sabato 26 aprile 2014

MILF. Che roba è?

Non ho mai pensato a me come una MILF.

Pare che io lo sia. In questo periodo me lo sento dire spesso, magari dipende solo dall'ormone sconvolto dall'arrivo della bella stagione.


Grande.


Grande???


Non ho ancora capito se esserne lusingata o meno. Immagino che sia un complimento. Tipo: "Hai un figlio, ma non sei da buttare", per dirlo con maggiore finezza di quanto l'acronimo di per sé permetta.


La cosa mi pone però interrogativi esistenziali che divido con voi.


Avere un figlio significa automaticamente non essere più una donna desiderabile? Non credo.

Conosco mamme bellissime e desiderabilissime, almeno se fossi un uomo la penserei così. Ce ne sono anche tante che, va detto, si lasciano andare e, causa il poco tempo e le poche energie rimaste, trascurano se stesse e il proprio compagno.

Forse avere un figlio significa essere un po' andate in là con l'età? Boh, nemmeno questo, oggettivamente.


Forse bisogna solo iniziare a pensare come un uomo (giuro, mi sforzo di non dire ovvietà a questo proposito, ma è noto che con quel genere lì ho un rapporto di amore-odio tipo "che palle averti intorno e che noia non averti tra le palle").


Un uomo, insomma, direbbe: "Bbbella, ho solo detto che ti tromberei anche se sei una mamma" dando quindi per scontato tutto un contesto di marito - nido comune - progetto di vita - roba seria, insomma, (sempre se non sei una zoccola, ecco) che ignorerebbe volentieri pur di averti.


Forse la mia difficoltà a reputarmi una vera MILF sta proprio qui. Avere un figlio, ma non il contesto intorno. E quindi quando qualcuno mi conosce ed esclama "Ma sei una MILFONA!!!" (ecco, io mi becco pure il maggiorativo, a volte) mi stupisco perché non so, sinceramente, in quale categoria mettermi. Mamma, single, ragazza, signora... boh?


Ma poi, alla fine, tutto questo bisogno di etichette mi stressa e anche questo post è del tutto inutile, frutto forse di noia e quesiti sulla vita totalmente opinabili.


Sono una donna, sono una mamma, e forse devo smettere di fare la signora e rimettermi sul mercato. ecco, l'ho detto, fate voi.


LaMilfona



giovedì 20 febbraio 2014

Sfoghi da sindrome pre mestruale (SPM)

Da almeno 25 anni, ogni santissimo mese che Dio mette in terra divento un'accozzaglia lamentosa di muscoli che si trascina in giro con la certezza che tutto il mondo ce l'abbia con lei e che l'estinzione programmata sia preferibile a questo sopravvivere con mille incertezze e mille dolori.

Poi mia mamma chiama e ti dice: "Ti senti la solita merda?" - "Si, mamma, facciamola finita qui, sono un fallimento, non mi cercare più, faccio schifo, dimenticami". E lei: "Ti devono venire? Prendi il magnesio e non rompere le palle".

Ora, siccome mia mamma è una ginecologa e una sessuologa di fama ci tengo a precisare che non parla così, ma questo è quello che recepisco io che sono l'unica figlia femmina depressa e sconvolta dagli ormoni.

A Febbraio 2014 'sta cazzo di SPM dura anche troppo. In ordine me ne sono detta di tutti i colori:  che il mio lavoro non mi piace più (eresia, lo amo, anche se ci sono giorni NO, come per tutti), che gli uomini che mi circondano fanno tutti cagare meno mio figlio (e questo è vero 365/365), che non sono una brava mamma (può essere, ma mio figlio mi adora, mi racconta tutto, mi venera e ha portato a casa una pagella sublime), che sono brutta e grassa (sono sottopeso, e il brutto è oggettivamente soggettivo), che tutti mi trattano di merda (allora facciano chiarezza: in molti al mondo mi ignorano, e a tanti non piaccio proprio, ma chi è a stretto contatto con me mi dimostra il proprio amore spesso e nei modi più inaspettati).

Comunque sia, appena sto meglio, razionalizzo e faccio tesoro di tutte le brutture che mi sono venute in mente, perché per costruire qualcosa di nuovo si deve sempre partire dalle macerie di qualcos'altro.

Normalmente amo molto un concetto che si chiama "legge d'attrazione". E' inutile che ve ne parli, è una figata che potete trovare su Google... è un atteggiamento di vita che prevede la visualizzazione di ciò che si desidera veramente e il raggiungimento dei propri obiettivi con la forza di volontà, la tenacia e la costanza.

Ecco io sono quella che si è tatuata sul braccio "Volere è potere", mio motto da almeno 30 anni.
Ma certi giorni proprio non ce la faccio. Mi getto nell'autocommiserazione più nera e lascio fare... Ascolto pure musica tristissima, mi invito a piangere e faccio una lista delle cose che vanno male.

MA NON PRENDO DECISIONI... ogni tanto sfanculo a destra e sinistra e poi mi tocca chiedere scusa a tutti...

Comunque sia, conto i giorni e appena passa cerco di risolvere quello che non va...

Ovviamente ogni volto giuro che sarà l'ultima... ma già so che non è vero... allora che dire? Statemi alla larga verso il 20 di ogni mese. A proposito, vi saluto, oggi è proprio il 20 febbraio ... magnesiooooo


Baci,
quell'isterica della Giulina.

ps: ma quanto manca alla menopausa?

domenica 9 febbraio 2014

Il mitico Siena 1


In una vita precedente, la prima, sono felicemente nata a Siena, e lì ho studiato e ho fatto gli Scout per tre anni di Reparto e uno di Noviziato. Siena 1. Meraviglioso Siena 1. Erano esattamente gli anni dal 1984 al 1988.
 
E' stato un periodo bellissimo, ricco di esperienze, amicizie, avventure, scoperte. Un gioiello del passato che, come tutte le cose di valore da proteggere, avevo riposto con cura nella cassaforte del mio cuore per poi rimuoverlo per fare spazio al presente e lasciare nuove opportunità al futuro.
 
Un pezzo di passato che ogni tanto torna come un rapido flashback e ti fa chiedere: ma l'ho sognato, l'ho immaginato oppure l'ho vissuto veramente?

Facebook. Maledetto benedetto FB. Un giorno mi sono ritrovata membro vivo e vegeto di un gruppo virtuale: Il Siena Uno.
 
All'inizio sorpresa, poi forse infastidita da questo passato senese che, senza invito, si presentava nel presente milanese, poi sono stata letteralmente gasata dai ricordi e dalle sensazione di calore che ogni post mi provocava.

Io, che per lavoro giro il mondo, sono stata catapultata intorno a un virtuale fuoco estivo del senese a cantare, stonando a squarciagola.

Un'unica esigenza condivisa da tutti: presto, rivediamoci, prima che sfumi questo momento. Dove? A Siena, chiaro. Quasi tutti gli amici scout ed ex scout vivono ancora lì, qualcuno in Toscana nei paraggi, qualcuno a Roma, un paio a Milano, Bolzano, poi Inghilterra, Francia, Lituania, il mio fratello a New York. Insomma: spappolati per il mondo, come solo gli scout sanno fare.

In molti hanno aderito all'invito, qualcuno ha paccato - se ti piglio lo vedi -, per dare vita a una bellissima serata davanti al caminetto, a cercare di ricordarsi le canzoni che ci avevano unito 30 anni prima davanti a un fuoco simile, ricchi di gioia e speranza per il futuro, a parlare del presente, a colmare lacune di conoscenza che la vita ci ha imposto, a sfogarsi, a raccontarsi, a ridere, a trovarsi tutti bellissimi e ganzissimi come una volta.

