Tipo quelle della lingua italiana.
Manca un verbo da usare quando "ti voglio bene" è poco, "ti amo" è forse un po' azzardato e il "ti adoro" è inflazionato: noi donne lo utilizziamo per tutto. E quindi non significa più niente.
Manca un verbo, che esiste invece in tedesco, per dire a qualcuno che ti piace da morire, che per te butta bene, e che se lui sarà sempre come si è fatto vedere nella prima settimana di frequentazione allora insieme spacchiamo. Eccome se spacchiamo.
E' appena successo a una mia carissima amica, Lucrezia. Bella donna, solare, allegra, positiva ma sfigatissima con gli uomini. Veramente sfigata. Una sfiga da non credere: i matti, gli anaffettivi, i ridicoli, i bipolari li attira tutti lei. Si vedono in giro dei cessi a pedali e sono sempre in coppia. Lei, invece, è sempre sola.
Ogni tanto ti racconta che ha incontrato qualcuno e che è presa. Ma inesorabilmente dopo 4/5 mesi la incontri e le chiedi: "E il tizio?"
"Quale?"
"L'ultimo"
"Ma va, un pazzo da legare! L'ho mollato quasi subito, quell'idiota"
Ormai inizia a ridere ancora prima di raccontare l'ultima disavventura. Ogni volta, da circa 20 anni.
Qualcuno potrebbe ipotizzare che sia strana lei, ma vi giuro che anche io ne ho conosciuti diversi di quelli che sono usciti con lei. Doctor Jeckyll ineccepibili, assolutamente insospettabili nelle prime settimane di frequentazione che poi, improvvisamente, si trasformano nel Mr Hyde di turno. Da avere paura.
Certo, lei non è gestibilissima: bella, alta, magra, in carriera, intelligente, vivace, buona, l'anti gattamorta. Da tipe così gli uomini scappano a gambe levate.
Se ne è fatta una ragione. ha le sue amiche, il suo lavoro, i viaggi. Ti racconta sempre che la sua vita è perfetta così e che veramente non crede che, ormai, dopo i 40 un uomo possa dare valore aggiunto alla sua vita così piena e soddisfacente.
Lucrezia piace molto, gli uomini fanno a gara per conquistarla. Ma vi giuro che alla stessa fottutissima velocità con la quale se li ritrova intorno questi spariscono, come se lei fosse troppo.
Stufa di doversi scusare di essere "troppo" perché come dice sempre "non mi alzo la mattina con il chiaro intento di farti sentire a disagio, per cui se tuo, uomo, ti senti inadeguato con me fatti due chiacchiere con uno bravo, e smetti di chiedere a me di "essere meno", cerca di essere "di più" tu! Evolvi, santiddio!"
(Capirete che quando si parla di uomini ed evoluzione nella stessa frase si va avanti per ossimori.)
Comunque l'ho incontrata stamattina. Più radiosa che mai. Non ho potuto fare a meno di dirle che emanava più frecce innamorate lei di quello scansafatiche di Cupido, quel coglione.
Mi ha detto che ha incontrato un uomo, anzi un ragazzo, più giovane di lei di qualche anno, con il quale è andata a mangiare un gelato. Sai quelle volte che dici: "Prendo un gelato, due chiacchiere e poi vado a casa perché domani lavoro presto e sono a pezzi solo all'idea" ?
Ecco, pare che lei a casa non ci sia più tornata, passatemi l'iperbole.
Questo ragazzo, Angelo, di nome e di fatto, è, almeno sulla carta, quanto più possibile lontano dal genere di uomo che di solito frequenta Lucrezia, che infatti aveva ipotizzato di dedicargli giusto il tempo di un cono gelato da 4 euro (cono medio, non quello piccolo).
In realtà, accoccolati sugli scogli a guardare il mare, lei ha pensato: "Questo ragazzo è assolutamente incantevole. Mi piacerebbe farmelo piacere, ma figuriamoci: a me non piace mai nessuno".
Lui deve aver pensato la stessa cosa, perché a un tratto le ha dato un bacetto piccolo piccolo piccolo sopra una spalla.
Lucrezia ha fatto quella che se la tira, ma era sorpresa davvero. Gli ha detto:"Ehi, tu, come ti permetti?"
Lui, per tutta risposta, le ha dato un altro piccolo bacetto sulla stessa spalla.
Parecchi bacetti e parecchi gelati dopo, ma nemmeno troppi, insomma quelli che una ragazza che sta attenta alla linea mangia in una settimana, a lei, l'irriducibile zitella inacidita, è scappato, mentre parlava di tutt'altro, un TI AMO talmente forte che si è messa una mano sulla bocca come se avesse detto una parolaccia.
Effettivamente credo che l'ultima volta che la Lucre abbia usato quel verbo per un uomo e non per una borsa fosse il 1995. Lo so, perché quando l'uomo della sua vita ha messo incinta un'altra io ero li a passarle i fazzolettini di carta e a reggere il cartonato con la foto di lui mentre lei ci tirava su delle freccette avvelenate.
Angelo si è meravigliato assai. Oddio, Lucrezia gli piace molto, ma sicuramente lui ha tempi diversi.
Quando io le ho chiesto che cosa avesse bevuto prima di urlare un TI AMO così imbarazzante, lei ha detto che erano le 15 di pomeriggio e beveva solo acqua da giorni.
Ma la spiegazione che mi ha dato mi ha fatto riflettere molto. Lucrezia ha detto che non si vergogna affatto di aver esplicitato così avanti tempo i suoi sentimenti, in un modo così repentino, che non può essere un errore, piuttosto si è trattato di un benvenuto all'uomo che aspetta da una vita. In fin dei conti conosce Angelo da una settimana, ma lo ha cercato ovunque per 20 anni e quindi non ritiene di essere stata affatto avventata nel pensare di amarlo.
Certo la lingua italiana non offre molta scelta, ma dirgli "Era ora" non mi pare più fine.
Alla fine della fiera, la vita è quella cosa che ti accade mentre stai facendo altri programmi, e se hai più di 40 anni ti rendi conto che non hai più tanto tempo per correre dietro al treno giusto, un po' perché non hai più tempo, energia e voglia, un po' perché, statistiche alla mano, quanti ne passeranno poi di treni che vanno davvero bene per te?
Lucrezia ha deciso: quest'uomo le piace e non vuole mettere barriere tra loro.
In fin dei conti cosa ti rimane alla fine di una storia se non hai amato? Niente. E se ami invece? Magari dei bei ricordi e magari la storia stessa.
Mai vai, mai sai.
Citando Agrado, mitica trans in "Tutto su mia madre": "... perché una è più autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di se stessa", un amore è tanto più vero e più forte più assomiglia all'idea del sentimento che vogliamo per noi dopo tanta sofferenza.
Forza Angelo, Forza Lucrezia.
Giulia
venerdì 31 luglio 2015
martedì 28 luglio 2015
Uomini fighi davvero
Perché non basta essere dei gran fighi fuori. Devi esserlo anche dentro. E non significa solo mangiare bene, non fumare e non ammazzarti di birra e alcool.
Significa fare scelte anche difficili per essere più felici.
Significa saper anche stare soli.
Significa selezionare le figure femminili al tuo fianco, se non corrispondono perfettamente al futuro che vuoi.
Significa arrivare a 40 anni con le idee chiare. E anche se quello che vuoi non ha i contorni del tutto definiti, però è lì che ti aspetta, e ogni giorno che passa assume un aspetto meno nebuloso.
Significa stare nel tuo, se questo ti fa stare bene. Ma se ti colpisce una persona ti butti e basta.
E se la persona in questione è una grande donna, o perlomeno così tu la reputi, con alle spalle una vita vissuta intensamente, tu non ti fai spaventare, metti subito le cose in chiaro e le dici che assomiglia in modo prepotente alla vita che vorresti.
E se per caso anche lei prova le stesse cose che provi tu, quando ormai non gliene fregava più niente, allora sali sul palo più alto, allacci la cintura di protezione e ti butti. Anche se l'esercizio lo hai provato poco o forse lo hai visto solo nei film.
Perché a 40 si è ancora giovani, vero, ma si è nel mezzo del cammino della propria vita. E se sei un figo vero, nella prima parte della tua vita hai sputato sangue, ma nella seconda hai finalmente il coraggio di essere felice davvero.
Grazie di esserci.
Giulia
sabato 18 luglio 2015
Grazie di esistere
Quando ho scoperto di aspettare un bambino da un uomo che avevo appena mandato a remare ho detto quello che ogni donna nella mia situazione avrebbe detto: "Cazzo".
Ho guardato mia mamma, che era in bagno con me: era pallida e stava guardando lo stick rivela gravidanze che non era affatto blu, no, era al neon fluorescente e stava urlando urbi et orbi "sono Lorenzo sto arrivandooooooo".
Lei ha guardato me e ha detto: "Cazzo".
Si, in casa parliamo tutti francese tra noi.
"Cazzo", a parte essere appropriatissimo in quel momento per mille motivi che avrete capito da soli perchè chi mi legge non è affatto stupido, stava anche a significare, in estrema sintesi: "eoracomefacciamocheseisolaamilanoechenessunotipuòdareunamanomasoprattuttochicazzoglielodicealtubabbo?"
Chi glielo dice al mi babbo? Io, chi vuoi che glielo dica? Però mica a voce, eh? Con un simpatico sms che diceva:"Sono incinta, lo tengo, non prendere nemmeno in considerazione il padre, elabora questa info, ci sentiamo tra una settimana, non chiamare, grazie Giulia"
Il mi babbo ha obbedito e ha chiamato una settimana dopo. I toni della conversazione ve li posso risparmiare.
Per onestà intelletuale confesso apertamente che ho valutato l'idea di rinunciare a quella gravidanza. Sono stati i 55 secondi più lunghi della mia vita. Poi mi sono detta: e quando mi ricapita sta botta di culo? Un figlio senza uno straccio di marito? Approfittiamo subito, visto come sta andando a rotoli la mia vita sentimentale dal 1995 in poi!"
Vero, può suonare altamente egoistico ed effettivamente quando scegli di fare un figlio si compie si un atto di amore, ma anche un atto di estremo egoismo, perchè due genitori scelgono di mettere al mondo, in questo mondo (e ho detto tutto), una creatura innocente che magari stava divinamente, è il caso di dirlo, anche in Paradiso insieme agli angioletti a giocare a palla o alla Barbie senza rotture di sorta.
Se poi decidi di tenere un figlio da sola (non di avere, perchè mai mi sarei messa volontariamente in questo casino), ma di tenere un figlio che Dio ha deciso di donarti anche se sei una zitella cinica e sarcastica, una può solo trattenere il fiato e buttarsi in questa avventura che si chiama vita. Vita mia e vita tua. Buttarsi e dire: che Dio me la mandi buona. E Dio mi ha ascoltato!
Fin dal concepimento, mio figlio ha fatto paura a tutti. Mille problemi, mille dubbi, mille riflessioni, e una sola certezza: la mia pancia rideva e aveva mille farfalle dentro. Quelle stesse farfalle che aspettavo di sentire amando un uomo della mia età, le sentivo iniziando ad amare un ometto che si stava formando dentro di me e che aveva ben 35 anni meno di me. Alla faccia del toy boy!!!
Mio figlio continua a fare paura anche ora: fin dal giorno della sua nascita, 18 luglio 2007 ore 12.41, ci ha guardato tutti con uno sguardo che riassumendo ti faceva dire:"Mo so cazzi" (torniamo sempre li).
Mio figlio è estremamente intelligente e bacchettone.
Mio figlio ha sempre ragione.
Mio figlio mi sgama dal tono della mia voce.
Mio figlio è l'unico uomo che riesce a tenermi testa.
Mio figlio è la cosa più bella che io abbia avuto nella mia vita, e badate bene: di cose belle ne ho avute a iosa.
