e poi mi chiedono perchè non ingrasso !!!) e via mi fiondo alla scuola con l'orrida sensazione di non voler essere l'unica mamma che rimane chiusa fuori e che deve fare un esposto ai vigili per farsi aprire il cancello. Pfuiii arrivo sbiciclettando alle 13.54 - sono un mito delle due ruote (e poi mi chiedono perchè non ingrasso 2). Sono nella media: non sono la prima mamma secchiona, ma manco l'unica vergognosa da segnalare al Telefono Blu (scatta senso di colpa 2, il nr 1 era scattato in ufficio quando ho salutato dicendo "a domani" in un orario in cui di solito sono immersa in giga byte di roba da fare....)


Ma andiamo avanti...


Sono anche vestita da mamma, cioè non proprio un cesso, ma nemmeno con il look di una che è scesa dal cubo un'ora prima...ci tengo molto al dress code: c'è un look per ogni luogo e per ogni ora. Quindi stamattina ho optato per twin set in cotone nero, che fa tanto mamma del brodo Star, gonna a campana di Prada (outlet Prada) color tortora - che lo so che non vuol dire niente - e ballerine Roger Vivier, che non mi fanno sentire in colpa (aridaie) per essere sgambettante con piede a papera. Ok sono basse, ok sono antitrombo, ma almeno sono le ballerine più fighe del globo terracqueo.


L'auditorium brulica di mamme e papà... ecco argomento scottante e senso di colpa 3... il papà di Lorenzo non lavora in Italia, indi per cui non può venire alla festa.. ok mica è colpa mia, certo però... e vabbè, con un colpo di frangia elimino il pensiero, sperando che mio figlio si concentri solamente sulla presenza mia e della tata, Santa Isabella da Loja, Ecuador...Rullo di tamburi... si inizia... Il Pn non esce per primo da dietro il sipario, per cui mi sforzo di degnare con uno sguardo anche gli altri bambini... Molto bravi, molto carini, molto brave le maestre MA IL MIO??? Eccolo, esce e subito cerca tra la folla e urla CIAO MAMMA !! (eppure gli avevo raccomandato di non fare le sceneggiate dell'ultima festa natalizia (vi racconterò)... ok i bimbi iniziano a fare quello che credo abbiano preparato nelle ultime settimane con le maestre, poi il mio ci ripensa, si gira e urla - gelando la platea: MA IL MIO BABBO DOV'E'??? Sprofondo dietro l'iphone che riprende il tutto e faccio il gesto del "PARLIAMO DOPO; ORA CONCENTRATI" supportata da sguardi di incoraggiamento di altre mamme sole... La recita dura una mezz'oretta, i bimbi sono stati bravissimi, anche se i piccoli hanno fatto pochino, poi tutti a fare merenda insieme in classe! Senso di colpa 5 perchè non sono in ufficio e sguardi nervosi al blackberry (per dire la verità, a un paio di mail di lavoro avevo risposto nell'auditorium senso di colpa 4 per essermi distratta). Che palle. Dopo la festa Lorenzo è stanco e odioso, non ha dormito e un si regge (si dice noi di Siena) e mi sento in colpa 6 per aver pensato che mio figlio è una noia quando fa cosi.


La mia agenda fa bip in continuazione e mi ricorda che devo approfittare di quel pomeriggio fuori dell'ufficio per:
  • essere una brava mamma
  • andare dal calzolaio
  • andare all'esselunga
  • andare in farmacia
  • rimettere a posto la mia stanza
  • fare del lavoro arretrato
  • sistemare la contabilità
(e poi mi chiedono perchè non ingrasso). Forse mi sono posta troppi obiettivi e mi sento in colpa 7 per essere ambiziosa e sopravvalutante me stessa.


Cambio priorità al programma del pomeriggio 4367 mila volte; io, Lorenzo e la tata sembriamo trottole impazzite e mi sento in colpa 8 per non aver le idee chiare...


Insomma vi risparmio la fin della giornata, ma il messaggio è questo: se speri di essere perfetta ti deluderai sempre, se speri di essere una mamma fantastica, una donna in carriera, magra, bella, vestita giusta nel posto giusto sarai sempre lì a preoccuparti del prima e del dopo. MA IL MENTRE??? Stracazzo. E mi sento in colpa 9... ora è tardi, vi saluto, vado a struccarmi sennò mi sento in colpa 10 (ve l'ho già detto che se le donne non si struccano la sera, ogni volta che lo fanno dimostrano un anno di più in faccia? Magari è una stronzata e mi sento in colpa per averci creduto..MAVVAFFA