Io sono partita "in corriera" da Milano, facendo tutto in 24 ore esatte, sentendomi un po' in colpa per aver lasciato il PN alla tata e aver preso un giorno di permesso dal lavoro. Ma qualcosa mi diceva che un appuntamento del genere arriva poche volte nella vita e non potevo davvero perderlo. 

Alla cena qualcuno non era presente perché abita troppo lontano, qualcun altro proprio perché non c'è più, e il nostro pensiero è andato a loro più di una volta.

Una sola parola: GRAZIE. Di esserci stati, di esserci ancora, di esserci in futuro.
 
Grazie al Capo Supremo, splendida persona che ci ha insegnato a marciare e a non marcire.

Grazie all'Amministratore del Gruppo FB per aver avuto una bellissima idea e non aver mollato fino a infondere in tutti una grande voglia di rivederci.

Grazie al Mio Primo, Grande Amore, per avermi fatto sentire a casa negli scout 30 anni fa e di nuovo ieri sera. Le nostre vite hanno preso strade diverse, ma l'amore che ci legava da giovani si è trasformato in un affetto sincero che ci accompagnerà per tutta la vita. 

Grazie alla mia Squadrigliera del cuore che mi ha scarrozzato per tutta Siena prima e dopo la cena.

Grazie alla Mia Compagna di Banco del Liceo, che non vedevo da almeno 25 anni, ma che è sempre come allora quando sgobbavamo sui libri ed è diventata una donna stupenda.

Grazie agli Organizzatori della Serata che hanno spignattato e ci hanno fatto sentire a casa, anche se in quella casa mancavamo da anni.

Grazie a tutti gli altri per esserci stati, per avermi fatto fare pace con una parte importante del mio passato.

A presto.
Estote Parati

Nuvola Tonante

venerdì 31 gennaio 2014

Sono viva. Vivissima.

Sarà capitato anche a voi.

Avete presente quando la vita vera prende il sopravvento su tutto? I giorni si succedono uno dopo l'altro, uno uguale all'altro, e tu sei così occupata a non morire e a resistere che alla fine vegeti, e ti dimentichi cosa voglia dire vivere veramente, esserci, amare, ridere...

Ho scritto circa 18 mesi orsono. Ero felice, disillusa ma felice. Poi sono iniziati i problemi professionali legati alla crisi che ha sconvolto l'Italia e quindi anche me. Lavoro nel lusso, era logico che i razzi amari capitassero anche a noi del settore. Lavoro e viaggio, dormo, mangio, lavoro, lavoro, lavoro e tutto il meglio della mia vita e del mio poco tempo va a mio figlio, di soli 6 anni, che si merita il meglio, anche di me. E così passano i giorni, i mesi, gli anni... e io non scrivo più perchè tanto che vi avrei detto, a parte il fatto che me la facevo sotto dalla paura?

Ora il peggio sembra essere passato, io sto bene, mio figlio sta bene, ho una famiglia "stranaforte" ma adorabile e allora chi mi ammazza a me?

Un consiglio: non mollate mai. Quando siete a pezzi fatevi un bel pianto, dormiteci su. Perchè domani è sempre un fottutissimo altro giorno. E spesso ci viene data una seconda chance.


A presto, GIURO.
LaGiulina

martedì 28 agosto 2012

Il passato che ritorna (passato)

Vi è mai capitato di amare tantissimo una persona, un luogo, una casa, un abito, un profumo, una canzone? Di doverne fare a meno per cause di forza maggiore, di sentirne la mancanza, di rimpiangerla, di incolparvi per averla persa, di paragonarla a tutto il resto, trovandola sempre la migliore su tutti e tutto, di rassegnarvi ad averla persa per sempre? Vi è capitato un giorno di accorgervi che poi la cosa amata non era così lontana, che si può, forse, ancora recuperare, che alla fine se voi siete sempre voi, e lui è sempre lui (perchè è inutile girarci intorno, di un lui si tratta) forse si può ancora parlare e riaprire un canale chiuso troppo bruscamente? A me si.

Vi è mai capitato di sperare in una seconda chance, quanto meno per essere amici, e di trovarvi un estraneo davanti? Qualcuno che siete certi di avere amato: il corpo è quello, la faccia è la sua, il modo di muoversi e gesticolare anche... il profumo, come non riconoscere il profumo della pelle, quello vero, quello che le fragranze non coprono? A me si.

Ma poi il tuo "fu grande amore" apre la bocca, e dalla stessa bocca che hai ascoltato per anni dire cose brillantissime e sensatissime, con lo stesso modo di fare, con lo stesso accento che il tempo non ha modificato, ecco da quella bocca, peraltro disegnata perfettamente, esce una lingua che tu non conosci (e si che ne conosci tante) e che molto francamente non vuoi nemmeno imparare a conoscere.

A me è capitato. E avrei preferito un calcio nelle palle, soprattutto non avendole. Non è una storia a lieto fine. Quelle capitano solo a quella fottutissima Granculo di Cenerentola (e Biancaneve non è da meno). Io sono più genere Piccola Fiammiferaia. Posso dire a mia discolpa che ero certa che sarebbe andata proprio così. Se per "andata così" si intende la sottoscritta che piomba nuovamente nella vita del lui in questione con la delicatezza di una pioggia torrenziale quando avete solamente un micro ombrellino per ripararvi. Ecco si, non immaginavo che finisse con un anello di fidanzamento, quantunque speravo di trovare la Verità. 

Lo sventurato, perchè di questo si tratta, avendo avuto a che fare con la sottoscritta, ha provato a evitarmi come ha potuto. Poi deve essersi convinto che era meglio assecondarmi, come si fa coi malati di mente, così per limitare i danni, e poi forse perchè un filino curioso doveva esserlo anche lui, dopo 16 anni ha accettato di vedermi, oserei affermare "obtorto collo".

Non mi addentrerò nei dettagli, per il rispetto della privacy del Fu Romeo, e perchè costui ora sa che ho un blog e magari nei momenti di insonnia potrebbe decidere di leggerlo, di leggermi, così, solo allo scopo di baciarsi i gomiti per il fatto di avermi preferito un'altra, illo tempore. Per rispetto suo quindi non racconterò niente, se non che è stato il mio grande amore di un passato che fu. Ma per citare Guccini, "a ventanni si è stupidi davvero" e io l'ho ferito, deluso, praticamente spinto tra le braccia di un'altra. Non che lui ci sia andato di scartino con me, ma ammetto di averlo provocato alla grande.

Romeo e Giulietta si sono lasciati, aggiungerei NON da amici, e non si sono visti per tantissimi, troppi anni. A modesto avviso della sottoscritta, Romeo è stato benissimo anche senza Giulietta, forse perchè non la considerava tale, forse perchè non era amore, ma solo un fottutissimo calesse, forse perchè gli uomini sono fatti così: rimuovono, dimenticano, se ne fanno una ragione. Beati loro.

Forse Numero2 (in ordine cronologico) è stata più capace di renderlo felice di Numero1. Forse Numero1 era solamente un numero di passaggio, quelli che poi ti dimentichi anche di aver contato... 

BOH - grandissimo BOH, ammetto di sapere di non sapere.

Sarà, ma diciamo che una delle caratteristiche di Giulietta è quella di ricordare tutto: nomi, numeri, email, facce, brutte parole. Giulietta non dimentica, Giulietta accantona per un attimo, giusto il tempo di inanellare un uomo sbagliato dietro l'altro (e scusate: se per caso uno di questi mi legge, non intendo sbagliato in toto, intendo "non adatto a Giulietta"), di laurearsi una seconda volta, di vivere a giro per il mondo, di cambiare interlocutori professionali continuamente, di fare 20 anni di analisi, di mettere al mondo un figlio bellissimo, di distruggersi e ricostruirsi da capo almeno due o tre volte... Una passeggiata insomma.