Mio figlio mi ha regalato e continua a regalarmi amore, energia, fiducia, ottimismo, divertimento, serenità, dinamismo, certezze, ansia e mille paure. Paura di una vita senza di lui che mi risulterebbe insopportabile.
Mio figlio è la parte migliore di me, la certezza assoluta che nella vita ho fatto almeno una cosa bella.
Non parlo alle donne che non vogliono o non possono avere figli. Da quando sono mamma ho imparato a rispettare i pareri delle altre e non giudico più nessuno.
Io parlo alle donne che ci stanno pensando e che sono attanagliate dai dubbi.
Io parlo a chi, come me, è rimasta incinta e fin da subito ha saputo che sarebbe stata madre e padre e che sarebbe sempre stato un gran casino: non abbiate dubbi. Ovvero: abbiateli, tantissimi, tutti i giorni, ma sarànno i dubbi più costruttivi che vi sarete potute regalare.
Mia mamma disse all'epoca una frase che mi parse banale e mi stupii molto, dato che mia mamma è la donna più intelligente e meno banale che io abbia mai conosciuto: "Ora non sarai mai più sola".
Dopo 8 anni e 9 mesi di gravidanza io dico: Grazie Lorenzo, perchè hai reso la mia vita qualcosa di magnifico e grazie perchè non sarò mai più sola.
La mamma
Ho guardato mia mamma, che era in bagno con me: era pallida e stava guardando lo stick rivela gravidanze che non era affatto blu, no, era al neon fluorescente e stava urlando urbi et orbi "sono Lorenzo sto arrivandooooooo".
Lei ha guardato me e ha detto: "Cazzo".
Si, in casa parliamo tutti francese tra noi.
"Cazzo", a parte essere appropriatissimo in quel momento per mille motivi che avrete capito da soli perchè chi mi legge non è affatto stupido, stava anche a significare, in estrema sintesi: "eoracomefacciamocheseisolaamilanoechenessunotipuòdareunamanomasoprattuttochicazzoglielodicealtubabbo?"
Chi glielo dice al mi babbo? Io, chi vuoi che glielo dica? Però mica a voce, eh? Con un simpatico sms che diceva:"Sono incinta, lo tengo, non prendere nemmeno in considerazione il padre, elabora questa info, ci sentiamo tra una settimana, non chiamare, grazie Giulia"
Il mi babbo ha obbedito e ha chiamato una settimana dopo. I toni della conversazione ve li posso risparmiare.
Per onestà intelletuale confesso apertamente che ho valutato l'idea di rinunciare a quella gravidanza. Sono stati i 55 secondi più lunghi della mia vita. Poi mi sono detta: e quando mi ricapita sta botta di culo? Un figlio senza uno straccio di marito? Approfittiamo subito, visto come sta andando a rotoli la mia vita sentimentale dal 1995 in poi!"
Vero, può suonare altamente egoistico ed effettivamente quando scegli di fare un figlio si compie si un atto di amore, ma anche un atto di estremo egoismo, perchè due genitori scelgono di mettere al mondo, in questo mondo (e ho detto tutto), una creatura innocente che magari stava divinamente, è il caso di dirlo, anche in Paradiso insieme agli angioletti a giocare a palla o alla Barbie senza rotture di sorta.
Se poi decidi di tenere un figlio da sola (non di avere, perchè mai mi sarei messa volontariamente in questo casino), ma di tenere un figlio che Dio ha deciso di donarti anche se sei una zitella cinica e sarcastica, una può solo trattenere il fiato e buttarsi in questa avventura che si chiama vita. Vita mia e vita tua. Buttarsi e dire: che Dio me la mandi buona. E Dio mi ha ascoltato!
Fin dal concepimento, mio figlio ha fatto paura a tutti. Mille problemi, mille dubbi, mille riflessioni, e una sola certezza: la mia pancia rideva e aveva mille farfalle dentro. Quelle stesse farfalle che aspettavo di sentire amando un uomo della mia età, le sentivo iniziando ad amare un ometto che si stava formando dentro di me e che aveva ben 35 anni meno di me. Alla faccia del toy boy!!!
Mio figlio continua a fare paura anche ora: fin dal giorno della sua nascita, 18 luglio 2007 ore 12.41, ci ha guardato tutti con uno sguardo che riassumendo ti faceva dire:"Mo so cazzi" (torniamo sempre li).
Mio figlio è estremamente intelligente e bacchettone.
Mio figlio ha sempre ragione.
Mio figlio mi sgama dal tono della mia voce.
Mio figlio è l'unico uomo che riesce a tenermi testa.
Mio figlio è la cosa più bella che io abbia avuto nella mia vita, e badate bene: di cose belle ne ho avute a iosa.
Mio figlio mi ha regalato e continua a regalarmi amore, energia, fiducia, ottimismo, divertimento, serenità, dinamismo, certezze, ansia e mille paure. Paura di una vita senza di lui che mi risulterebbe insopportabile.
Mio figlio è la parte migliore di me, la certezza assoluta che nella vita ho fatto almeno una cosa bella.
Non parlo alle donne che non vogliono o non possono avere figli. Da quando sono mamma ho imparato a rispettare i pareri delle altre e non giudico più nessuno.
Io parlo alle donne che ci stanno pensando e che sono attanagliate dai dubbi.
Io parlo a chi, come me, è rimasta incinta e fin da subito ha saputo che sarebbe stata madre e padre e che sarebbe sempre stato un gran casino: non abbiate dubbi. Ovvero: abbiateli, tantissimi, tutti i giorni, ma sarànno i dubbi più costruttivi che vi sarete potute regalare.
Mia mamma disse all'epoca una frase che mi parse banale e mi stupii molto, dato che mia mamma è la donna più intelligente e meno banale che io abbia mai conosciuto: "Ora non sarai mai più sola".
Dopo 8 anni e 9 mesi di gravidanza io dico: Grazie Lorenzo, perchè hai reso la mia vita qualcosa di magnifico e grazie perchè non sarò mai più sola.
La mamma
lunedì 13 luglio 2015
La Magnifica Stronza - versione Porto Cervo 2015
Qualche anno fa - potete controllare se siete pignoli - scrivevo su questo blog di uomini e donne. Soprattutto scrivevo di me e degli uomini - pessimi - tranne tu che mi leggi - che ho frequentato.
Passano gli anni e ti aspetti che troverai non tanto quello giusto, ma almeno uno che faccia meno schifo degli altri.
In fin dei conti a cosa serve invecc... ehmm diventare consapevoli e sagge?
Come nel precedente post, continuo a pensare di essere una donna libera. Single, moderna, allegra, solare. Ok, ho delle punte di patologia pura, ma coincidono con quei 5 giorni del mese ed è un problema temporaneo, perchè prima o poi arriverà anche a me sta razzo di menopausa !!!
Continuo a essere una ragazza vecchio stile. Quelle brave dicono che sono vintage, o perlomeno, sono un'icona del classicismo femminile per quanto riguarda i rapporti uomo/donna.
Passano gli anni e ti aspetti che troverai non tanto quello giusto, ma almeno uno che faccia meno schifo degli altri.
In fin dei conti a cosa serve invecc... ehmm diventare consapevoli e sagge?
Come nel precedente post, continuo a pensare di essere una donna libera. Single, moderna, allegra, solare. Ok, ho delle punte di patologia pura, ma coincidono con quei 5 giorni del mese ed è un problema temporaneo, perchè prima o poi arriverà anche a me sta razzo di menopausa !!!
Continuo a essere una ragazza vecchio stile. Quelle brave dicono che sono vintage, o perlomeno, sono un'icona del classicismo femminile per quanto riguarda i rapporti uomo/donna.
Credo fortissimamente nella divisione dei ruoli e nel fatto che la donna debba fingere di essere preda e debba lasciare all'uomo qualsiasi forma di iniziativa (pilotata). Niente e nessuno mi farà cambiare idea su questo... Frotte di ragazzine che prendono l'iniziativa con maschietti spaventati e cagasotto non stanno andando da nessuna parte e stanno sputtanando - mai termine è stato più appropriato - la categoria.
NO.
Se un uomo ti vuole ti cerca.
Altrimenti rileggiti la "bibbia". Si intitola "Forse non gli piaci abbastanza" e lo trovi in tutte le edicole e nei peggior bar di Caracas e Milano.
Ma mentre offendo da sempre le donne che non si fanno desiderare abbastanza, vorrei qui aprire una piccola - si fa per dire - parentesi sulle cazzate che inventano gli uomini per sparire e su come noi, boccalone, ci crediamo ogni volta.
NO.
Se un uomo ti vuole ti cerca.
Altrimenti rileggiti la "bibbia". Si intitola "Forse non gli piaci abbastanza" e lo trovi in tutte le edicole e nei peggior bar di Caracas e Milano.
Ma mentre offendo da sempre le donne che non si fanno desiderare abbastanza, vorrei qui aprire una piccola - si fa per dire - parentesi sulle cazzate che inventano gli uomini per sparire e su come noi, boccalone, ci crediamo ogni volta.
Ma per favore, PER FAVORE, abbiate la decenza di ammettere le vostre responsabilità nel contesto di una relazione, lunga o corta che sia.
Ci sono uomini che godono nello sminuire la donna che hanno di fronte e con cui escono. Mai un complimento, mai un'affermazione carina: eppure lei vi piace, se la chiamate 10 volte al giorno... perchè al giorno d'oggi o lavorate in un call center, oppure è difficile che un uomo dai 40 in su abbia la possibilità e la voglia di stare così tanto al telefono...
Ma perchè lo fate? Se vi piace così tanto da frequentarla, sminuirla in continuazione non fa altro che mettere in rilievo quanto siete cretini voi a uscire con una che non fa per voi...
E poi, quando decidete di andarvene, perchè dovete per forza insinuare che ci sia qualcosa della poveretta che non vi piace?
Se un uomo smette di cercarti, se passa da 12 telefonate al giorno, 237 sms e 426 wappate (senza considerare Twitter, Facebook, IG e sticazzi varii) al nulla più totale un motivo c'è e ha sempre un nome femminile ... oppure maschile, per par condicio.
Noi donne ce ne andiamo anche senza uno straccio di piano B. Voi uomini ci scaricate solo per una che vi piace di più.
E allora abbiate la decenza, il rigore etico, la correttezza, la purezza intellettuale di dire: "Gina, abbiamo un problema. E' tornata Tizia che mi aveva mollato tre mesi fa. Tu eri il piano B insieme a Wilma, Gloria, Marisa e Isabella. Ma ora è tornata Tizia e mi piace più di tutte voi messe insieme. Fattene una ragione. Ciao."
Fa male, ma è definitivo. Fa male, ma non tanto quanto stare a rimuginare su cosa cazzo posso aver detto di sbagliato per farti scappare via così dall'oggi al domani. Io non ho detto niente di sbagliato, è solo che tu hai voglia di ascoltare Tizia più di quanta ne abbia di ascoltare me.
E allora abbi l'onestà intellettuale di non sminuire me, ma di lodare Tizia.
Perchè che tu non mi ami posso capirlo, ma che tu non rispetti la mia intelligenza non te lo perdonerò MAI.
Giulia PianoB
ps: e ti auguro che con Tizia vada bene, ora, perchè se speri che ti risponda al telefono io sei fritto.
sabato 13 giugno 2015
Anche oggi non ho salvato nessuna vita, ma non ho nemmeno ammazzato nessuno.
Da sempre lavoro nel lusso. Ho venduto orologi di nicchia per anni. Ora invece vendo gioielli. Da urlo. Creazioni Made in Italy da capogiro. Roba che si può permettere solo il 5% degli abitanti di questa terra.
E ne vado fiera.
Certo non salverò vite umane, ma non ho neanche la presunzione di farlo.
Lo so che in molti non arrivano a fine mese. Io sono una di quelle. Ho un figlio da sola, ho avuto la partita IVA per gli ultimi 10 anni... cosa vuoi che abbia messo via? E' grassa se lo stato italiano non mi ha ancora portato via la casa.
Quindi lo so che sono una privilegiata, che la gente in miniera sta peggio. Eccherazzo, non sono mica un'idiota.
Però non si parla nemmeno mai di quanto ho studiato per essere qui, a vendere gioielli che faranno felice forse una donna sola, ma la cui manifattura ha fatto mangiare intere famiglie italiane per anni.
Allora cari signori (e signore) volevo dirvi di andarci piano nel giudicare coloro che in apparenza svolgono lavori futili come il mio, perchè il PIL italiano parla chiaro: mi pare che il lusso e la moda italiana portino avanti la carretta e parecchio meglio di molti altri settori. Per non parlare della tradizione dell'artigianato italiano e del valore del Made in Italy del mondo.
Una raccomandazione sola: prima di parlare pensate a quale lavoro svolgete voi e di questo argomento riparliamone solo se siete infermieri o medici di un reparto ospedaliero, magari di oncologia pediatrica.
Altrimenti tacciamo tutti, che è meglio.
Un bacio dalla diamantaia polemica.
martedì 13 maggio 2014
Donne Intelligenti, scelte stupide. Cioè io. Parte 2
Carissimi miei 25 lettori,
(il Manzoni si è appena rivoltato nella tomba, poromo),
non sono qui a pettinare le bambole (anche perché mi ha sempre rotto i coglioni farlo). Oggi ho un compito arduo: devo finire di elencare le puttanate che fa una donna in amore. Lo faccio per me, così mi sfogo, voi mi date della cretina e io metabolizzo le informazioni e magari cresco. Perché qui si tratta proprio di roba da cittine delle medie, anzi peggio.
Non voglio generalizzare, voglio parlare esclusivamente dell'unica donna che conosco a menadito. Cioè la sottoscritta.
Ieri ho scritto di quanto sia difficile per me trovare qualcuno che mi piaccia con uscire qualche volta ed eventualmente avere una storia.
Oggi vi racconterò tutte le boiate che faccio per farmi mandare a cagare dopo due settimane...
Premetto un dettaglio fondamentale: in questo post si scrivono parolacce e non si parla di amore. Non so cosa sia. Se si esclude l'amore per mio figlio, fortissimo, violento, a tratti soffocante, non so cosa sia l'amore. Lo immagino, lo leggo, lo vedo, lo riconosco. Ma io non riesco ad amare.
Che c'entra, voglio un bene dell'anima a tutti i miei amici, adoro i miei tre fratelli, ero pazza di tutti i miei nonni, ho un rapporto particolare con i miei genitori che se non si chiama amore sicuramente può definirsi stima, affetto, rispetto... ma amare un uomo non so cosa voglia dire. E non lo voglio sapere.
Forse ho amato un uomo dal 1992 al 1996. Forse lo amo ancora. Non lo so. Non lo saprò mai. Come puoi chiamare amore quello che provi a 20 anni? Come puoi sapere se si tratta di un innamoramento, di una cotta, di un'infatuazione, di sesso e basta??? Non lo so, non l'ho mai capito, non lo capirò mai.
E' come una lingua straniera, per me. Prendete il cinese. Voi lo capite? Io no. E non ho né tempo né voglia di imparare a capirlo perché il suono è cacofonico e mi fa venire l'orticaria.
L'amore mi fa paura. L'amore crea dipendenza. L'amore causa incertezze. L'amore fa perdere il controllo e io non posso permetterlo. La mia vita è un puzzle meraviglioso che io tengo sotto controllo con maniacale precisione.
L'amore non lo controlli. L'amore scassa i maroni. L'amore fa fare cose stupide e insensate.
L'amore è come l'AIDS, se lo conosci lo eviti. Se lo eviti non ti uccide.
Passi un giorno bellissimo e nove di merda perché lui sparisce.
Ti apri con qualcuno che il giorno dopo manco ti chiama. Pensi di fare progetti con qualcuno che è li non per condividere, ma per cambiare quello che è stata finora la tua vita. Perché "Giulia, come amica sei strafiga, ma se vuoi diventare la mia donna queste sono le regole". Eh no, cazzo. Così non vale. Mi hai conosciuta così, ti sono sembrata ganzissima, e ora vuoi che diventi come quella stracciapalle della tua ex. Ma allora rimettiti con lei!!!
So che non è per tutti così, ho molti amici innamorati e felici. Beati voi. Giuro, lo dico con il cuore. Se vi riesce tanto meglio... anche io cammino divinamente sul tacco 12 senza cascare, ognuno ha i propri skill !!!
Io non sono mai stata innamorata e felice. MAI.
Io non mi fido di nessuno, io non mi lascerò mai andare.
Ma se per caso capisco che ho quelle stronzissime farfalle nelle stomaco seguo il mio vademecum per la salvezza:
1) ascoltare Teorema di Marco Ferradini, ma solo le prime due strofe
2) cancellare il numero del tipo. Lui chiamerà un po' poi si stancherà della stronza
3) bloccare il tipo su FB, Twitter, Instagram: sia mai che legga che stai male e pensi che tu stia male per lui. Orrore. Con quanto poi sto male io per il ciclo, eh no) attribuire al suo numero la suoneria "silenzio". Alla fine demorderà
5) lasciare aperto solo il canale wa. Un messaggio ogni tanto posso tollerarlo. Credo
6) bloccare anche wa se proprio proprio mi sto innamorando
7) farsi mandare dal capo in viaggio di lavoro
8) stordirsi di lavoro
9) ammazzarsi di palestra
10) il punto che mi piace di più: iniziare a uscire con un altro, è un solo uomo che non gestisco. Due vanno benissimo. Tre anche meglio
Non sono zoccola, sono malata, lo so.
Giulia (quella che se la fa sotto)
(il Manzoni si è appena rivoltato nella tomba, poromo),
non sono qui a pettinare le bambole (anche perché mi ha sempre rotto i coglioni farlo). Oggi ho un compito arduo: devo finire di elencare le puttanate che fa una donna in amore. Lo faccio per me, così mi sfogo, voi mi date della cretina e io metabolizzo le informazioni e magari cresco. Perché qui si tratta proprio di roba da cittine delle medie, anzi peggio.
Non voglio generalizzare, voglio parlare esclusivamente dell'unica donna che conosco a menadito. Cioè la sottoscritta.
Ieri ho scritto di quanto sia difficile per me trovare qualcuno che mi piaccia con uscire qualche volta ed eventualmente avere una storia.
Oggi vi racconterò tutte le boiate che faccio per farmi mandare a cagare dopo due settimane...
Premetto un dettaglio fondamentale: in questo post si scrivono parolacce e non si parla di amore. Non so cosa sia. Se si esclude l'amore per mio figlio, fortissimo, violento, a tratti soffocante, non so cosa sia l'amore. Lo immagino, lo leggo, lo vedo, lo riconosco. Ma io non riesco ad amare.
Che c'entra, voglio un bene dell'anima a tutti i miei amici, adoro i miei tre fratelli, ero pazza di tutti i miei nonni, ho un rapporto particolare con i miei genitori che se non si chiama amore sicuramente può definirsi stima, affetto, rispetto... ma amare un uomo non so cosa voglia dire. E non lo voglio sapere.
Forse ho amato un uomo dal 1992 al 1996. Forse lo amo ancora. Non lo so. Non lo saprò mai. Come puoi chiamare amore quello che provi a 20 anni? Come puoi sapere se si tratta di un innamoramento, di una cotta, di un'infatuazione, di sesso e basta??? Non lo so, non l'ho mai capito, non lo capirò mai.
E' come una lingua straniera, per me. Prendete il cinese. Voi lo capite? Io no. E non ho né tempo né voglia di imparare a capirlo perché il suono è cacofonico e mi fa venire l'orticaria.
L'amore mi fa paura. L'amore crea dipendenza. L'amore causa incertezze. L'amore fa perdere il controllo e io non posso permetterlo. La mia vita è un puzzle meraviglioso che io tengo sotto controllo con maniacale precisione.
L'amore non lo controlli. L'amore scassa i maroni. L'amore fa fare cose stupide e insensate.
L'amore è come l'AIDS, se lo conosci lo eviti. Se lo eviti non ti uccide.
Passi un giorno bellissimo e nove di merda perché lui sparisce.
Ti apri con qualcuno che il giorno dopo manco ti chiama. Pensi di fare progetti con qualcuno che è li non per condividere, ma per cambiare quello che è stata finora la tua vita. Perché "Giulia, come amica sei strafiga, ma se vuoi diventare la mia donna queste sono le regole". Eh no, cazzo. Così non vale. Mi hai conosciuta così, ti sono sembrata ganzissima, e ora vuoi che diventi come quella stracciapalle della tua ex. Ma allora rimettiti con lei!!!
So che non è per tutti così, ho molti amici innamorati e felici. Beati voi. Giuro, lo dico con il cuore. Se vi riesce tanto meglio... anche io cammino divinamente sul tacco 12 senza cascare, ognuno ha i propri skill !!!
Io non sono mai stata innamorata e felice. MAI.
Io non mi fido di nessuno, io non mi lascerò mai andare.
Ma se per caso capisco che ho quelle stronzissime farfalle nelle stomaco seguo il mio vademecum per la salvezza:
1) ascoltare Teorema di Marco Ferradini, ma solo le prime due strofe
2) cancellare il numero del tipo. Lui chiamerà un po' poi si stancherà della stronza
3) bloccare il tipo su FB, Twitter, Instagram: sia mai che legga che stai male e pensi che tu stia male per lui. Orrore. Con quanto poi sto male io per il ciclo, eh no) attribuire al suo numero la suoneria "silenzio". Alla fine demorderà
5) lasciare aperto solo il canale wa. Un messaggio ogni tanto posso tollerarlo. Credo
6) bloccare anche wa se proprio proprio mi sto innamorando
7) farsi mandare dal capo in viaggio di lavoro
8) stordirsi di lavoro
9) ammazzarsi di palestra
10) il punto che mi piace di più: iniziare a uscire con un altro, è un solo uomo che non gestisco. Due vanno benissimo. Tre anche meglio
Non sono zoccola, sono malata, lo so.
Giulia (quella che se la fa sotto)
lunedì 12 maggio 2014
Donne intelligenti, scelte stupide. Cioè io.
Metto subitissimo le mani avanti. Nelle prossime righe saranno contenute molte generalizzazioni e anche parecchie puttanate. Quindi se siete pignoli o delicatini di stomaco leggetevi il blog di qualcun altro.
Io sono io, e nel mio blog scrivo tutte le robe che mi vengono in mente. Più stronze sono, più le scrivo. Se avessi delle certezze non sarei mica qui a tenere un blog! Uscirei là fuori e vivrei serena.
Invece sono una psicopatica chiusa in un mall del lusso e scrivo boiate in pausa pranzo. Tié.
Parliamo ora di uomini e donne e di come iniziano a frequentarsi.
Andiamo per gradi.
Che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere si sapeva e ci ha anche un filino sfrucugliato i maroni.
Poi, figuriamoci, io sono una donna e vengo da Marte anche io, quindi potete immaginare come mi girino le palle a me h24 365/a.
Comunque sia, gli scambi comunicativi ed emozionali tra un uomo, diciamo italiano, e una donna, diciamo italiana, in un'età compresa tra i 30 e i 45 anni, sono, a mio modestissimo avviso, come un'amena chiacchierata tra una ipervedente e un daltonico che commentano un arcobaleno (sono un genio degli esempi, lo so).
Lei non può pretendere che il daltonico capisca tutte le sfumature cui si riferisce. Non è cattivo, è che proprio non le vede. Del resto è possibile anche immaginare la frustrazione di lei, che vede tutto quel popò di roba e per quanto si sforzi di descriverla al daltonico, questo la fissa come la mucca che guarda il treno, con un enorme punto interrogativo sulla faccia.