Giulietta passeggia, ma non dimentica, e un giorno decide che per il proprio sviluppo emotivo non sarebbe male provare a rivedere Romeo, così giusto il tempo di un caffè, in un contesto amicale (direbbero quelle brave) per detronizzarlo da quel piedistallo su cui le lo ha messo ad minchiam quando era troppo giovane per capire.

Romeo accetta e si vedono in territorio neutro. Non sono neanche soli, ("per fortuna" aggiungerebbe lui; "ci mancherebbe altro", conferma lei).

La serata va bene, per carità. L'ultima volta che si erano visti lui le aveva detto testuali paroli: "Se ti rivedo chiamo la polizia..." che non è proprio la cosa più carina che la fanciulla si è sentita sibilare contro. Lui avrà rimosso. Un classicone degli uomini. Feriscono con parole pesanti come macigni e poi dimenticano. Comodissimo. Comunque sia, per lei l'incontro aveva delle enormi potenzialità: ristabilire un contatto, fare banalmente pace, raccontarsi la vita, chiedersi scusa per le manchevolezze reciproche. Perchè no? Lei non ha problemi a dire: "Sono stata un'incommensurabile babbiona". Lui si trincera dietro un: "... eravamo giovani, è andata così". Uhmmm che prurito alle manine pittate!

Per carità, non ha tutti i torti, è veramente andata così, ha senso rimuginarci sopra? Non so se è una prerogativa tutta femminile, ma Giulietta rimugina, riflette, analizza (sempre dopo, ovviamente, mai prima o durante), fa il gioco dei "se" e dei "ma" e, soprattutto, non stacca mai la spina. Come biasimare chi riesce a essere diverso da tutto questo?

Vabbe', è andata come è andata, senza infamia e senza lodo. L'incontro è stato piacevole, ma non è servito a toglierle dei dubbi. Solo a capire che spesso il grande amore lo si idealizza, anche se spesso è uno stronzo come tutti gli altri ex. Anzi, magari, il peggiore. Vi chiederete: ma la ragazza - diciamo così - cosa si aspettava dopo così tanti anni? E sinceramente (perchè qui la parola chiave è proprio 'sinceramente') lei risponderebbe che voleva sapere esattamente questo: sei tu l'unico uomo che ho veramente amato? Cosa sei diventato? Cosa saresti, cosa saremmo, se fossimo sempre insieme? Avremmo retto al passare del tempo? Ci ameremmo ancora? Eravamo veramente così magici insieme? Evidentemente no, se siamo a questo punto. Mi hai veramente dimenticata? Ma soprattutto: veramente ho significato talmente poco che la tua vita può scorrere serena senza di me? Peccherò di presunzione, ma io credevo veramente di essere la tua Lei... E tu, quanto stai fingendo? Quante maschere ti piace indossare? Quanto menti ora, quanto hai mentito prima? Davvero è stato così semplice archiviare tutto, anni di amore, e nel mio caso decenni di dolore mai elaborato, con un semplicistico:"Eravamo giovani"? Evidentemente si. 

Il Romeo che ha amato Giulietta non avrebbe detto questo. Il suo Romeo non se ne sarebbe andato. Il suo Romeo sarebbe cresciuto prima e poi invecchiato con lei. Questo Romeo qui quando ha sostituito l'altro? Quanta è della fanciulla la responsabilità della trasformazione di Abele in Caino? Ma soprattutto ha amato davvero il Dottor Jeckill ignorando la versione Mr Hide? Oppure amava Hide ma non lo sapeva? Ma lei, alla fine, chi cazzo ha amato? Ha amato davvero? Oppure ha solamente sentito la mancanza di un gioco ormai rotto che nessun altro ha mai sostituito?

Capisco che per un uomo questo sia semplicemente too much.
Un uomo ti guarda con la faccia a gomitolo e ti dice, banalmente: "Giulietta, tesoro, datti 'na calmata, so' 'na sega io".

Per Giulietta no, non è così,:in fin dei conti si è sempre trattato della sua vita.

Adieu Romeo, è stato bello, ora è brutto.
Giulietta
ps: ogni riferimento a fatti e persone realmente esistite è puramente voluto





lunedì 23 luglio 2012

Se io lavorassi per Trenitalia...

... mi vergognerei.
Mi è venuto lo sconforto al pemsiero dei miei viaggi e non me la sento di continuare.
Stendo un pietoso velo, mi tolgo la maschera e vado a letto...


notte
Lagiulina

giovedì 24 maggio 2012

Perchè?

Non ho un marito.
Non ne volevo uno.

Non sono fidanzata.
Non voglio esserlo.

Non ho amanti.
E nemmeno me ne importa un fico secco.

Ma nessuno ci prova con me e invece sarebbe carino che qualcuno avesse la decenza di provarci DOPO AVERMI CONOSCIUTO.
Prima sono capaci tutti.

Perchè?

Appurato che non sono un cesso, non sono appiciccosa, non cerco marito, non voglio figli, non rompo troppo i maroni, la faccio nella mia lettiera e non voglio dormire a casa di nessuno se non la mia...


PERCHE?
Sono una donna curiosa

LaGiulina

Faccio paura.

Che noia.
Io faccio paura.

Certo, faccio paura la mattina prima del restauro.
Ca va sans dire.


Faccio paura a mia madre che non sa come gestirmi.
Beh, dopo 40 anni, più che paura le causo orticaria e non ne becca una. (Meno male che nel contempo le regalo anche del collagene, così almeno le curo la pelle rovinata da tanta oricaria)


Faccio paura ai miei clienti che cercano di non farmi arrabbiare.

Faccio paura al maschio italico perchè sono alta, decisa e piena di energia.

Faccio paura alle commesse che mi assecondano.

Faccio paura al customer care della Apple e di Groupon perchè ho sempre ragione io.

Faccio paura ai maleducati perché li sfotto e divento peggio di loro.


Faccio paura agli uomini... Fanno di tutto per conoscermi, poi appurato che sono meno facile che all'apparenza, spariscono.
Paura di chiedere di più? Sciocchini. Basterebbe chiedere. Magari la risposta vi stupirebbe. CHEDDUPALLECHESIETE.


Faccio paura ai colleghi perché mi incazzo alla velocità del puma che ha adocchiato la preda (e non è bello, lo so)

Faccio paura alle dipendenti della posta perché se si fanno i fatti loro alzo il sopracciglio.

Faccio paura alle altre mamme perchè non sono come loro

Faccio paura alle altre donne perchè sono meno stronza di loro.

Faccio paura ai capi perchè voglio sempre fare di più e devono legarmi.



Penserete: miiii questa deve essere un'Erinni.


NO.


Io non urlo. (Ovvero, non sempre sempre).
Io inarco il sopracciglio.


Io non sbraito.
Io ti fisso da dietro gli occhialoni da sole e ti giudico. Male.


Io fulmino se sento una bestemmia.
E fulmino spesso, soprattutto in Toscana.

Io apro bocca e colpisco lì, proprio dove vi fa male. Coincidenza?

Beh, forse sotto non faccio paura. Rompo solo i maroni.
Comunque è una gran seccatura.


Giulina (la tremenda)


Ps: c'e' qualcuno che mi insegni a sbattere le ciglia e che mi dia ripetizioni serali? Io detesto fare paura. Io sono buona.

domenica 4 marzo 2012

Elogio delle piccole cose

Io sono una persona felice.
Mavvaffanculo, direte voi.
Ma se sono felice io, potete farcela anche voi, aggiungo io.
Sarà, direte voi.

Zitti e leggete.