Due palle.
Ecco. Fino a qui ci siamo. E' un casino di dimensioni bibliche.
Ora ci sarà quello che commenta che lui non ha mai avuto problemi. E allora, fanculo, non leggere il mio blog, non mi meriti.
Ma continuiamo.
Ho già scritto che sono zitella. Plurime volte.
Ok.
Che faccio fatica a uscire con gli uomini perché non mi piace mai nessuno.
Ok.
Che preferisco il divano e un bel libro a qualche uscita insulsa.
Che ho una pletora di ex fidanzati definita la Galleria degli Orrori.
(Ok, non tutti, dai, voi due sapete che vi adoro da sempre e per sempre).
Mettiamo che invece conosco qualcuno che mi piace. Bene. Ogni 5 anni capita anche a me.
Fase 1) Glielo faccio capire con uno sguardo alla Mata Hari.
Ok, se sono fortunata e se non è scemo capisce che mi interessa e non che sono strabica.
Fase 2) Secondo i miei piani lui si avvicina, chiede chi sono, mi invita fuori dopo aver chiesto il numero che io non mi affannerò a dare. Anzi.
Fase 3) Se il soggetto è single e non gay (lo specifico perché ogni tanto mi sbaglio anche su questo punto e mi faccio fregare) e se tutte queste cose vengono fatte con un certo stile io esco anche.
(Generalmente arrivare alla fase 3 a me richiede settimane di valium direttamente in vena)
Fase 4) L'incontro. Può essere una cena, un pranzo, un aperitivo, un caffè... insomma qualcosa che mi distragga dall'imbarazzo di essere lontana dal mio divano con uno sconosciuto. Mi devo concentrare su qualcosa da fare, e generalmente in questa fase mi sento un cesso e ho voglia di telefonare alla mia migliore amica per chiederle se mi può fare uno squillino e fingere di aver bisogno di me. Si, anche se vive a Roma. Ma tanto lui non lo sa.
Durante la Fase 4 per arrivare alla Fase 5 è assolutamente necessario che il lui in questione NON padelli una virgola. Capite che nella mia vita ho avuto pochissime Fasi 5 perché sono una cacacazzi.
Per cacacazzi intendo una che sta MOLTO attenta al contenuto e al contenente, una che controlla le maniere a tavola, l'educazione nei miei confronti, la cavalleria, la gentilezza, la disinvoltura, la sobrietà... insomma lo spandimerda che arriva in Ferrari è bocciato a prescindere.
Parlo per me, non per le altre donne, io me ne frego delle altre donne.
A me non frega niente dei soldi altrui. Io penso ai miei.
A me frega solo delle attività del neurone. Il neurone di lui deve piacere al mio neurone, che è stronzo e arrugginito.
Nel caso statisticamente poco probabile che ci sia una Fase 5, questa è dedicata chiaramente al bacio. E anche li sono cazzi. Sono pignola anche su questo. Deve essere come dico io. Vedete che sono una cacacazzi?
Comunque sia, io bacio divinamente, dicono, quindi qualora lo sventurato abbia avuto la fortuna e il buon gusto di arrivare alla fase 5 certo non sarà tempo sprecato.
Dopo la Fase 5, le altri fasi sono facilmente intuibili ma non verranno qui citate.
Il casino parte ora.
Stay tuned.
Io sono io, e nel mio blog scrivo tutte le robe che mi vengono in mente. Più stronze sono, più le scrivo. Se avessi delle certezze non sarei mica qui a tenere un blog! Uscirei là fuori e vivrei serena.
Invece sono una psicopatica chiusa in un mall del lusso e scrivo boiate in pausa pranzo. Tié.
Parliamo ora di uomini e donne e di come iniziano a frequentarsi.
Andiamo per gradi.
Che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere si sapeva e ci ha anche un filino sfrucugliato i maroni.
Poi, figuriamoci, io sono una donna e vengo da Marte anche io, quindi potete immaginare come mi girino le palle a me h24 365/a.
Comunque sia, gli scambi comunicativi ed emozionali tra un uomo, diciamo italiano, e una donna, diciamo italiana, in un'età compresa tra i 30 e i 45 anni, sono, a mio modestissimo avviso, come un'amena chiacchierata tra una ipervedente e un daltonico che commentano un arcobaleno (sono un genio degli esempi, lo so).
Lei non può pretendere che il daltonico capisca tutte le sfumature cui si riferisce. Non è cattivo, è che proprio non le vede. Del resto è possibile anche immaginare la frustrazione di lei, che vede tutto quel popò di roba e per quanto si sforzi di descriverla al daltonico, questo la fissa come la mucca che guarda il treno, con un enorme punto interrogativo sulla faccia.
Due palle.
Ecco. Fino a qui ci siamo. E' un casino di dimensioni bibliche.
Ora ci sarà quello che commenta che lui non ha mai avuto problemi. E allora, fanculo, non leggere il mio blog, non mi meriti.
Ma continuiamo.
Ho già scritto che sono zitella. Plurime volte.
Ok.
Che faccio fatica a uscire con gli uomini perché non mi piace mai nessuno.
Ok.
Che preferisco il divano e un bel libro a qualche uscita insulsa.
Che ho una pletora di ex fidanzati definita la Galleria degli Orrori.
(Ok, non tutti, dai, voi due sapete che vi adoro da sempre e per sempre).
Mettiamo che invece conosco qualcuno che mi piace. Bene. Ogni 5 anni capita anche a me.
Fase 1) Glielo faccio capire con uno sguardo alla Mata Hari.
Ok, se sono fortunata e se non è scemo capisce che mi interessa e non che sono strabica.
Fase 2) Secondo i miei piani lui si avvicina, chiede chi sono, mi invita fuori dopo aver chiesto il numero che io non mi affannerò a dare. Anzi.
Fase 3) Se il soggetto è single e non gay (lo specifico perché ogni tanto mi sbaglio anche su questo punto e mi faccio fregare) e se tutte queste cose vengono fatte con un certo stile io esco anche.
(Generalmente arrivare alla fase 3 a me richiede settimane di valium direttamente in vena)
Fase 4) L'incontro. Può essere una cena, un pranzo, un aperitivo, un caffè... insomma qualcosa che mi distragga dall'imbarazzo di essere lontana dal mio divano con uno sconosciuto. Mi devo concentrare su qualcosa da fare, e generalmente in questa fase mi sento un cesso e ho voglia di telefonare alla mia migliore amica per chiederle se mi può fare uno squillino e fingere di aver bisogno di me. Si, anche se vive a Roma. Ma tanto lui non lo sa.
Durante la Fase 4 per arrivare alla Fase 5 è assolutamente necessario che il lui in questione NON padelli una virgola. Capite che nella mia vita ho avuto pochissime Fasi 5 perché sono una cacacazzi.
Per cacacazzi intendo una che sta MOLTO attenta al contenuto e al contenente, una che controlla le maniere a tavola, l'educazione nei miei confronti, la cavalleria, la gentilezza, la disinvoltura, la sobrietà... insomma lo spandimerda che arriva in Ferrari è bocciato a prescindere.
Parlo per me, non per le altre donne, io me ne frego delle altre donne.
A me non frega niente dei soldi altrui. Io penso ai miei.
A me frega solo delle attività del neurone. Il neurone di lui deve piacere al mio neurone, che è stronzo e arrugginito.
Nel caso statisticamente poco probabile che ci sia una Fase 5, questa è dedicata chiaramente al bacio. E anche li sono cazzi. Sono pignola anche su questo. Deve essere come dico io. Vedete che sono una cacacazzi?
Comunque sia, io bacio divinamente, dicono, quindi qualora lo sventurato abbia avuto la fortuna e il buon gusto di arrivare alla fase 5 certo non sarà tempo sprecato.
Dopo la Fase 5, le altri fasi sono facilmente intuibili ma non verranno qui citate.
Il casino parte ora.
Stay tuned.
sabato 26 aprile 2014
MILF. Che roba è?
Non ho mai pensato a me come una MILF.
Pare che io lo sia. In questo periodo me lo sento dire spesso, magari dipende solo dall'ormone sconvolto dall'arrivo della bella stagione.
Grande.
Grande???
Non ho ancora capito se esserne lusingata o meno. Immagino che sia un complimento. Tipo: "Hai un figlio, ma non sei da buttare", per dirlo con maggiore finezza di quanto l'acronimo di per sé permetta.
La cosa mi pone però interrogativi esistenziali che divido con voi.
Avere un figlio significa automaticamente non essere più una donna desiderabile? Non credo.
Conosco mamme bellissime e desiderabilissime, almeno se fossi un uomo la penserei così. Ce ne sono anche tante che, va detto, si lasciano andare e, causa il poco tempo e le poche energie rimaste, trascurano se stesse e il proprio compagno.
Forse avere un figlio significa essere un po' andate in là con l'età? Boh, nemmeno questo, oggettivamente.
Forse bisogna solo iniziare a pensare come un uomo (giuro, mi sforzo di non dire ovvietà a questo proposito, ma è noto che con quel genere lì ho un rapporto di amore-odio tipo "che palle averti intorno e che noia non averti tra le palle").
Un uomo, insomma, direbbe: "Bbbella, ho solo detto che ti tromberei anche se sei una mamma" dando quindi per scontato tutto un contesto di marito - nido comune - progetto di vita - roba seria, insomma, (sempre se non sei una zoccola, ecco) che ignorerebbe volentieri pur di averti.
Forse la mia difficoltà a reputarmi una vera MILF sta proprio qui. Avere un figlio, ma non il contesto intorno. E quindi quando qualcuno mi conosce ed esclama "Ma sei una MILFONA!!!" (ecco, io mi becco pure il maggiorativo, a volte) mi stupisco perché non so, sinceramente, in quale categoria mettermi. Mamma, single, ragazza, signora... boh?
Ma poi, alla fine, tutto questo bisogno di etichette mi stressa e anche questo post è del tutto inutile, frutto forse di noia e quesiti sulla vita totalmente opinabili.
Sono una donna, sono una mamma, e forse devo smettere di fare la signora e rimettermi sul mercato. ecco, l'ho detto, fate voi.
LaMilfona
Pare che io lo sia. In questo periodo me lo sento dire spesso, magari dipende solo dall'ormone sconvolto dall'arrivo della bella stagione.
Grande.
Grande???
Non ho ancora capito se esserne lusingata o meno. Immagino che sia un complimento. Tipo: "Hai un figlio, ma non sei da buttare", per dirlo con maggiore finezza di quanto l'acronimo di per sé permetta.
La cosa mi pone però interrogativi esistenziali che divido con voi.
Avere un figlio significa automaticamente non essere più una donna desiderabile? Non credo.
Conosco mamme bellissime e desiderabilissime, almeno se fossi un uomo la penserei così. Ce ne sono anche tante che, va detto, si lasciano andare e, causa il poco tempo e le poche energie rimaste, trascurano se stesse e il proprio compagno.
Forse avere un figlio significa essere un po' andate in là con l'età? Boh, nemmeno questo, oggettivamente.
Forse bisogna solo iniziare a pensare come un uomo (giuro, mi sforzo di non dire ovvietà a questo proposito, ma è noto che con quel genere lì ho un rapporto di amore-odio tipo "che palle averti intorno e che noia non averti tra le palle").
Un uomo, insomma, direbbe: "Bbbella, ho solo detto che ti tromberei anche se sei una mamma" dando quindi per scontato tutto un contesto di marito - nido comune - progetto di vita - roba seria, insomma, (sempre se non sei una zoccola, ecco) che ignorerebbe volentieri pur di averti.
Forse la mia difficoltà a reputarmi una vera MILF sta proprio qui. Avere un figlio, ma non il contesto intorno. E quindi quando qualcuno mi conosce ed esclama "Ma sei una MILFONA!!!" (ecco, io mi becco pure il maggiorativo, a volte) mi stupisco perché non so, sinceramente, in quale categoria mettermi. Mamma, single, ragazza, signora... boh?