Ok, sono nata a Siena in una famiglia di "bipolari", ma benestanti.
Ok, Siena non fa proprio schifo schifo, se ci passi i tuoi primi 20 anni.
Ok, a casa mia la cultura è la cosa più importante, insieme all’onestà e alla correttezza.
Ok, mi hanno sempre fatto fare quello che volevo io,  anche perché essendo io una secchiona clamorosa, volevo delle cose accettabili anche da parte della mia famiglia. Vale a dire: non volevo certo diventare un’indossatrice, dato che avevo un culo che faceva provincia, e i brufoli.
Io volevo studiare lingue e diventare interprete. Accettabile anche per i miei. Ho deciso a 5 anni che volevo studiare lingue e lingue ho studiato.
Ok, non è da tutti avere una visione così nitida delle cose, per cui segnatevi sul vostro foglio:

A)    avere una visione il più possibile nitida dei nostri limiti e delle nostre forze.

In pratica fatevi una bella SWAT analisi delle vostre personcine.

Ok, io ce l’ho fatta: la Scuola Interpreti è dura, abbiamo iniziato in 60, abbiamo finito in poche, e io ero una di quelle.
Ok, ho avuto una famiglia che mi ha permesso di fare una scuola privata.

Ma segnatevi sul foglio:

B)     ho sputato sangue! Non uscivo mai, non sono andata alle feste se non il sabato, ho studiato 18 ore al giorno per tutto il liceo e l’università (da qui il culo ampio), ho lavorato nel we e l’ultimo anno anche dopo cena per comprarmi delle cose che volevo (o per pagarmi le multe di quella razzo di macchina che posteggiavo sempre di m***a), sapendo che a casa mi avrebbero fatto una risata in faccia se avessi chiesto altri soldi

OK, ero anche belloccia, a parte il culo, per cui un lavoretto da hostess o da barista non me lo ha mai negato nessuno.

Si però, cari miei detrattori, le cose bisogna volerle da matti. Nessuno ti regala niente.

Ok, diciamo che la base mia era buona, altri hanno avuto meno. Vero.

Ma bisogna un pochino anche sforzarsi…

Tipo non accontentarsi. Ho preso una seconda laurea, dato che la Scuola Interpreti mi aveva ricambiato con un diploma e basta, orrore. A casa mia sono laureate anche le mattonelle del bagno, stirazzi se mi bastava un diploma.
Poi ho cambiato lavoro, e cambiato lavoro, e cambiato lavoro e cambiato lavoro… credo che l’ufficio del personale di ogni bella azienda italiana di moda abbia almeno 46 versioni del mio curriculum vitae. Ovviamente ho lavorato solo per quelle aziende per le quali non ho mai speso un secondo del mio tempo per mandare il cv, ma va bene ugualmente

OK, ho avuto culo (in tutti i sensi), altri ne hanno meno.
Certo però che sei stai chiuso nella tua cameretta a sognare senza muovere un dito…

Comunque sia.

A 40 anni (si, perché io ormai ho 40 anni per il resto della mia vita, per cui rassegnatevi, la mia età vera la sa solo la mi mamma, se si concentra un filino) ho il lavoro che voglio. Certo, vorrei guadagnare il triplo, chi non lo vorrebbe, ma lavoro come dove e quando voglio io (cioè sempre, ma questi sono inutili dettagli).
Dopo un numero all’ennesima potenza di storie sentimentali terrificanti, che definirei più che altro cialtronerie sentimentali, a parte un paio, ho totalmente rinunciato a trovare l’anima gemella. Non so se esiste, io di certo non la cerco più e, simpaticamente, me ne sbatto. Lei si fa i fatti suoi, io mi faccio i miei.

Me li faccio talmente tanto che ho un bambino DIVINO MERAVIGLIOSO FANTASTICO BELLISSIMO GANZISSIMO INTELLIGENTISSIMO  a mamma, nato assolutamente per caso dall’unione brevissima con un uomo meraviglioso che adoro e stimo, ma che è un filino sposato. Con un’altra, è ovvio. Non mi rompete i maroni con le vostre pruderie bigotte, perché anche io ci ho messo circa 4 anni di analisi per scrivere la frase di cui sopra senza vergognarmi, per cui ora non starò più a massacrarmi per quanto accaduto.
Io sono stata corretta con lui, lui è corretto con noi. Io amo e cresco suo figlio, lui mi aiuta come può, sperando un domani di fare chiarezza e di far vivere mio figlio il più possibile con il padre che adora, ricambiato.

OK, siamo d’accordo, mi merito tutte le offese che vorrete inviarmi, ma la vita non sempre va secondo il foglio di excel che mi porto costantemente dietro, qualche volta bisogna improvvisare.

E quindi scrivete nel vostro foglietto:

C) siate pronti e flessibili, i programmi cambiano e non potete ignorarlo.

Sono felice. Mi bastano poche cose piccole, e non è retorica.
Mi basta sapere che mio figlio sta bene.
Mi basta essere in armonia con quella rospa della mi mamma e con quel burbero del mi babbo.
Mi basta sapere che ho tre fratelli che adoro e che sono sempre pronti ad aiutarmi, e io loro.
Mi basta il sole.
Mi basta non essere troppo invidiata da persone piccole piccole.
Mi basta un grazie, ogni tanto.
Mi basta il sorriso delle persone a cui cambio la giornata con un piccolo gesto.
Mi basta la ricchezza degli amici che ho, un messaggino e sono sempre pronti ad aiutarmi. (Sono fortunata, è vero, ma chiedetevi anche quante volte mi sono sbattuta io per aiutare loro)
Mi basta il fioricino che mio figlio mi porta quando va a fare una passeggiata con i nonni.
Mi basta guardarmi allo specchio e piacermi, per sentirmi bella.
Mi basta un "brava" ogni tanto per sentirmi utile.
Mi basta un “Mamma ti amo” per capire che ho fatto la scelta giusta.
Mi basta un “Giulia, che ne pensi?” che capire che ho scelto il cammino giusto.
Mi basta lo sguardo di un uomo per strada per sentirmi donna.
Mi basta il sorriso della mia analista per capire che il peggio è passato.
Mi basta la commozione dei nonni che mi restano per guardare al passato con amore.
Mi basta una parola di stima per capire che il futuro non è poi così critico.
Mi basta una pacca sulle spalle per capire che il presente è ancora una volta dalla mia parte.
Mi basta il mare, e non quello delle Maldive, per essere ricca dentro.
Mi basta un acquisto tra le bancarelle per capire che non ho più bisogno della Birkin, che cmq sognavo e mi sono comprata, dopo anni di duro lavoro, e molto prima di capire che l’Italia sarebbe andata a rotoli.
Mi basta farmi la piega dai cinesi per sentirmi presentabile fuori, perché dentro lo sono sempre stata, eccome. Bastava crederci un pochino.

Ok, avete ragione, io ho tanto, ho avuto tanto. Ma il tanto che ho ora è solo direttamente proporzionale a quello che volevo e a quanto mi sono adoperata per averlo.
La vita è la fuori: muovete il culo. Lamentarsi e basta non serve.

Grazie GiuliaGrande per avere imparato a dare retta alla Giulina che è dentro di te e vuole essere felice, ogni giorno, con poco.

LaGiulinafelice



domenica 26 febbraio 2012

La Magnifica Stronza (cit)

Sono una donna libera. Single, moderna, allegra, solare. Sono pure niente male, meglio ora che a 20 anni. Però bigotta. Terribilmente vecchio stile e bigotta. Oserei dire atavica.

E vi spiego il perché: sedetevi e prendete appunti, maschi sotto i 60 e donne sotto i 30.

La donna è donna e il maschio è maschio, anche se gradirei non puzzasse.
Vale a dire: ci tengo ai ruoli. Io sarò pure Jane, ma tu sei Tarzan, cacchio. Io non ti chiamo, bbbello, io non ti cerco, io non ti assillo, io non faccio a botte per te, caro maschio, italico e non.