Ma poi, alla fine, tutto questo bisogno di etichette mi stressa e anche questo post è del tutto inutile, frutto forse di noia e quesiti sulla vita totalmente opinabili.
Sono una donna, sono una mamma, e forse devo smettere di fare la signora e rimettermi sul mercato. ecco, l'ho detto, fate voi.
LaMilfona
giovedì 20 febbraio 2014
Sfoghi da sindrome pre mestruale (SPM)
Da almeno 25 anni, ogni santissimo mese che Dio mette in terra divento un'accozzaglia lamentosa di muscoli che si trascina in giro con la certezza che tutto il mondo ce l'abbia con lei e che l'estinzione programmata sia preferibile a questo sopravvivere con mille incertezze e mille dolori.
Poi mia mamma chiama e ti dice: "Ti senti la solita merda?" - "Si, mamma, facciamola finita qui, sono un fallimento, non mi cercare più, faccio schifo, dimenticami". E lei: "Ti devono venire? Prendi il magnesio e non rompere le palle".
Ora, siccome mia mamma è una ginecologa e una sessuologa di fama ci tengo a precisare che non parla così, ma questo è quello che recepisco io che sono l'unica figlia femmina depressa e sconvolta dagli ormoni.
A Febbraio 2014 'sta cazzo di SPM dura anche troppo. In ordine me ne sono detta di tutti i colori: che il mio lavoro non mi piace più (eresia, lo amo, anche se ci sono giorni NO, come per tutti), che gli uomini che mi circondano fanno tutti cagare meno mio figlio (e questo è vero 365/365), che non sono una brava mamma (può essere, ma mio figlio mi adora, mi racconta tutto, mi venera e ha portato a casa una pagella sublime), che sono brutta e grassa (sono sottopeso, e il brutto è oggettivamente soggettivo), che tutti mi trattano di merda (allora facciano chiarezza: in molti al mondo mi ignorano, e a tanti non piaccio proprio, ma chi è a stretto contatto con me mi dimostra il proprio amore spesso e nei modi più inaspettati).
Comunque sia, appena sto meglio, razionalizzo e faccio tesoro di tutte le brutture che mi sono venute in mente, perché per costruire qualcosa di nuovo si deve sempre partire dalle macerie di qualcos'altro.
Normalmente amo molto un concetto che si chiama "legge d'attrazione". E' inutile che ve ne parli, è una figata che potete trovare su Google... è un atteggiamento di vita che prevede la visualizzazione di ciò che si desidera veramente e il raggiungimento dei propri obiettivi con la forza di volontà, la tenacia e la costanza.
Ecco io sono quella che si è tatuata sul braccio "Volere è potere", mio motto da almeno 30 anni.
Ma certi giorni proprio non ce la faccio. Mi getto nell'autocommiserazione più nera e lascio fare... Ascolto pure musica tristissima, mi invito a piangere e faccio una lista delle cose che vanno male.
MA NON PRENDO DECISIONI... ogni tanto sfanculo a destra e sinistra e poi mi tocca chiedere scusa a tutti...
Comunque sia, conto i giorni e appena passa cerco di risolvere quello che non va...
Ovviamente ogni volto giuro che sarà l'ultima... ma già so che non è vero... allora che dire? Statemi alla larga verso il 20 di ogni mese. A proposito, vi saluto, oggi è proprio il 20 febbraio ... magnesiooooo
Baci,
quell'isterica della Giulina.
ps: ma quanto manca alla menopausa?
Poi mia mamma chiama e ti dice: "Ti senti la solita merda?" - "Si, mamma, facciamola finita qui, sono un fallimento, non mi cercare più, faccio schifo, dimenticami". E lei: "Ti devono venire? Prendi il magnesio e non rompere le palle".
Ora, siccome mia mamma è una ginecologa e una sessuologa di fama ci tengo a precisare che non parla così, ma questo è quello che recepisco io che sono l'unica figlia femmina depressa e sconvolta dagli ormoni.
A Febbraio 2014 'sta cazzo di SPM dura anche troppo. In ordine me ne sono detta di tutti i colori: che il mio lavoro non mi piace più (eresia, lo amo, anche se ci sono giorni NO, come per tutti), che gli uomini che mi circondano fanno tutti cagare meno mio figlio (e questo è vero 365/365), che non sono una brava mamma (può essere, ma mio figlio mi adora, mi racconta tutto, mi venera e ha portato a casa una pagella sublime), che sono brutta e grassa (sono sottopeso, e il brutto è oggettivamente soggettivo), che tutti mi trattano di merda (allora facciano chiarezza: in molti al mondo mi ignorano, e a tanti non piaccio proprio, ma chi è a stretto contatto con me mi dimostra il proprio amore spesso e nei modi più inaspettati).
Comunque sia, appena sto meglio, razionalizzo e faccio tesoro di tutte le brutture che mi sono venute in mente, perché per costruire qualcosa di nuovo si deve sempre partire dalle macerie di qualcos'altro.
Normalmente amo molto un concetto che si chiama "legge d'attrazione". E' inutile che ve ne parli, è una figata che potete trovare su Google... è un atteggiamento di vita che prevede la visualizzazione di ciò che si desidera veramente e il raggiungimento dei propri obiettivi con la forza di volontà, la tenacia e la costanza.
Ecco io sono quella che si è tatuata sul braccio "Volere è potere", mio motto da almeno 30 anni.
Ma certi giorni proprio non ce la faccio. Mi getto nell'autocommiserazione più nera e lascio fare... Ascolto pure musica tristissima, mi invito a piangere e faccio una lista delle cose che vanno male.
MA NON PRENDO DECISIONI... ogni tanto sfanculo a destra e sinistra e poi mi tocca chiedere scusa a tutti...
Comunque sia, conto i giorni e appena passa cerco di risolvere quello che non va...
Ovviamente ogni volto giuro che sarà l'ultima... ma già so che non è vero... allora che dire? Statemi alla larga verso il 20 di ogni mese. A proposito, vi saluto, oggi è proprio il 20 febbraio ... magnesiooooo
Baci,
quell'isterica della Giulina.
ps: ma quanto manca alla menopausa?
domenica 9 febbraio 2014
Il mitico Siena 1
In una vita precedente, la prima, sono felicemente nata a
Siena, e lì ho studiato e ho fatto gli Scout per tre anni di Reparto e uno di
Noviziato. Siena 1. Meraviglioso Siena 1. Erano esattamente gli anni dal 1984
al 1988.
E' stato un periodo bellissimo, ricco di esperienze, amicizie,
avventure, scoperte. Un gioiello del passato che, come tutte le cose di valore
da proteggere, avevo riposto con cura nella cassaforte del mio cuore per poi
rimuoverlo per fare spazio al presente e lasciare nuove opportunità al futuro.
Un pezzo di passato che ogni tanto torna come un rapido flashback e ti fa
chiedere: ma l'ho sognato, l'ho immaginato oppure l'ho vissuto veramente?
Facebook. Maledetto benedetto FB. Un giorno mi sono
ritrovata membro vivo e vegeto di un gruppo virtuale: Il Siena Uno.
All'inizio sorpresa, poi forse infastidita da questo
passato senese che, senza invito, si presentava nel presente
milanese, poi sono stata letteralmente gasata dai ricordi e dalle sensazione di calore che ogni post mi
provocava.
Io, che per lavoro giro il mondo, sono stata catapultata
intorno a un virtuale fuoco estivo del senese a cantare, stonando a squarciagola.
Un'unica esigenza condivisa da tutti: presto, rivediamoci,
prima che sfumi questo momento. Dove? A Siena, chiaro. Quasi tutti gli amici
scout ed ex scout vivono ancora lì, qualcuno in Toscana nei paraggi, qualcuno a
Roma, un paio a Milano, Bolzano, poi Inghilterra, Francia, Lituania, il mio fratello a New York. Insomma: spappolati per il mondo, come solo gli scout sanno fare.
In molti hanno aderito all'invito, qualcuno ha paccato - se ti piglio lo vedi -, per dare vita a una
bellissima serata davanti al caminetto, a cercare di ricordarsi le canzoni che ci
avevano unito 30 anni prima davanti a un fuoco simile, ricchi di gioia e
speranza per il futuro, a parlare del presente, a colmare lacune di conoscenza che la vita ci ha imposto, a sfogarsi, a raccontarsi, a ridere, a trovarsi tutti bellissimi e ganzissimi come una volta.
Io sono partita "in corriera" da Milano, facendo tutto in 24 ore esatte, sentendomi un po' in colpa per aver lasciato il PN alla tata e aver preso un giorno di permesso dal lavoro. Ma qualcosa mi diceva che un appuntamento del genere arriva poche volte nella vita e non potevo davvero perderlo.
Alla cena qualcuno non era presente perché abita troppo lontano, qualcun altro proprio perché non c'è più, e il nostro pensiero è andato a loro più di una volta.
Una sola parola: GRAZIE. Di esserci stati, di esserci
ancora, di esserci in futuro.
Grazie al Capo Supremo, splendida persona che ci ha
insegnato a marciare e a non marcire.
Grazie all'Amministratore del Gruppo FB per aver avuto
una bellissima idea e non aver mollato fino a infondere in tutti una grande
voglia di rivederci.
Grazie al Mio Primo, Grande Amore, per avermi fatto
sentire a casa negli scout 30 anni fa e di nuovo ieri sera. Le nostre vite
hanno preso strade diverse, ma l'amore che ci legava da giovani si è
trasformato in un affetto sincero che ci accompagnerà per tutta la vita.
Grazie alla mia Squadrigliera del cuore che mi ha scarrozzato per tutta Siena prima e dopo la cena.
Grazie alla Mia Compagna di Banco del Liceo, che non
vedevo da almeno 25 anni, ma che è sempre come allora quando sgobbavamo sui libri ed è
diventata una donna stupenda.
Grazie agli Organizzatori della Serata che hanno spignattato e ci hanno fatto sentire a casa, anche se in quella casa mancavamo da anni.
Grazie a tutti gli altri per esserci stati, per avermi
fatto fare pace con una parte importante del mio passato.
A presto.
Estote Parati
Nuvola Tonante
venerdì 31 gennaio 2014
Sono viva. Vivissima.
Sarà capitato anche a voi.
Avete presente quando la vita vera prende il sopravvento su tutto? I giorni si succedono uno dopo l'altro, uno uguale all'altro, e tu sei così occupata a non morire e a resistere che alla fine vegeti, e ti dimentichi cosa voglia dire vivere veramente, esserci, amare, ridere...
Ho scritto circa 18 mesi orsono. Ero felice, disillusa ma felice. Poi sono iniziati i problemi professionali legati alla crisi che ha sconvolto l'Italia e quindi anche me. Lavoro nel lusso, era logico che i razzi amari capitassero anche a noi del settore. Lavoro e viaggio, dormo, mangio, lavoro, lavoro, lavoro e tutto il meglio della mia vita e del mio poco tempo va a mio figlio, di soli 6 anni, che si merita il meglio, anche di me. E così passano i giorni, i mesi, gli anni... e io non scrivo più perchè tanto che vi avrei detto, a parte il fatto che me la facevo sotto dalla paura?
Ora il peggio sembra essere passato, io sto bene, mio figlio sta bene, ho una famiglia "stranaforte" ma adorabile e allora chi mi ammazza a me?
Un consiglio: non mollate mai. Quando siete a pezzi fatevi un bel pianto, dormiteci su. Perchè domani è sempre un fottutissimo altro giorno. E spesso ci viene data una seconda chance.
A presto, GIURO.
LaGiulina
Avete presente quando la vita vera prende il sopravvento su tutto? I giorni si succedono uno dopo l'altro, uno uguale all'altro, e tu sei così occupata a non morire e a resistere che alla fine vegeti, e ti dimentichi cosa voglia dire vivere veramente, esserci, amare, ridere...
Ho scritto circa 18 mesi orsono. Ero felice, disillusa ma felice. Poi sono iniziati i problemi professionali legati alla crisi che ha sconvolto l'Italia e quindi anche me. Lavoro nel lusso, era logico che i razzi amari capitassero anche a noi del settore. Lavoro e viaggio, dormo, mangio, lavoro, lavoro, lavoro e tutto il meglio della mia vita e del mio poco tempo va a mio figlio, di soli 6 anni, che si merita il meglio, anche di me. E così passano i giorni, i mesi, gli anni... e io non scrivo più perchè tanto che vi avrei detto, a parte il fatto che me la facevo sotto dalla paura?
Ora il peggio sembra essere passato, io sto bene, mio figlio sta bene, ho una famiglia "stranaforte" ma adorabile e allora chi mi ammazza a me?
Un consiglio: non mollate mai. Quando siete a pezzi fatevi un bel pianto, dormiteci su. Perchè domani è sempre un fottutissimo altro giorno. E spesso ci viene data una seconda chance.
A presto, GIURO.
LaGiulina
martedì 28 agosto 2012
Il passato che ritorna (passato)
Vi è mai capitato di amare tantissimo una persona, un luogo, una casa, un abito, un profumo, una canzone? Di doverne fare a meno per cause di forza maggiore, di sentirne la mancanza, di rimpiangerla, di incolparvi per averla persa, di paragonarla a tutto il resto, trovandola sempre la migliore su tutti e tutto, di rassegnarvi ad averla persa per sempre? Vi è capitato un giorno di accorgervi che poi la cosa amata non era così lontana, che si può, forse, ancora recuperare, che alla fine se voi siete sempre voi, e lui è sempre lui (perchè è inutile girarci intorno, di un lui si tratta) forse si può ancora parlare e riaprire un canale chiuso troppo bruscamente? A me si.
Vi è mai capitato di sperare in una seconda chance, quanto meno per essere amici, e di trovarvi un estraneo davanti? Qualcuno che siete certi di avere amato: il corpo è quello, la faccia è la sua, il modo di muoversi e gesticolare anche... il profumo, come non riconoscere il profumo della pelle, quello vero, quello che le fragranze non coprono? A me si.
Ma poi il tuo "fu grande amore" apre la bocca, e dalla stessa bocca che hai ascoltato per anni dire cose brillantissime e sensatissime, con lo stesso modo di fare, con lo stesso accento che il tempo non ha modificato, ecco da quella bocca, peraltro disegnata perfettamente, esce una lingua che tu non conosci (e si che ne conosci tante) e che molto francamente non vuoi nemmeno imparare a conoscere.
A me è capitato. E avrei preferito un calcio nelle palle, soprattutto non avendole. Non è una storia a lieto fine. Quelle capitano solo a quella fottutissima Granculo di Cenerentola (e Biancaneve non è da meno). Io sono più genere Piccola Fiammiferaia. Posso dire a mia discolpa che ero certa che sarebbe andata proprio così. Se per "andata così" si intende la sottoscritta che piomba nuovamente nella vita del lui in questione con la delicatezza di una pioggia torrenziale quando avete solamente un micro ombrellino per ripararvi. Ecco si, non immaginavo che finisse con un anello di fidanzamento, quantunque speravo di trovare la Verità.
Lo sventurato, perchè di questo si tratta, avendo avuto a che fare con la sottoscritta, ha provato a evitarmi come ha potuto. Poi deve essersi convinto che era meglio assecondarmi, come si fa coi malati di mente, così per limitare i danni, e poi forse perchè un filino curioso doveva esserlo anche lui, dopo 16 anni ha accettato di vedermi, oserei affermare "obtorto collo".
Non mi addentrerò nei dettagli, per il rispetto della privacy del Fu Romeo, e perchè costui ora sa che ho un blog e magari nei momenti di insonnia potrebbe decidere di leggerlo, di leggermi, così, solo allo scopo di baciarsi i gomiti per il fatto di avermi preferito un'altra, illo tempore. Per rispetto suo quindi non racconterò niente, se non che è stato il mio grande amore di un passato che fu. Ma per citare Guccini, "a ventanni si è stupidi davvero" e io l'ho ferito, deluso, praticamente spinto tra le braccia di un'altra. Non che lui ci sia andato di scartino con me, ma ammetto di averlo provocato alla grande.
Romeo e Giulietta si sono lasciati, aggiungerei NON da amici, e non si sono visti per tantissimi, troppi anni. A modesto avviso della sottoscritta, Romeo è stato benissimo anche senza Giulietta, forse perchè non la considerava tale, forse perchè non era amore, ma solo un fottutissimo calesse, forse perchè gli uomini sono fatti così: rimuovono, dimenticano, se ne fanno una ragione. Beati loro.
Forse Numero2 (in ordine cronologico) è stata più capace di renderlo felice di Numero1. Forse Numero1 era solamente un numero di passaggio, quelli che poi ti dimentichi anche di aver contato...
BOH - grandissimo BOH, ammetto di sapere di non sapere.
Sarà, ma diciamo che una delle caratteristiche di Giulietta è quella di ricordare tutto: nomi, numeri, email, facce, brutte parole. Giulietta non dimentica, Giulietta accantona per un attimo, giusto il tempo di inanellare un uomo sbagliato dietro l'altro (e scusate: se per caso uno di questi mi legge, non intendo sbagliato in toto, intendo "non adatto a Giulietta"), di laurearsi una seconda volta, di vivere a giro per il mondo, di cambiare interlocutori professionali continuamente, di fare 20 anni di analisi, di mettere al mondo un figlio bellissimo, di distruggersi e ricostruirsi da capo almeno due o tre volte... Una passeggiata insomma.
Giulietta passeggia, ma non dimentica, e un giorno decide che per il proprio sviluppo emotivo non sarebbe male provare a rivedere Romeo, così giusto il tempo di un caffè, in un contesto amicale (direbbero quelle brave) per detronizzarlo da quel piedistallo su cui le lo ha messo ad minchiam quando era troppo giovane per capire.
Romeo accetta e si vedono in territorio neutro. Non sono neanche soli, ("per fortuna" aggiungerebbe lui; "ci mancherebbe altro", conferma lei).
La serata va bene, per carità. L'ultima volta che si erano visti lui le aveva detto testuali paroli: "Se ti rivedo chiamo la polizia..." che non è proprio la cosa più carina che la fanciulla si è sentita sibilare contro. Lui avrà rimosso. Un classicone degli uomini. Feriscono con parole pesanti come macigni e poi dimenticano. Comodissimo. Comunque sia, per lei l'incontro aveva delle enormi potenzialità: ristabilire un contatto, fare banalmente pace, raccontarsi la vita, chiedersi scusa per le manchevolezze reciproche. Perchè no? Lei non ha problemi a dire: "Sono stata un'incommensurabile babbiona". Lui si trincera dietro un: "... eravamo giovani, è andata così". Uhmmm che prurito alle manine pittate!
Per carità, non ha tutti i torti, è veramente andata così, ha senso rimuginarci sopra? Non so se è una prerogativa tutta femminile, ma Giulietta rimugina, riflette, analizza (sempre dopo, ovviamente, mai prima o durante), fa il gioco dei "se" e dei "ma" e, soprattutto, non stacca mai la spina. Come biasimare chi riesce a essere diverso da tutto questo?
Vabbe', è andata come è andata, senza infamia e senza lodo. L'incontro è stato piacevole, ma non è servito a toglierle dei dubbi. Solo a capire che spesso il grande amore lo si idealizza, anche se spesso è uno stronzo come tutti gli altri ex. Anzi, magari, il peggiore. Vi chiederete: ma la ragazza - diciamo così - cosa si aspettava dopo così tanti anni? E sinceramente (perchè qui la parola chiave è proprio 'sinceramente') lei risponderebbe che voleva sapere esattamente questo: sei tu l'unico uomo che ho veramente amato? Cosa sei diventato? Cosa saresti, cosa saremmo, se fossimo sempre insieme? Avremmo retto al passare del tempo? Ci ameremmo ancora? Eravamo veramente così magici insieme? Evidentemente no, se siamo a questo punto. Mi hai veramente dimenticata? Ma soprattutto: veramente ho significato talmente poco che la tua vita può scorrere serena senza di me? Peccherò di presunzione, ma io credevo veramente di essere la tua Lei... E tu, quanto stai fingendo? Quante maschere ti piace indossare? Quanto menti ora, quanto hai mentito prima? Davvero è stato così semplice archiviare tutto, anni di amore, e nel mio caso decenni di dolore mai elaborato, con un semplicistico:"Eravamo giovani"? Evidentemente si.
Il Romeo che ha amato Giulietta non avrebbe detto questo. Il suo Romeo non se ne sarebbe andato. Il suo Romeo sarebbe cresciuto prima e poi invecchiato con lei. Questo Romeo qui quando ha sostituito l'altro? Quanta è della fanciulla la responsabilità della trasformazione di Abele in Caino? Ma soprattutto ha amato davvero il Dottor Jeckill ignorando la versione Mr Hide? Oppure amava Hide ma non lo sapeva? Ma lei, alla fine, chi cazzo ha amato? Ha amato davvero? Oppure ha solamente sentito la mancanza di un gioco ormai rotto che nessun altro ha mai sostituito?
Capisco che per un uomo questo sia semplicemente too much.
Un uomo ti guarda con la faccia a gomitolo e ti dice, banalmente: "Giulietta, tesoro, datti 'na calmata, so' 'na sega io".
Per Giulietta no, non è così,:in fin dei conti si è sempre trattato della sua vita.
Adieu Romeo, è stato bello, ora è brutto.
Giulietta
ps: ogni riferimento a fatti e persone realmente esistite è puramente voluto
Vi è mai capitato di sperare in una seconda chance, quanto meno per essere amici, e di trovarvi un estraneo davanti? Qualcuno che siete certi di avere amato: il corpo è quello, la faccia è la sua, il modo di muoversi e gesticolare anche... il profumo, come non riconoscere il profumo della pelle, quello vero, quello che le fragranze non coprono? A me si.
Ma poi il tuo "fu grande amore" apre la bocca, e dalla stessa bocca che hai ascoltato per anni dire cose brillantissime e sensatissime, con lo stesso modo di fare, con lo stesso accento che il tempo non ha modificato, ecco da quella bocca, peraltro disegnata perfettamente, esce una lingua che tu non conosci (e si che ne conosci tante) e che molto francamente non vuoi nemmeno imparare a conoscere.
A me è capitato. E avrei preferito un calcio nelle palle, soprattutto non avendole. Non è una storia a lieto fine. Quelle capitano solo a quella fottutissima Granculo di Cenerentola (e Biancaneve non è da meno). Io sono più genere Piccola Fiammiferaia. Posso dire a mia discolpa che ero certa che sarebbe andata proprio così. Se per "andata così" si intende la sottoscritta che piomba nuovamente nella vita del lui in questione con la delicatezza di una pioggia torrenziale quando avete solamente un micro ombrellino per ripararvi. Ecco si, non immaginavo che finisse con un anello di fidanzamento, quantunque speravo di trovare la Verità.
Lo sventurato, perchè di questo si tratta, avendo avuto a che fare con la sottoscritta, ha provato a evitarmi come ha potuto. Poi deve essersi convinto che era meglio assecondarmi, come si fa coi malati di mente, così per limitare i danni, e poi forse perchè un filino curioso doveva esserlo anche lui, dopo 16 anni ha accettato di vedermi, oserei affermare "obtorto collo".
Non mi addentrerò nei dettagli, per il rispetto della privacy del Fu Romeo, e perchè costui ora sa che ho un blog e magari nei momenti di insonnia potrebbe decidere di leggerlo, di leggermi, così, solo allo scopo di baciarsi i gomiti per il fatto di avermi preferito un'altra, illo tempore. Per rispetto suo quindi non racconterò niente, se non che è stato il mio grande amore di un passato che fu. Ma per citare Guccini, "a ventanni si è stupidi davvero" e io l'ho ferito, deluso, praticamente spinto tra le braccia di un'altra. Non che lui ci sia andato di scartino con me, ma ammetto di averlo provocato alla grande.