Insomma, se mi piaci, faccio cadere il fazzoletto di seta e mi aspetto che tu lo raccolga.
Come dici?
In giro ce ne sono tante e non me la devo tirare? Ottimo, passa pure alla prossima, tesoro.
Perché fare a piedi 5 piani di scale se al piano terra ci si arriva senza stancarsi?
Perché prendere la scala e cogliere le mele più alte, se quelle che ti cadono praticamente tra le mani vanno bene comunque?

Accomodati pure, caro bello. Peccato ti faccia impazzire il fatto che tu, a me, non piaccia come a tutte le altre.

Ho un meraviglioso bambino e zero maschi tra le palle che abbiano più di 4 e mezzo anni (familiari esclusi). Potrei uscire con chi voglio, potrei concedermi a chi voglio. Non perché sia una figa stratosferica, io, ma perché me lo hai insegnato tu che se una donna cerca rogna la trova facilmente.

Ma chi se ne frega della morale, e poi quale morale, che in giro c'e' un puttanaio inaudito?

Ma io no, io faccio la sofisticata, faccio la snob, faccio quella che se la tira. Meglio in casa sul divano col pigiama antitrombo che a giro con qualche maschio. E non è una strategia. Io sto proprio meglio così. Perchè pagare una tata se devo annoiarmi in giro con uno che non sa dire due cose interessanti messe in croce?

Pare non vada bene, pare che una donna sola non sia completa. Pare che come faccio io sia sprecare la vita. Pare, addirittura, che ora il Governo Monti voglia mettere una tassa sul didietro troppo appoggiato sul divano.

Come direbbe la mia adorata amica Sonia, “Giulina, 40 anni sono troppi per concedersi al quinto appuntamento”.

Ok, cercherò di rivedere velocemente le priorità della vita. Ma non stasera, dai. Il mese prossimo.

Insomma, sono un po' pirla.  Ma a me fa fatica uscire con il primo che passa, mi annoio a morte.

  • E chissenefrega se è un figo della madonna. Io mi annoio.
  • E chissenefrega se è milionario in euro. Io mi annoio.
  • Il poeta maledetto? Superato e noioso, quella complicata sono io, non mi va di uscire con il manuale in borsa “Capire il maschio in 7 mosse”. No, grazie, che noia!
  • Il patetico bisognoso? Anche no, la mamma la faccio già 365 giorni all’anno e per uno che mi interessa più di te
  • Il supereroe muscoloso? Volgave, volgavissimo
  • Il grafico frustrato perché non è art director? Aria, evapora, già dato. Torna dopo che avrai salvato vite umane
  • Il vedovo inconsolabile? Che si paghi l’analista e elabori il lutto in un contesto più appropriato
  • L’imprenditore stressato? No grazie, tesoro, da te voglio solo uno stipendio mensile come tua consulente, perché se sei stressato, evidentemente, ti manca una valida collaboratrice
  • Il divorziato incazzato nero che ti racconta tutto delle mogli precedenti? Nooooo, se voglio pensare alla Galleria degli Orrori mi basta riguardare le foto dei miei ex
  • L’artista incompreso? Nada de nada, la consulente la faccio per lavoro
  • Il giornalista malpagato che si sente Indro Montanelli? No grazie, amavo Indro, le brutte copie non mi interessano
  • Il sinistrorso da centro sociale? Non perdo tempo nemmeno a spiegare che grande uomo sia stato, per me, Giorgio Almirante.
  • Il leghista celodurista? Che si vanti con una del Sud. Io so di Siena e me ne vanto
  • Il fascistoide revisionista storico secondo cui i campi di concentramento non sono mai esisiti? Generalmente vado in bagno, vomito, scappo dalla finestra per poi cambiare numero di telefono
  • Il famoso "Tu non sai chi sono io"? Tesoro, sono talmente innamorata di me stessa che non ti vedo proprio, anzi, scusa scappo che entro in un CdA di fondamentale importanza
  • Il medico che parla solo di malattie? No, caro, mi bastano i medici di famiglia. Se ne riparla solo se sei un chirurgo estetico e non vuoi cambiare un cm del mio corpo
  • L’avvocato azzeccagarbugli che alla domanda “Tu che fai nella vita” ti segnala come stalker? Neeeeeeeext!!!

Insomma, io ho visto cose e conosciuto uomini che voi umani…
Si vede che attiro il peggio della feccia umana, si vede che me la merito.

Scusate, ora devo andare, inizia il film e il pigiama antitrombo viene richiamato automaticamente dai cuscini del divano.
Domani è un altro giorno, domani esco con qualcuno, giuro. Tata, tieniti libera.

Oggi no, mi annoio troppo.

Baci
LaGiulinaZitellinaFelicina

mercoledì 23 novembre 2011

Io "intollero"

Che io fossi intollerante lo sapevo, basta contare quanto volte al giorno sbuffo, aggrotto le sopracciglia o alzo gli occhi al cielo! In pratica "faccio le facce". Se lavorassi per  RAI 1 sarei a casa già da un bel pezzo ;)

Ma che io fossi VERAMENTE INTOLLERANTE a molti alimenti l'ho scoperto solo da poco, grazie a una superdottoressa che mi ha fatto simpatia a prima vista, nonostante mi stesse seppellendo di brutte notizie!

A lei, medico chirurgo con specializzazioni in medicina naturale, estetica e omeopatia (che ovviamente sta sulle palle sia a mia mamma che a mio babbo), parlando di collagene e acne, è venuto in mente che i brufoletti (eufemismo) che ogni tanto ho sul collo e intorno alla bocca, all'alba dei miei 40 anni, non siano di natura ormonale, ma causati da cibo che per il mio organismo e' tossico.

Da vegetariana convinta, mi sono sottoposta al test per le intolleranze alimentari con la spavalderia e l'incoscienza di chi si aspetta di sapere tutto. Orrida sbruffona, ero convinta che la dottoressa mi dicesse: "Grillina, ha ragione a essere vegetariana, il suo corpo repelle carne e pesce". E invece no, cara bella, il tuo corpo repelle esattamente ciò che a te piace di più. Ha fottutamente ragione Angelina Jolie in Pitt ( forse) a tatuarselo sul corpo. Quod me nutruit me destruit. Cazzarola. Dovrei forse aggiungere un tatuaggio anche io, ai 9 che ho già.

Olio di oliva? Ti piace?
Ora faresti meglio a parlarne al passato, cara.
Olive? Come sopra, bbbella.
Latticini e derivati? Raus....
Se fai la brava puoi, ogni tanto, buttarti su bufala e ricotta, ma di capra, NON di mucca. Porca vacca, è il caso di dirlo. oppure Vacca boia...
Pomodori? Nein
Quindi pizza? Storazzo
Pane? Pasta? Ahahahahahhaha, cabarettista.

Sono intollerante al grano, poccattroia (detto alla Antonio Albanese che fa il foggiano)… e la brioches alla mattina, e il cappuccino???? Si può portare il latte di soia nooooooo il latte di soia no, che sei intollerante... insomma il latte di mais o di riso al bar e loro ti fanno un cappuccino ad hoc per te… mavvaffanculo, era l'unica cosa bella della giornata.


Mele? No
Fragole? No
Pesche? No
Angurie? No
Lattuga? No
Gelato? No
Cavolo? NO (emmenomale)

L’ho presa però come una sfida. E’ banale mangiare tutto quello che mangiano gli altri ! Si tratta solamente di sostituire gli alimenti “tossici” con dei similari non tossici… chissà, potrei scoprire cose interessanti. Alla fine, se ci pensate, vale anche per gli uomini: se riesco a sostituire gli alimenti tossici con quelli atossici riuscirò sicuramente a sostituire anche gli uomini nocivi con quelli salutari (sempre ce ne siano in natura).