Romeo e Giulietta si sono lasciati, aggiungerei NON da amici, e non si sono visti per tantissimi, troppi anni. A modesto avviso della sottoscritta, Romeo è stato benissimo anche senza Giulietta, forse perchè non la considerava tale, forse perchè non era amore, ma solo un fottutissimo calesse, forse perchè gli uomini sono fatti così: rimuovono, dimenticano, se ne fanno una ragione. Beati loro.
Forse Numero2 (in ordine cronologico) è stata più capace di renderlo felice di Numero1. Forse Numero1 era solamente un numero di passaggio, quelli che poi ti dimentichi anche di aver contato...
BOH - grandissimo BOH, ammetto di sapere di non sapere.
Sarà, ma diciamo che una delle caratteristiche di Giulietta è quella di ricordare tutto: nomi, numeri, email, facce, brutte parole. Giulietta non dimentica, Giulietta accantona per un attimo, giusto il tempo di inanellare un uomo sbagliato dietro l'altro (e scusate: se per caso uno di questi mi legge, non intendo sbagliato in toto, intendo "non adatto a Giulietta"), di laurearsi una seconda volta, di vivere a giro per il mondo, di cambiare interlocutori professionali continuamente, di fare 20 anni di analisi, di mettere al mondo un figlio bellissimo, di distruggersi e ricostruirsi da capo almeno due o tre volte... Una passeggiata insomma.
Giulietta passeggia, ma non dimentica, e un giorno decide che per il proprio sviluppo emotivo non sarebbe male provare a rivedere Romeo, così giusto il tempo di un caffè, in un contesto amicale (direbbero quelle brave) per detronizzarlo da quel piedistallo su cui le lo ha messo ad minchiam quando era troppo giovane per capire.
Romeo accetta e si vedono in territorio neutro. Non sono neanche soli, ("per fortuna" aggiungerebbe lui; "ci mancherebbe altro", conferma lei).
La serata va bene, per carità. L'ultima volta che si erano visti lui le aveva detto testuali paroli: "Se ti rivedo chiamo la polizia..." che non è proprio la cosa più carina che la fanciulla si è sentita sibilare contro. Lui avrà rimosso. Un classicone degli uomini. Feriscono con parole pesanti come macigni e poi dimenticano. Comodissimo. Comunque sia, per lei l'incontro aveva delle enormi potenzialità: ristabilire un contatto, fare banalmente pace, raccontarsi la vita, chiedersi scusa per le manchevolezze reciproche. Perchè no? Lei non ha problemi a dire: "Sono stata un'incommensurabile babbiona". Lui si trincera dietro un: "... eravamo giovani, è andata così". Uhmmm che prurito alle manine pittate!
Per carità, non ha tutti i torti, è veramente andata così, ha senso rimuginarci sopra? Non so se è una prerogativa tutta femminile, ma Giulietta rimugina, riflette, analizza (sempre dopo, ovviamente, mai prima o durante), fa il gioco dei "se" e dei "ma" e, soprattutto, non stacca mai la spina. Come biasimare chi riesce a essere diverso da tutto questo?
Vabbe', è andata come è andata, senza infamia e senza lodo. L'incontro è stato piacevole, ma non è servito a toglierle dei dubbi. Solo a capire che spesso il grande amore lo si idealizza, anche se spesso è uno stronzo come tutti gli altri ex. Anzi, magari, il peggiore. Vi chiederete: ma la ragazza - diciamo così - cosa si aspettava dopo così tanti anni? E sinceramente (perchè qui la parola chiave è proprio 'sinceramente') lei risponderebbe che voleva sapere esattamente questo: sei tu l'unico uomo che ho veramente amato? Cosa sei diventato? Cosa saresti, cosa saremmo, se fossimo sempre insieme? Avremmo retto al passare del tempo? Ci ameremmo ancora? Eravamo veramente così magici insieme? Evidentemente no, se siamo a questo punto. Mi hai veramente dimenticata? Ma soprattutto: veramente ho significato talmente poco che la tua vita può scorrere serena senza di me? Peccherò di presunzione, ma io credevo veramente di essere la tua Lei... E tu, quanto stai fingendo? Quante maschere ti piace indossare? Quanto menti ora, quanto hai mentito prima? Davvero è stato così semplice archiviare tutto, anni di amore, e nel mio caso decenni di dolore mai elaborato, con un semplicistico:"Eravamo giovani"? Evidentemente si.
Il Romeo che ha amato Giulietta non avrebbe detto questo. Il suo Romeo non se ne sarebbe andato. Il suo Romeo sarebbe cresciuto prima e poi invecchiato con lei. Questo Romeo qui quando ha sostituito l'altro? Quanta è della fanciulla la responsabilità della trasformazione di Abele in Caino? Ma soprattutto ha amato davvero il Dottor Jeckill ignorando la versione Mr Hide? Oppure amava Hide ma non lo sapeva? Ma lei, alla fine, chi cazzo ha amato? Ha amato davvero? Oppure ha solamente sentito la mancanza di un gioco ormai rotto che nessun altro ha mai sostituito?
Capisco che per un uomo questo sia semplicemente too much.
Un uomo ti guarda con la faccia a gomitolo e ti dice, banalmente: "Giulietta, tesoro, datti 'na calmata, so' 'na sega io".
Per Giulietta no, non è così,:in fin dei conti si è sempre trattato della sua vita.
Adieu Romeo, è stato bello, ora è brutto.
Giulietta
ps: ogni riferimento a fatti e persone realmente esistite è puramente voluto
lunedì 23 luglio 2012
Se io lavorassi per Trenitalia...
... mi vergognerei.
Mi è venuto lo sconforto al pemsiero dei miei viaggi e non me la sento di continuare.
Stendo un pietoso velo, mi tolgo la maschera e vado a letto...
notte
Lagiulina
Mi è venuto lo sconforto al pemsiero dei miei viaggi e non me la sento di continuare.
Stendo un pietoso velo, mi tolgo la maschera e vado a letto...
notte
Lagiulina
giovedì 24 maggio 2012
Perchè?
Non ho un marito.
Non ne volevo uno.
Non sono fidanzata.
Non voglio esserlo.
Non ho amanti.
E nemmeno me ne importa un fico secco.
Ma nessuno ci prova con me e invece sarebbe carino che qualcuno avesse la decenza di provarci DOPO AVERMI CONOSCIUTO.
Prima sono capaci tutti.
Perchè?
Appurato che non sono un cesso, non sono appiciccosa, non cerco marito, non voglio figli, non rompo troppo i maroni, la faccio nella mia lettiera e non voglio dormire a casa di nessuno se non la mia...
PERCHE?
Sono una donna curiosa
LaGiulina
Non ne volevo uno.
Non sono fidanzata.
Non voglio esserlo.
Non ho amanti.
E nemmeno me ne importa un fico secco.
Ma nessuno ci prova con me e invece sarebbe carino che qualcuno avesse la decenza di provarci DOPO AVERMI CONOSCIUTO.
Prima sono capaci tutti.
Perchè?
Appurato che non sono un cesso, non sono appiciccosa, non cerco marito, non voglio figli, non rompo troppo i maroni, la faccio nella mia lettiera e non voglio dormire a casa di nessuno se non la mia...
PERCHE?
Sono una donna curiosa
LaGiulina
Faccio paura.
Che noia.
Io faccio paura.
Io faccio paura.
Certo, faccio paura la mattina prima del restauro.
Ca va sans dire.
Faccio paura a mia madre che non sa come gestirmi.
Beh, dopo 40 anni, più che paura le causo orticaria e non ne becca una. (Meno male che nel contempo le regalo anche del collagene, così almeno le curo la pelle rovinata da tanta oricaria)
Faccio paura ai miei clienti che cercano di non farmi arrabbiare.
Faccio paura al maschio italico perchè sono alta, decisa e piena di energia.
Faccio paura al maschio italico perchè sono alta, decisa e piena di energia.
Faccio paura alle commesse che mi assecondano.
Faccio paura al customer care della Apple e di Groupon perchè ho sempre ragione io.
Faccio paura ai maleducati perché li sfotto e divento peggio di loro.
Faccio paura agli uomini... Fanno di tutto per conoscermi, poi appurato che sono meno facile che all'apparenza, spariscono.
Paura di chiedere di più? Sciocchini. Basterebbe chiedere. Magari la risposta vi stupirebbe. CHEDDUPALLECHESIETE.
Paura di chiedere di più? Sciocchini. Basterebbe chiedere. Magari la risposta vi stupirebbe. CHEDDUPALLECHESIETE.
Faccio paura ai colleghi perché mi incazzo alla velocità del puma che ha adocchiato la preda (e non è bello, lo so)
Faccio paura alle dipendenti della posta perché se si fanno i fatti loro alzo il sopracciglio.
Faccio paura alle altre mamme perchè non sono come loro
Faccio paura alle altre donne perchè sono meno stronza di loro.
Faccio paura ai capi perchè voglio sempre fare di più e devono legarmi.
Penserete: miiii questa deve essere un'Erinni.
NO.
Io non urlo. (Ovvero, non sempre sempre).
Io inarco il sopracciglio.
Io non sbraito.
Io ti fisso da dietro gli occhialoni da sole e ti giudico. Male.
Io ti fisso da dietro gli occhialoni da sole e ti giudico. Male.
Io fulmino se sento una bestemmia.
E fulmino spesso, soprattutto in Toscana.
Io apro bocca e colpisco lì, proprio dove vi fa male. Coincidenza?
E fulmino spesso, soprattutto in Toscana.
Io apro bocca e colpisco lì, proprio dove vi fa male. Coincidenza?
Beh, forse sotto non faccio paura. Rompo solo i maroni.
Comunque è una gran seccatura.
Giulina (la tremenda)
Ps: c'e' qualcuno che mi insegni a sbattere le ciglia e che mi dia ripetizioni serali? Io detesto fare paura. Io sono buona.
domenica 4 marzo 2012
Elogio delle piccole cose
Io sono una persona felice.
Mavvaffanculo, direte voi.
Ma se sono felice io, potete farcela anche voi, aggiungo io.
Sarà, direte voi.
Zitti e leggete.
Ok, sono nata a Siena in una famiglia di "bipolari", ma benestanti.
Ok, Siena non fa proprio schifo schifo, se ci passi i tuoi primi 20 anni.
Ok, a casa mia la cultura è la cosa più importante, insieme all’onestà e alla correttezza.
Ok, mi hanno sempre fatto fare quello che volevo io, anche perché essendo io una secchiona clamorosa, volevo delle cose accettabili anche da parte della mia famiglia. Vale a dire: non volevo certo diventare un’indossatrice, dato che avevo un culo che faceva provincia, e i brufoli.
Io volevo studiare lingue e diventare interprete. Accettabile anche per i miei. Ho deciso a 5 anni che volevo studiare lingue e lingue ho studiato.
Ok, non è da tutti avere una visione così nitida delle cose, per cui segnatevi sul vostro foglio:
A) avere una visione il più possibile nitida dei nostri limiti e delle nostre forze.
In pratica fatevi una bella SWAT analisi delle vostre personcine.
Ok, io ce l’ho fatta: la Scuola Interpreti è dura, abbiamo iniziato in 60, abbiamo finito in poche, e io ero una di quelle.
Ok, ho avuto una famiglia che mi ha permesso di fare una scuola privata.
Ma segnatevi sul foglio:
B) ho sputato sangue! Non uscivo mai, non sono andata alle feste se non il sabato, ho studiato 18 ore al giorno per tutto il liceo e l’università (da qui il culo ampio), ho lavorato nel we e l’ultimo anno anche dopo cena per comprarmi delle cose che volevo (o per pagarmi le multe di quella razzo di macchina che posteggiavo sempre di m***a), sapendo che a casa mi avrebbero fatto una risata in faccia se avessi chiesto altri soldi
OK, ero anche belloccia, a parte il culo, per cui un lavoretto da hostess o da barista non me lo ha mai negato nessuno.
Si però, cari miei detrattori, le cose bisogna volerle da matti. Nessuno ti regala niente.
Ok, diciamo che la base mia era buona, altri hanno avuto meno. Vero.
Ma bisogna un pochino anche sforzarsi…
Tipo non accontentarsi. Ho preso una seconda laurea, dato che la Scuola Interpreti mi aveva ricambiato con un diploma e basta, orrore. A casa mia sono laureate anche le mattonelle del bagno, stirazzi se mi bastava un diploma.
Poi ho cambiato lavoro, e cambiato lavoro, e cambiato lavoro e cambiato lavoro… credo che l’ufficio del personale di ogni bella azienda italiana di moda abbia almeno 46 versioni del mio curriculum vitae. Ovviamente ho lavorato solo per quelle aziende per le quali non ho mai speso un secondo del mio tempo per mandare il cv, ma va bene ugualmente
OK, ho avuto culo (in tutti i sensi), altri ne hanno meno.
Certo però che sei stai chiuso nella tua cameretta a sognare senza muovere un dito…
Comunque sia.
A 40 anni (si, perché io ormai ho 40 anni per il resto della mia vita, per cui rassegnatevi, la mia età vera la sa solo la mi mamma, se si concentra un filino) ho il lavoro che voglio. Certo, vorrei guadagnare il triplo, chi non lo vorrebbe, ma lavoro come dove e quando voglio io (cioè sempre, ma questi sono inutili dettagli).
Dopo un numero all’ennesima potenza di storie sentimentali terrificanti, che definirei più che altro cialtronerie sentimentali, a parte un paio, ho totalmente rinunciato a trovare l’anima gemella. Non so se esiste, io di certo non la cerco più e, simpaticamente, me ne sbatto. Lei si fa i fatti suoi, io mi faccio i miei.
Me li faccio talmente tanto che ho un bambino DIVINO MERAVIGLIOSO FANTASTICO BELLISSIMO GANZISSIMO INTELLIGENTISSIMO a mamma, nato assolutamente per caso dall’unione brevissima con un uomo meraviglioso che adoro e stimo, ma che è un filino sposato. Con un’altra, è ovvio. Non mi rompete i maroni con le vostre pruderie bigotte, perché anche io ci ho messo circa 4 anni di analisi per scrivere la frase di cui sopra senza vergognarmi, per cui ora non starò più a massacrarmi per quanto accaduto.
Io sono stata corretta con lui, lui è corretto con noi. Io amo e cresco suo figlio, lui mi aiuta come può, sperando un domani di fare chiarezza e di far vivere mio figlio il più possibile con il padre che adora, ricambiato.
OK, siamo d’accordo, mi merito tutte le offese che vorrete inviarmi, ma la vita non sempre va secondo il foglio di excel che mi porto costantemente dietro, qualche volta bisogna improvvisare.
E quindi scrivete nel vostro foglietto:
C) siate pronti e flessibili, i programmi cambiano e non potete ignorarlo.
Sono felice. Mi bastano poche cose piccole, e non è retorica.
Mi basta sapere che mio figlio sta bene.
Mi basta essere in armonia con quella rospa della mi mamma e con quel burbero del mi babbo.
Mi basta sapere che ho tre fratelli che adoro e che sono sempre pronti ad aiutarmi, e io loro.
Mi basta il sole.
Mi basta non essere troppo invidiata da persone piccole piccole.
Mi basta un grazie, ogni tanto.
Mi basta il sorriso delle persone a cui cambio la giornata con un piccolo gesto.
Mi basta la ricchezza degli amici che ho, un messaggino e sono sempre pronti ad aiutarmi. (Sono fortunata, è vero, ma chiedetevi anche quante volte mi sono sbattuta io per aiutare loro)
Mi basta il fioricino che mio figlio mi porta quando va a fare una passeggiata con i nonni.
Mi basta guardarmi allo specchio e piacermi, per sentirmi bella.
Mi basta un "brava" ogni tanto per sentirmi utile.
Mi basta un “Mamma ti amo” per capire che ho fatto la scelta giusta.
Mi basta un “Giulia, che ne pensi?” che capire che ho scelto il cammino giusto.
Mi basta lo sguardo di un uomo per strada per sentirmi donna.
Mi basta il sorriso della mia analista per capire che il peggio è passato.
Mi basta la commozione dei nonni che mi restano per guardare al passato con amore.
Mi basta una parola di stima per capire che il futuro non è poi così critico.
Mi basta una pacca sulle spalle per capire che il presente è ancora una volta dalla mia parte.
Mi basta il mare, e non quello delle Maldive, per essere ricca dentro.
Mi basta un acquisto tra le bancarelle per capire che non ho più bisogno della Birkin, che cmq sognavo e mi sono comprata, dopo anni di duro lavoro, e molto prima di capire che l’Italia sarebbe andata a rotoli.
Mi basta farmi la piega dai cinesi per sentirmi presentabile fuori, perché dentro lo sono sempre stata, eccome. Bastava crederci un pochino.
Ok, avete ragione, io ho tanto, ho avuto tanto. Ma il tanto che ho ora è solo direttamente proporzionale a quello che volevo e a quanto mi sono adoperata per averlo.
La vita è la fuori: muovete il culo. Lamentarsi e basta non serve.
Grazie GiuliaGrande per avere imparato a dare retta alla Giulina che è dentro di te e vuole essere felice, ogni giorno, con poco.
LaGiulinafelice
domenica 26 febbraio 2012
La Magnifica Stronza (cit)
Sono una donna libera. Single, moderna, allegra, solare. Sono pure niente male, meglio ora che a 20 anni. Però bigotta. Terribilmente vecchio stile e bigotta. Oserei dire atavica.
E vi spiego il perché: sedetevi e prendete appunti, maschi sotto i 60 e donne sotto i 30.
La donna è donna e il maschio è maschio, anche se gradirei non puzzasse.
Vale a dire: ci tengo ai ruoli. Io sarò pure Jane, ma tu sei Tarzan, cacchio. Io non ti chiamo, bbbello, io non ti cerco, io non ti assillo, io non faccio a botte per te, caro maschio, italico e non.
Insomma, se mi piaci, faccio cadere il fazzoletto di seta e mi aspetto che tu lo raccolga.
Come dici?
In giro ce ne sono tante e non me la devo tirare? Ottimo, passa pure alla prossima, tesoro.
Perché fare a piedi 5 piani di scale se al piano terra ci si arriva senza stancarsi?
In giro ce ne sono tante e non me la devo tirare? Ottimo, passa pure alla prossima, tesoro.
Perché fare a piedi 5 piani di scale se al piano terra ci si arriva senza stancarsi?
Perché prendere la scala e cogliere le mele più alte, se quelle che ti cadono praticamente tra le mani vanno bene comunque?
Accomodati pure, caro bello. Peccato ti faccia impazzire il fatto che tu, a me, non piaccia come a tutte le altre.
Accomodati pure, caro bello. Peccato ti faccia impazzire il fatto che tu, a me, non piaccia come a tutte le altre.
Ho un meraviglioso bambino e zero maschi tra le palle che abbiano più di 4 e mezzo anni (familiari esclusi). Potrei uscire con chi voglio, potrei concedermi a chi voglio. Non perché sia una figa stratosferica, io, ma perché me lo hai insegnato tu che se una donna cerca rogna la trova facilmente.
Ma chi se ne frega della morale, e poi quale morale, che in giro c'e' un puttanaio inaudito?
Ma io no, io faccio la sofisticata, faccio la snob, faccio quella che se la tira. Meglio in casa sul divano col pigiama antitrombo che a giro con qualche maschio. E non è una strategia. Io sto proprio meglio così. Perchè pagare una tata se devo annoiarmi in giro con uno che non sa dire due cose interessanti messe in croce?
Ma io no, io faccio la sofisticata, faccio la snob, faccio quella che se la tira. Meglio in casa sul divano col pigiama antitrombo che a giro con qualche maschio. E non è una strategia. Io sto proprio meglio così. Perchè pagare una tata se devo annoiarmi in giro con uno che non sa dire due cose interessanti messe in croce?
Pare non vada bene, pare che una donna sola non sia completa. Pare che come faccio io sia sprecare la vita. Pare, addirittura, che ora il Governo Monti voglia mettere una tassa sul didietro troppo appoggiato sul divano.
Come direbbe la mia adorata amica Sonia, “Giulina, 40 anni sono troppi per concedersi al quinto appuntamento”.
Ok, cercherò di rivedere velocemente le priorità della vita. Ma non stasera, dai. Il mese prossimo.
Insomma, sono un po' pirla. Ma a me fa fatica uscire con il primo che passa, mi annoio a morte.
Insomma, sono un po' pirla. Ma a me fa fatica uscire con il primo che passa, mi annoio a morte.
- E chissenefrega se è un figo della madonna. Io mi annoio.
- E chissenefrega se è milionario in euro. Io mi annoio.
- Il poeta maledetto? Superato e noioso, quella complicata sono io, non mi va di uscire con il manuale in borsa “Capire il maschio in 7 mosse”. No, grazie, che noia!
- Il patetico bisognoso? Anche no, la mamma la faccio già 365 giorni all’anno e per uno che mi interessa più di te
- Il supereroe muscoloso? Volgave, volgavissimo
- Il grafico frustrato perché non è art director? Aria, evapora, già dato. Torna dopo che avrai salvato vite umane
- Il vedovo inconsolabile? Che si paghi l’analista e elabori il lutto in un contesto più appropriato
- L’imprenditore stressato? No grazie, tesoro, da te voglio solo uno stipendio mensile come tua consulente, perché se sei stressato, evidentemente, ti manca una valida collaboratrice
- Il divorziato incazzato nero che ti racconta tutto delle mogli precedenti? Nooooo, se voglio pensare alla Galleria degli Orrori mi basta riguardare le foto dei miei ex
- L’artista incompreso? Nada de nada, la consulente la faccio per lavoro
- Il giornalista malpagato che si sente Indro Montanelli? No grazie, amavo Indro, le brutte copie non mi interessano
- Il sinistrorso da centro sociale? Non perdo tempo nemmeno a spiegare che grande uomo sia stato, per me, Giorgio Almirante.
- Il leghista celodurista? Che si vanti con una del Sud. Io so di Siena e me ne vanto
- Il fascistoide revisionista storico secondo cui i campi di concentramento non sono mai esisiti? Generalmente vado in bagno, vomito, scappo dalla finestra per poi cambiare numero di telefono
- Il famoso "Tu non sai chi sono io"? Tesoro, sono talmente innamorata di me stessa che non ti vedo proprio, anzi, scusa scappo che entro in un CdA di fondamentale importanza
- Il medico che parla solo di malattie? No, caro, mi bastano i medici di famiglia. Se ne riparla solo se sei un chirurgo estetico e non vuoi cambiare un cm del mio corpo
- L’avvocato azzeccagarbugli che alla domanda “Tu che fai nella vita” ti segnala come stalker? Neeeeeeeext!!!
Insomma, io ho visto cose e conosciuto uomini che voi umani…
Si vede che attiro il peggio della feccia umana, si vede che me la merito.
Si vede che attiro il peggio della feccia umana, si vede che me la merito.
Scusate, ora devo andare, inizia il film e il pigiama antitrombo viene richiamato automaticamente dai cuscini del divano.
Domani è un altro giorno, domani esco con qualcuno, giuro. Tata, tieniti libera.
Oggi no, mi annoio troppo.
Baci
LaGiulinaZitellinaFelicina
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