Insomma, devo stare un mese senza gli alimenti intossicanti, poi, dopo un secondo controllo, lentamente potrò re-inserire alcuni cibi. Spero tocchi alla mozzarella e al grano e all’olio di oliva…
Non oso chiedere alla dottoressa di mangiare il burro di arachidi, quello lo trovo un filino difficile…

Certo, pensate che figata se mi dicesse: Bella, dopo analisi accurate mi risulta che lei possa vivere solo di pizza, pistacchi, fonzies, burro di arachidi e dulce de leche…

Ahhh il paradiso in terra...

Meno male non sono intollerante al collagene, troppi drammi insieme non potrei reggerli!

Buonanotte dalla Vostra Giulina Intollerante

mercoledì 5 ottobre 2011

In fiera

Con le fiere ho un rapporto di amore barra odio.

Odio, perché nella loro crudezza commerciale e consumistica (io espongo ed e' ovvio che voglio che tu guardi e compri - tu visiti e decidi se apprezzare quindi comprare il mio lavoro di mesi) sono volgarissime, da un punto di vista meramente artistico. Tutto e' ovviamente finalizzato alla vendita. Non ci sono scopi artistici, o sociali, o benèfici che tengano. Io lavoro tu compri io guadagno tu rivendi tu guadagni poi ritorni mi ricompri io riguadagno tu mi riacquisti poi rivendi poi guadagni... Insomma, una mostra d'arte e' altro. Ma bisogna pur mangiare, tutti i giorni, anche 4 volte, e dare da mangiare. Quindi vada per le fiere.

Poi c'e fiera e fiera, banalmente. Sicuramente quella del bullone mi attira molto, ma molto meno di Baselworld, che e' la fiera dell'orologeria più importante al mondo. Ed e' bellissima!

Amore, perché nonostante la repulsione e i giuramenti cone me stessa di cambiare lavoro, io le frequento da una vita: come espositore, come pr, come visitatrice, come organizzatrice... Insomma mi danno da mangiare da almeno 20 anni.

In fiera, se va tutto bene, si lavora come pazzi senza interruzioni. Anche se non ci sono visitatori allo stand non ci si allontana quasi mai: vivi nell'ansia che possa arrivare IL cliente o IL giornalista e che tu non sia li a fare la tua belle figura e a vendere, prodotti, o informazioni. Oppure che se ti distrai ti fottano qualcosa: la borsa, un oggetto esposto, il cliente stesso medesimo (le pr competitor che si prostituiscono in fiera sono numerosissime).

Ma se la fiera è moscia (termine tecnico) allora sono plurime le attività che uno/una può intraprendere!!

Puoi per esempio lamentarti tutto il tempo e guardare in continuazione l'orologio non vedendo l'ora di arrivare a casa per toglierti le maledette scarpe che hai scelto la mattina come un'idiota sperando di beccare (pivella).

Oppure puoi portarti delle ballerine di ricambio (consiglio quelle di Roger Vivier, checché ne dica il mio calzolaio, altre belle in giro, a mio parere, non ve ne sono) e utilizzare il tuo tempo per:

a) flirtare con i ragazzi dello stand accanto. Non porta a niente se non a una notte di sesso. Attività personalmente sconsigliata perché se non dormi bene le tue otto ore, il giorno dopo sei un cesso, lavori male e nessuno ti conferma per la fiera successiva

b) cercare nuovi clienti. Io lo faccio sempre ed è divertente e produttivo. Non dico mai a nessuno quale sia il mio ruolo, ma tengo i biglietti da visita e cerco di sembrare professionale e produttiva, perché nella vita non si sa mai. Senza prostituirsi e senza fottere i clienti alle altre. Se sei brava e fai bene il tuo lavoro, nessuna consulente della comunicazione di passaggio ti porterà via mai niente!

c) controllare lo stand dei competitor. Molto utile e interessante per imparare, crescere e migliorare (e se il competitor paga di più why not?). Scherzo.  A me non è mai successo perché professionalmente sono molto fedele (!!!) però ho visto persone lavorare per un'azienda e la fiera successiva per il nemico uhmmm qui gatta ci cova...

d) fare la lista della spesa

e) fare la lista dei regali di Natale dell'anno in corso

f) fare la lista delle priorità

g) scrivere quella mail che rimandi da troppo tempo, ormai con iPhone, blackberry, iPad non hai più scuse per non rispondere all'amica dell'università che ti ha scritto 3 settimane orsono

h) chiamare i nonni al telefono


i) scrivere un blog... Ops ...


;)

Buone fiere a tutti

Giulia

mercoledì 7 settembre 2011

Ciambelle

Per favore, non mi fraintendete durante la lettura delle prossime boiate. E' necessario che voi colleghiate il neurone, sempre se vi va. Altrimenti leggete pure e massacratemi. Me ne farò una ragione ;)

Credo fermamente che al mondo non ci sia giustizia, che la vita sia fatta anche di dolore, che spesso sia una vera merda. Ma credo che le persone nate diciamo nell'emisfero boreale siano INDICATIVAMENTE (neurone collegato?) nate tutte con - chiamiamoli  - gli stessi ingredienti per una fantastica ciambella.

Il fatto che la ciambella riesca col buco o meno dipende ESCLUSIVAMENTE da ognuno di noi!

Ok, qualcuno e' più privilegiato di altri, a qualcuno va veramente di culo, e magari manco se lo merita, qualcuno fa il furbetto, qualcuno e' distratto (diciamo così) e non si accorge delle potenzialità della propria esistenza. Qualcuno è proprio sfigato, poro nino (come dice mio figlio), e non vi e' una cippa lippa da fare.

Ma in linea di massima credo che la vita di ognuno di noi vada nella direzione giusta, cioè quella da noi fortemente desiderata, in modo proporzionale al tempo che dedichiamo alle nostre passioni, all'impegno, allo studio. In una parola alla costruzione della medesima.

Ok 1 2 3 massacratemi pure!

A me e a parecchi di coloro che mi circondano pare sia andata così. E' ovvio che sia difficile, che talvolta sputi sangue, che altre lo prendi li.... E' ovvio. Ma non fare niente, non provare nemmeno ad andare nella direzione giusta e peggio ancora, piangersi addosso senza iniziative è la cosa più sbagliata del mondo, a mio modestissimo avviso.

In poche parole io credo, parlando per motti, che volere sia sempre potere, che se non provi hai già fallito, che nessuno di noi abbia mai vinto una guerra senza dividerla in singole battaglie. Esempio cretino, scusate, e poco rispettoso di quello che purtroppo sta succedendo nel mondo, ma purtroppo calza proprio a pennello.


Detesto chi crede che tutto sia dovuto, che tutto sia sempre in discesa e (orrore) che lo insegna ai figli. Dove andiamo se ci svegliamo la mattina e iniziamo a pestare i piedi urlando voglio??? oppure "io mi aspetto che tu" -  "io esigo" - "tu non sai che sono io" (e sottinteso, cosa posso ottenere io)...

Ok, ci sono le malattie. Lo so benissimo. Alcune di queste arrivano random, alla stracazzo (per usare un termine strettamente scientifico), però anche l'approccio emotivo in questi casi è fondamentale... e comunque in certi casi si può lottare per guarire o lottare per non ammalarsi... insomma non voglio essere superficiale su questo punto...


Quello che voglio dire è che c'è una speranza per tutti: basta rimboccarsi le maniche.
A mio modesto avviso.

Buonanotte.
LaGiulina 

lunedì 5 settembre 2011

Buoni propositi

Scusatescusatescusate, volevo veramente scrivere e tenere aggiornato il blog, giuuuuuro, ma poi ha prevalso la pigrizia, ma soprattutto la voglia di staccare veramente la spina e fare in un mese tutto quello che nei restanti 11 non è permesso o semplicemente non si fa.

Quindi:

  • vacanze in un posto poco glam… non che Milano sia il nonplusultra dello chic, ma certo è la capitale della moda. Sfido chiunque a dire il contrario
  • cellulare spento o meglio, posizionato nell’unico posto della casa in cui c’è campo (cioè veramente davanti a un campo verde e pieno di more con pecore pascolanti, giuro, non sfotto) ma con suoneria bassa. Alla decima chiamata richiamavo… forse
  • scarpe basse. I tacchi sono rimasti a Milano (all’inizio è stata dura, ma poi c’ho fatto il callo eh eh eh)
  • vestiti come capita. Quelli fighi a casa, nell’armadio di Milano. Non che andassi in giro come un cesso ambulante, ma se mi fossi fatta un colloquio di lavoro in quei giorni non mi sarei presa, non so se mi spiego (disse il paracadute)
  • no make up. Si, lo so, affermazione forte. Passati i primi giorni di comprensibile nausea, poi ci si abitua. Con il vantaggio che quando poi ti trucchi di nuovo sembri una strafiga al primo passaggio di mascara (adoroooo)
  • poca fissazione sulle calorie. Però nemmeno svacco totale: se vuoi un bombolone te lo spari, ma poi vai  a correre, cara bbbella… mi sono spiegata.. è infatti sono tornata 58 chili esattamente come sono partita.
  • Poca pierraggine. Quel tanto che basta per non fare a cazzotti coi vicini di ombrellone o per non farsi diseredare dalla mamma
  • Più tempo per mio figlio: che significa più tempo per giocare ma anche più tempo per mettere nuove regole e farle rispettare (uhmmmm)

Forte di questa nuova maturità (cazzarola) mi sono proprio goduta le mie 4 settimane (cazzarola) di vacanze e sto disperatamente cercando ora di non perdere lo zen acquisito. Chi vivrà vedrà. E voi???

Validi alleati per l’inverno che arriva? Le 12 ore giornaliere di sonno accumulate, un filino di abbronzatura tanto per togliere il verde Milano (che quest'anno comunque va, oh se va) e il mio migliore amico, il collagene, che mi ha spianato la faccia e ritirato su le tette. Dio lo abbia in gloria.


C’è di peggio.
A domani, forse.

LaGiulina

lunedì 25 luglio 2011

Le parole dette

Lo so che con queste righe mi sputtanerò, ma essere una blogger e' uno sporco mestiere e qualcuno deve pur farlo. Scriverò delle cose forti, qui, ma me ne assumo le mie piene responsabilità!

Sto uscendo da un tunnel fatto di aggressività, acidità, amarezza, stress. Il mio cambiamento si deve alla maternità o alla maturità, per non chiamarla vecchiaia. Fatto sta che ora sono cambiata, molto, e la Giulia di prima non mi piace più. Quando ne vedo ancora traccia nei miei comportamenti mi deprimo, ma è soprattutto quando la scorgo in quelli altrui mi innervosisco moltissimo.

Sarà che siamo tutti un po' stressati, a Milano, ma non solo, sarà che siamo sempre più a corto di tempo per noi, ma anche di spazio, di soldi, di cose belle, di gesti "alti" ... sarà, ma siamo tutti ruvidi, e non e' affatto giusto. Non lo è per noi stessi, non lo è per chi ci ascolta, per i bimbi che ci prendono come esempio, non lo è MAI, dato che una brutta parola può rovinare un rapporto per sempre.

Una parola detta rimane nell'aria e avvelena, come recita una canzone a me tanto cara dei Madreblu:

"... le parole sono spari nel buio,
fanno male senza avere intenzione,
o conoscono la direzione giusta
proprio dritte e ferme colpiscono
frasi uscite dalla bocca, pensieri..."

Una parola brutta, un tono minaccioso o arrogante, un’interruzione brusca sono un'aggressione verbale che non si dimentica. Io DETESTO l’aggressività di qualunque forma, i modi sgarbati, le rispostacce, i clamorosi abbassamento di registro, la maleducazione nelle donne, le parolacce nei bambini.
Io ricordo ancora TUTTE le cose brutte, forti, volgari che mi sono state dette dai genitori, dagli amici, dagli insegnanti, dagli ex: ferite che mi hanno segnato e che rimangono incise nella carne e che per la maggior parte dei casi sono state dimenticate da chi le ha dette.

Ricordo una terribile professoressa di tedesco alla Scuola Interpreti di Firenze: la feci arrabbiare per un passivo sbagliato e mi urlò: “FRAU BERNINI, SIE SIND EINE KATASTROPHE!” (traduzione più che ovvia: “Bernini, lei è una catastrofe”) … Ora, può darsi anche che l’orrida Heinemeier abbia avuto ragione da vendere, ma c’è modo e modo …a parte il fatto che mi laureai in tedesco a pieni voti e che della mia classe iniziammo in 60 e finimmo in 3, comunque avrebbe potuto dirlo in modo più educato e corretto (dato che la scuola in questione costava una sassata e mi meritavo almeno la sua educazione…). La crucca ora non si ricorderà più di me, ma la frase berninisiesindeinekatastrophe mi risuona sempre nelle orecchie nei momenti più delicati della mia vita, andando a peggiorare  clamorosamente la stima che ho di me stessa. Vi sembra giusto?

Insomma, non sono stata immune da questa " malattia", ma ne sono uscita quasi del tutto. Cerco di parlare con calma e con un tono rassicurante, per motivi professionali (sono un'esperta di comunicazione) non posso certo parlare come una scaricatrice di porto (massimo rispetto).

Parlo tra l'altro più lingue e vorrei cercare di risultare educata, carina, professionale e competente in ciascuna di esse, che sia inglese, francese, tedesco o un po' di spagnolo. Vorrei cercare di avere il tono giusto con clienti e giornalisti, il che non significa essere piatta o legnosa, ma brillante e interessante, senza risultare sboccata, o troppo informale, come noi toscani sappiamo fare bene! Ma parlare da toscanaccia nel tempo libero e' "ganzo", a un convegno sul lusso un filino meno.

Non  solo, voglio avere il massimo rispetto anche per mio figlio che sta imparando ora, con molto ritardo, a parlare correttamente. Mi piace scandire bene le sillabe, usare parole nuove e difficili che piano piano entreranno a far parte del suo linguaggio quotidiano. Non voglio che sembri un piccolo lord, ma che almeno vada oltre mamma, pappa, bibe, cars ..

Insomma, prima di esprimervi a parole o a gesti inspirate-respirate-e-contate fino a dieci...  le parole sono spari nel buio, fanno male senza avere intenzione…

La vostra educatissima
Giulina

martedì 12 luglio 2011

Tolleranza zero

Io sono una stronza.

Non stronza nel senso di cattiva o invidiosa. Oppure sanamente egoista, cioè una che si para il culo in questo mondo di squali e stronzi veri. Io sono stronza nell’accezione più comune di una che fa le cose da stronza, cioè male. Non ve lo so spiegare bene, ma se continuate a leggere capirete. Insomma qualcosa farete anche voi, no, o devo fare tutto tutto io?  - come dice sempre il PN)

(Ecco perché sono stronza: perché potevo dirvelo bene, ma ve l’ho detto male)

Questo mio essere stronza si va a sommare al mio essere acida e al mio avere un carattere di merda (e  parlare come una contessina inglese, by the way). Il fatto che tutti mi trovino dolce, simpatica e adorabile è un mistero profondo e insondabile, secondo solo a quello tanto declamato “della fede “ (massimo rispetto), e all’altro mistero, quello inglese, cioè che Carlo abbia preferito Camilla a Diana.

Ci sarebbero veramente anche altri misteri tipo:

come fa a piacere ancora Gucci

perché ci vuole ancora la waiting list da Hermes quando  sappiamo tutte che è una bufala

perché gli uomini continuano a preferire le (finte) bionde … (non parlo di te, biondina)

perché sono zitella (forse perché acida, stronza e dal pessimo carattere? Ma allora è il cosiddetto cane che si morde la coda)

Ma affrontiamone uno per volta, fa caldo e sono stufa.

Riassumendo: io sono acida, stronza e ho un carattere di merda.
 Faccio anche la PR, professione molto poco adatta a una persona acida, stronza e dal carattere guanoso, come dico sempre, per cui questo mi rende anche un’idiota totale e poco lungimirante. Il fatto che io sia anche bravina – dicono i più - rende il tutto veramente incomprensibile.

Ma non complichiamoci la vita. Un mistero alla volta.

Ho poco tempo. Vivo continuamente e serenamente di corsa, dove serenamente è detto con ironia, molta ironia. Come più volte detto, sono una ragazza madre, molto madre e poco ragazza, il che significa che cresco mio figlio ( il PN, riassuntino per chi si fosse collegato solo oggi) da sola, con l’aiuto di Santa Isabel da Loja, Ecuador. E basta.
I miei genitori vivono a Siena, un fratello, Santo Sandro, a NY, uno a Milano, Santo Duccio che lavora come un mulo, anche se non ho mai capito che cacchio faccia, cmq è un Bocconiano, qualcosa di figo lo farà sicuramente, e una sorella, Santa Silvia, che ancora studia a Siena. Questa pletora di fratelli è bravissima col PN, ma capite bene che geograficamente parlando non è proprio alla mano. Santo Duccio mi aiuta nel we, insieme a Santa Claudia, la sua fidanzata.
Tutti sono stati beatificati e santificati solo per l’orrido fatto di dover aver a che fare con la sottoscritta, che ne è l’incompresa e vituperata sorella maggiore.

Premessa fatta per farvi capire che tra un figlio e tre lavori diversi (pr, personal shopper e consulente di un’azienda che produce collagene, il benedetto collagene) e ora anche blogger, non ho proprio i minuti da scialacquare. Come amo dire, sono solita dividere le giornate in 48 slot da 30 minuti l’uno e giro sempre con un’agenda elettronica (che altro non è che un vecchio Nokia che non riesco ad’abbandonare al proprio destino) che mi bippa in continuazione le cose da fare. Io la mando regolarmente a fare in culo, ma capite bene però che se lei bippa, qualcuno le avrà pur chiesto di farlo !!!

A causa quindi di quanto avviene nella mia vita, io ho tolleranza ZERO verso tutti, un po’come le offerte della TIM¸ io ho lo scazzo alla risposta verso tutti:

non amo perdere tempo, per cui se l’interlocutore si dilunga divento viola, inizio a farfugliare qualcosa e sparisco. Generalmente fingo un problema all’asilo per darmela a gambe levate. Ora che l’ho detto a tutti i miei 25 lettori di manzoniana memoria dovrò forzatamente (viva Cetto La Qualunque) cambiare scusa.

Non amo nemmeno ascoltare tutta tutta la telefonata di qualcuno, per cui a metà sostengo di aver capito e prometto di richiamare. Cosa che non faccio MAI

Non rispetto molto le regole stradali quando sbicicletto allegramente per la città e sono ricercata in più quartieri di Milano

Faccio le facce. Esattamente come quelle per cui Maria Luisa Busi è stata licenziata dal TG1. Io faccio le facce se sento delle cagate pazzesche, se mi annoio, se l’interlocutore mi sta offendendo l’intelligenza, se banalmente mentre sono lì vorrei (o dovrei) essere là.

Non faccio finire di parlare nemmeno i miei clienti, che sono quelli che mi consentono di essere RMPRMM
(ragazzamadrepocoragazzamoltomadre).
A metà dico OK e me ne vado a fare quello che mi è stato chiesto. Generalmente vengo richiamata e insultata, ma ultimamente sento dei grandi sospiri di rassegnazione. Probabilmente se non fossi RMPRMM  mi avrebbero già cacciata a calcioni nel famoso culo (famoso perché pare sia la cosa più bella del mio essere Giulia Bernini, mah, sarà, a me sembra uno scaldabagno di quelli bianchi, vecchi e brutti).

Insomma, io non ho tempo, tantomeno tempo da perdere. Lo so, è bruttissimo da dire, ma non è cattiveria. E’ solo la stronzaggine di cui prima. Le altre forse sono più brave, più diplomatiche e più carine. Io non ho più tempo di essere ANCHE tutte queste cose e me ne dispiaccio sinceramente. Io devo lavorare e mantenere un figlio e far si che sia felice anche se la nostra famiglia è “diversa” (ma poi cosa è la norma? direbbe la mia analista).

Io sono una stronza. Amen.

Etiquette à la "Plage"

Oh mamma mia, da dove iniziare?
Giuro, cercherò di essere pacata e il meno snob possibile, ma da sempre le domande che mi pongo sul genere umano in estate aumentano. Soprattutto al mare, in spiaggia.

Solite premesse, altrimenti mi accusano di essere una stronza anoressica: Io Giulia Bernini premetto che tutti possono andare al mare, che tutti possono mettersi in costume, che ognuno di noi ha diritto alle tre settimane di ferie al mare. Tutti.

Ma come in tutte le cose, c'e modo e modo. Stare in spiaggia e rilassarsi è un diritto di tutti, ovviamente! Però anche in questo caso (si veda blog sulla permanenza in treno) sarebbe molto apprezzato che voi non urlaste, non vi scofanaste il pranzo di natale, non lasciaste più resti plastici che si degraderanno tra eoni di anni, non sculettaste in faccia a tutti, ne’ se siete Miss Capannina 2011, ne’ se siete Miss Menesbattodellediete. Nell’ultimo caso è FORTEMENTE consigliato non sculettare troppo, per ovvi motivi di salute pubblica e decenza personale.
Già stare in costume è di per sè molto strano, figuriamoci con il tanga, il perizoma, il topless fisso se avete la settima di seno. ORRORE E RACCAPRICCIO.

La mia non è invidia (della settima), ma sano buon senso e un filino di buon gusto, che non guasta mai, fa chic e non impegna mai troppo.

Per quanto mi riguarda, perché io parlo solo di quanto mi riguarda, altrimenti il blog si chiamerebbe in un altro modo, no? Io sono una che ha delle tette come due nei e frequento sia spiagge pubbliche che stabilimenti balneari. Io NON faccio il topless negli stabilimenti balneari, non butto le tette (o quello che il Signore mi ha messo li dove tutte le donne hanno le tette) in faccia ai bambini e ai signori di una certa età paganti! Al massimo, nel pomeriggio, quando il PN dorme, scendo in spiaggia in orari solitari e abbasso i laccetti (e se proprio proprio sono sola al mondo zac abbasso il reggiseno, ma ripeto, a me non mi guarda nessuno, sembro una bambina scema che gioca a fare la grande quando ho il reggiseno, per cui…)

Discorso diverso se sono su una spiaggia pubblica, ma certo non mi tolgo il reggiseno mentre faccio le piste delle caaaaar o il castello con mio figlio. Un po’ di rispetto per gli altri, cribbio.

Stessa cosa dicasi per chi urla, sente musica a tutto volume, gioca a palla mettendo a rischio la vita di chi legge, per chi si butta in acqua correndo come un ossesso e facendo annegare qualche bambino appeso a innocenti paperelle …

Insomma, NON FATE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORRESTE FOSSE FATTO A VOI STESSI, DAI!